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Gromo (Lombardia), visita al Borgo medievale, bandiera arancione

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Nel 2008 è stato classificato ufficialmente Borgo Medievale e ha ricevuto il riconoscimento prestigioso della Bandiera Arancione da parte del Touring Club, riservata ai comuni dell’entroterra con un’offerta turistica particolarmente curata e di qualità. Come se non bastasse fa parte del Club dei Borghi più belli d’Italia. Un successo più che meritato per Gromo, Gròm in dialetto bergamasco, cittadina lombarda di circa 1200 abitanti sulla sponda destra del Serio. Parte della provincia di Bergamo, da cui dista una quarantina di chilometri, il piccolo centro è incastonato lungo la Valle Seriana e fa parte della Comunità Montana della Valle Seriana Superiore.

Non un solo nucleo urbano, ma piuttosto una costellazione di borgate e piccoli agglomerati disseminati nella valle, tra i 600 e i 1200 metri s.l.m., in perfetta armonia con il paesaggio montano della Lombardia: la rocca centrale di Gromo è salda a uno sperone dominante sul Serio, a 676 metri di altitudine, e le altre frazioni si dispongono ai lati della valle, sulle pendici dei rilievi. In particolare a nord c’è la frazione di Ripa, mentre a sud sorge la frazione di Boario, con la sua elegante chiesa barocca e le caratteristiche costruzioni in pietra e ardesia.

Ma la porzione più famosa del comune è certamente Spiazzi, la località preferita degli sportivi e degli amanti delle attività adrenaliniche. Da Boario si percorre una salita panoramica tortuosa, lunga circa 7 km, immersa in boschi secolari e poi affacciata su uno scorcio aperto mozzafiato: alla fine del percorso si raggiunge Spiazzi con le sue ville e palazzine per le vacanze, ma soprattutto con le sue rinomate piste sciistiche. Accanto ai grandi pascoli si aprono due ampi parcheggi, dove si può lasciare la propria vettura prima di servirsi dell’impianto di risalita e dirigersi sulla cima. Dall’inizio degli anni Settanta, quando c’erano solo 5 skilift e si sciava su 6-7 km di piste, Spiazzi di Gromo ha cambiato volto: negli anni Ottanta si procedette alla realizzazione di una prima seggiovia e vennero aggiunti nuovi skilift, mentre a partire dal 2000 si realizzò una seconda seggiovia che consentì la creazione di una nuova lunga pista. È modernissima, del 2008, la seggiovia biposto fissa Vodala-Vaccarizza.

Nonostante la vicinanza di vette elevate, la posizione protetta di Gromo fa sì che il clima del borgo sia di tipo continentale, con inverni freddi e abbastanza secchi e estati calde ma gradevoli: col cielo sereno la temperatura minima media di gennaio si aggira intorno ai -5, -4°C, mentre in estate da minime medie di 16-17°C si possono raggiungere i 25-26°C, con picchi più rari di oltre 30°C. Le precipitazioni, generalmente scarse, nella stagione fredda si manifestano sotto forma di fiocchi di neve e non fanno che aumentare la magia dell’inverno, garantendo tanto divertimento sulle piste e un’atmosfera suggestiva nei giorni vicini al Natale.

La primavera e l’estate, non potendo contare sulle montagne imbiancate, regalano tuttavia panorami emozionanti e percorsi notevoli, a spasso tra la storia, l’arte e la cultura del borgo. Non mancano i gioielli architettonici degni di una visita, primo fra tutti il castello Ginami del 1246: realizzato per il figlio primogenito dei Ginami in posizione strategica per l’avvistamento e la difesa, della versione originaria ha mantenuto soltanto la torre del castello. Passato alla famiglia Gelmini nell’Ottocento, poi alla curia di Bergamo e infine a una società privata, conserva oggetti di grande pregio che testimoniano la storia locale, dai merletti settecenteschi alle acquasantiere d’epoca, passando per i cosiddetti ‘vasi della sposa’ con i fiori di stoffa. Splendido il soffitto a cassettoni del salone principale, da cui scende un lampadario prezioso on ferro battuto, decorato con lo stemma comunale.
Da vedere anche il secondo maniero paesano, la Torre Granaderio, con torre e merlatura e un bel cortile interno, circondato da un porticato elegante.

... Pagina 2/2 ...Tra le chiese di Gromo spicca la parrocchiale dedicata ai santi Giacomo e Vincenzo, realizzata nell’arco del XIV secolo e caratterizzata da due portici esterni e pregevoli tele all’interno. Rimaneggiata e ingrandita a più riprese, divisa in tre navate con volte a crociera, racchiude dipinti a olio su tela, opere di intaglio ligneo, trine antiche e una raffinata cancellata in ferro battuto realizzata nel Cinquecento, posta a protezione del fonte battesimale. Ma l’opera più importante è senza dubbio la ‘Gloria dei Santi’attribuita al Baselli, al Gavasio e ad Antonio Zamari, incorniciata da un’ancona quattrocentesca in legno.

Accanto agli edifici di culto, anche le feste popolari e le manifestazioni tradizionali sono occasioni preziose per assaporare il folclore del borgo, alla scoperta dei sapori di montagna e delle abitudini paesane. Tra gli appuntamenti più sentiti ci sono le celebrazioni del Venerdì Santo, che a Gromo costituiscono un evento straordinario e suggestivo, coinvolgente per la Comunità intera. Dopo la processione, la funzione culmina con la predica della Passione di Gesù e un’altra processione notturna per trasportare la statua di Cristo Morto lungo la via centrale. Ovunque, sui prati e sui sassi lungo il fiume, vengono appiccati piccoli falò e i davanzali delle finestre vengono illuminati con i gusci di lumaca riempiti di olio e grasso, talvolta sostituiti da semplici cerini o lampadine. La tradizione raccomanda che a Gromo, il Venerdì Santo, si debba mangiare soltano ‘Masaia’, un piatto a base di farina gialla, cipolle, fichi secchi e mele, condito con olio e cotto in forno: consumare insieme la ‘Masaia’ equivale ad annunciare la fine della Quaresima.

Da non perdere anche la ricorrenza in onore di San Giacomo, Santo patrono cui è dedicata la parrocchiale: ogni 25 luglio si vive un momento di grande raccoglimento e commozione, con la processione della statua in località Pranzera lungo le vie centrali del borgo, sino a giungere nella Parrocchiale dove si celebra la funzione religiosa.

Infine vale la pena di partecipare alla rassegna ‘Arti e mesieri’, dedicata agli antichi mestieri che vengono riproposti in Piazza Dante secondo il costume di un tempo, ricreando le vecchie botteghe: tra le balle di fieno e un brulicare festoso di visitatori, si possono osservare all’opera i fabbri, i carbonai, i contadini intenti a mungere le mucche, le donne impegnate con la lana e l’uncinetto o le lavandaie, con il sapone fatto in casa e la cenere. A vivacizzare il tutto si recitano filastrocche a tema e si cantano ballate popolari.

Raggiungere Gromo e le sue piste da sci non è difficile, vista la vicinanza con città importanti come Bergamo e Milano. Chi viaggia in auto può raggiungere Bergamo mediante l’A4 e da qui imboccare la strada provinciale della Val Seriana fino a Gromo. L’aeroporto di Orio al Serio è a 50 km circa, quello di Milano Linate è a 90 km e quello di Milano Malpensa a 130 km.
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