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Capaccio Paestum (Campania): gli scavi archeologici e il mare del Cilento

Capaccio Paestum, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Pur affacciandosi sul Mar Tirreno con le sue spiagge sabbiose estremamente ampie e dilatate, Capaccio Paestum vive di un turismo piuttosto eclettico che ritiene la balneabilità amena della sua striscia costiera (chilometri che si sono guadagnati a più riprese la Bandiera Blu per la pulizia delle acque e l’efficienza dei servizi proposti dai lidi) soltanto uno dei tanti motivi di visita.

Certo, nella Campania Marittima la cittadina vanta una posizione che scruta da vicino lo scenografico Golfo di Salerno, il comprensorio amalfitano e Capri, ma è pur vero che il reale gioiello dell’area corrisponde all’emozionante Sito Archeologico di Paestum, ricco di reperti riferibili all’antico insediamento urbano ellenistico-romano.

Storia

Oggi si tende a identificare la località con la Capaccio Moderna in quanto Capaccio Vecchia contiene ormai solo pochi resti. Feudo dal 1051, il nucleo urbano vide avvicendarsi potenti famiglie come i Berengario, i Sanseverino e i d’Avalos d’Aragona, i Grimaldi e i Doria. Il ‘700 fu il secolo dell’espansione e l’800 quello della Rivolta del Cilento sull’onda dei moti risorgimentali che portarono progressivamente al compimento dell’Unità d’Italia.

Gli scavi di Paestum

Un parco così importante che sa come pochi indagare la storia lontana è già da tempo Patrimonio dell’Umanità UNESCO prendendovi posto tre fra i templi greci meglio conservati al mondo. Di fronte a tali considerazioni, ci accorgiamo allora che il mare è una componente di affermato appeal ma non può naturalmente competere per fascino con il censo poc’anzi menzionato.

Paestum rappresenta il grande, inestimabile tesoro di Capaccio, tanto da accostarne il nome al proprio in modo da definire una chiara identità, un richiamo tangibile che rievoca il prestigio della vetusta Poseidonia, originata dal culto della Magna Grecia. Localizzata nella Piana del Sele posta a nord del Parco nazionale del Cilento, questa principessa dell’antichità attira a sé ogni anno non meno di 350.000 visitatori, e un tale flusso è mutuato dalla capacità di questo agglomerato di coprire un arco di tempo estesissimo, comprendente tanto l’età greca quanto l’età lucana precedente all’età romana. Ciò ha condotto a continui e costanti scavi in grado di riportare alla luce gli elementi fondanti della primigenia cultura dell’ex abitato, il tutto racchiuso da mura rimaste straordinariamente intatte insieme alle quattro porte cardinali e alle posterule (le aperture minori), contrariamente alle 28 torri di vedetta alquanto provate dal passare dei secoli.

La Via Sacra, i quartieri, il foro e l’agorà preludono alla visione dei fastosi templi dorici, la Basilica di Hera, il Tempio di Nettuno e il Tempio di Atena. In prossimità della foce del Sele si erge il Tempio di Hera Argiva (annesso al quale è un museo narrante molto bello da visitare), che si racconta essere stato fondato dagli Argonauti. Le necropoli, in particolare la Necropoli del Gaudo, fanno confluire i loro reperti nel Museo archeologico nazionale di Paestum, con i resti della Tomba de Tuffatore a farlo da padrona.

Cosa vedere a Capaccio Paestum

La Capaccio moderna, seppur molto più modesta nella sua misura architettonica, non si fa troppo intimidire dall’hinterland archeologico e si organizza intorno a edifici religiosi di tutto rispetto, a cominciare dalla Basilica Cattedrale della Madonna del Granato la cui mole rimanda allo stile d’erezione del I secolo d.C.

La Chiesa dell’Annunziata, conosciuta anche come Basilica Paleocristiana, nasce ben prima della cinquecentesca Chiesa di San Pietro Apostolo e del Santuario del Getsemani. Al 1743 risale invece il Convento Francescano, seguito da strutture che appartengono allo spettro civico, la Fontana dei Tre Delfini che fa bella mostra di sé in un arioso spiazzo, i palazzi signorili distribuiti fra Piazza dell’Orologio e Piazza Tempone, i portali in pietra e le vestigia architettoniche di Monticello.

Le spiagge di Capaccio Paestum

La serie di spiagge di Capaccio iniziano a nord della Torre di Agropoli e proseguono ininterrotte (salvo la foce di alcuni piccoli torrenti) fino alla Foce del fiume Sele, 12 km più a nord. Le zone più attrezzate sono quelle in corrispondenza delle spiagge di Licinella-Torre Paestum, dove gli arenili presentano la profondità più importante, con oltre 100 metri di morbide sabbie.

A nord di questa zone la costa da il meglio di sé con grandi pinete che bordeggiano le spiaggia alternando stabilimenti balneari a tratti di spiaggia libera fino al Villaggio Merola e all'estuario del Sele.

Eventi, sagre e manifestazioni

La cultura storica ha via via dato vita a una cultura gastronomica interamente imperniata sulla fecondità agraria di Capaccio, fonte di punte di diamante impiegate nella cucina locale quali la saporita mozzarella di bufala e il Carciofo di Paestum I.G.P., protagonista a fine aprile in frazione Gromola della Sagra del Carciofo di Gromola, festa molto attesa e partecipata.

Come arrivare

Dall’Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria uscire a Battipaglia, imboccare la SS 18 e dirigersi verso Capaccio; la linea ferroviaria Napoli – Reggio Calabria passa dalle stazioni di Salerno e Battipaglia, da cui partono i treni locali diretti alla stazione di Capaccio; l’aeroporto di Napoli dista ca. 95 km dalla località.

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