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Torrecuso (Campania): la fortezza e la visita alla cittadina

Torrecuso, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Fra i comuni principali del Parco Regionale del Taburno, Torrecuso si presenta al turista con un inchino e tanto di chapeau, perché se fosse una persona, questo farebbe.

Storia

Incantevole paese della provincia di Benevento, si può considerare un grande vecchio del territorio adombrato dal monte Pentime, antico presidio di vedetta a favore del ducato longobardo in epoca medievale. Non solo i Longobardi, però, ma anche altre civiltà come i Sanniti, i Romani, i Normanni, gli Angioini e gli Aragonesi hanno calcato queste terre ramificanti nella Valle del Calore. I ritrovamenti archeologici in loco ci raccontano una storia nella quale il Castello di Torrecuso fungeva da punto di osservazione in una posizione realmente strategica, il preludio all’espansione graduale di un vero centro urbano.

Cosa vedere a Torrecuso

Oggi appare come un grazioso reticolato di stradine, rampe, archetti e casette in pietra la cui peculiarità sta nel rivelare piccole scale a giorno che vi si arrampicano gentilmente. I minuti passaggi attraversano il paesello sia in senso ogivale che a raggiera, ritrovandosi laddove s’allargano le piazzette, che sono come radure in un bosco fatto non di alberi ma di costruzioni, di esigui portoni, strutture difensive e torrette.

La Fortezza

Torrecuso si pone quale località stimolante da visitare in quanto offre una tangibile sensazione di libertà e benessere in un clima del tutto tranquillo, isolato dal caos delle grandi città e focalizzato sulla semplicità del suo genius loci. Se cercate il castello delle origini lo troverete sotto la veste magnificente di Palazzo Caracciolo-Cito, un edificio ch’è la nuova versione dell’antico maniero, una trasformazione settecentesca eseguita con manierismo esemplare per ottenere qualcosa di unico, un coacervo di terrazze e ambienti ove in parte ha trovato posto il Municipio locale accostato ad altre ale occupate rispettivamente dalla Filiera enogastronomica del Sannio e dalla Scuola del Gusto, nonché dal Museo Enologico di Arte Contemporanea.

Palazzo Di Palma, dal canto suo, accoglie gli allestimenti del Museo del Vino e del Museo della Memoria. Particolare la concezione architettonica del Ponte Foenicum, che ha attraversato il tempo fra distruzioni e pronte ricostruzioni, abbattimenti e resurrezioni: facile notare le tracce di ogni epoca, in prevalenza quella romana, quella medievale e infine quella moderna. Meno “complicata” è la Chiesa di Sant’Erasmo, parrocchiale di Torrecuso adorna dal XIII secolo di tre tele sacre. Un po’ sfortunata la quattrocentesca Chiesa della Santissima Annunziata, colpita per due volte da un fulmine e dunque necessitante di continui restauri per offrire l’ambiente adatto a ospitare dipinti datati ‘700 e ‘800. La coeva Chiesa di San Liberatore s’erge su due livelli.

Prodotti tipici, eventi, sagre e manifestazioni

In materia agricola, Torrecuso macina grandi numeri sommando ai suoi 1.300 ettari di vigneti altri 260 ettari di uliveti e 490 ettari di seminato, ne derivano produzioni rilevanti in ambito agricolo e vitivinicolo: da quest’ultimo, soprattutto, si evincono squisiti vini DOC e DOCG come il Falanghina, l’Aglianico, il Coda di Volpe e il Piedirosso, tutte etichette degustabili in una delle 23 cantine dislocate. Non a caso la manifestazione preminente qui è VinEstate, conosciuta in passato come Sagra del Vino Aglianico, evento principe del settembre torrecusano. Lo precede ad agosto la Festa della Padellaccia, cinque giorni dedicati a un piatto tipico a base di carne di maiale, peperoni e patatine fritte.

A novembre e dicembre la suggestiva tenuta “La Fortezza” (location ideale per celebrazioni di matrimonio e ricevimenti) ospita i coinvolgenti mercatini di Natale che includono concerti, stand enogastronomici, esposizioni di antiquariato, luminarie e antichi mestieri.

Come arrivare a Torrecuso

Torrecuso registra una distanza da Benevento di appena 20 km: per arrivare alla località bisogna percorrere nell’ordine la SS 88, la SS 372, la SP 4 e infine la SP 5; dalla stazione ferroviaria di Benevento partono autobus di collegamento ben sei volte al giorno, due la mattina e quattro il pomeriggio; l’aeroporto di Napoli Capodichino è quello di riferimento.

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