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Miradolo Terme (Pavia), vacanza all'insegna del benessere

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Ci si lascia alle spalle il caos delle grandi città e a poco a poco ci si inoltra nella campagna. All’orizzonte iniziano a stagliarsi le dolci colline di San Colombano, agghindate di vigneti e noccioleti carichi di frutti, affacciate come dame curiose sullo spettacolo della Bassa Pavese, dove il Po accoglie il corso dell’Olona e del Lambro. Così si raggiunge Miradolo Terme, piccolo comune di 3500 abitanti in provincia di Pavia, nella parte meridionale della Lombardia.

Ad appena mezz’ora di auto da alcune grandi città d’arte, come Milano, Pavia, Cremona e Piacenza, Miradolo è la via di mezzo ideale tra quiete e vivacità culturale: perfettamente collegata al resto della regione tramite i mezzi pubblici, ricca di eventi e di attrattive turistiche, la cittadina riesce comunque a preservare la sua indole più genuina, legata alle tradizioni di un tempo e alla quiete.

Nel territorio circostante, così come nel centro del comune, sono innumerevoli le testimonianze della storia locale, ricca di avvenimenti e di protagonisti diversi: sulle colline che circondano il borgo si nascondono cascine e antichi villaggi, tra cui spiccano Cà de Rho, Borgognona, Palazzina e Valbissera. Aldilà delle testimonianze architettoniche e urbane, opera dell’intervento umano, la campagna è una fonte inesauribile di tracce naturali: non è raro trovare qualche fossile marino, come quelli riuniti nelle raccolte archeologiche di San Colombano.

Ma i gioielli più preziosi sono nel cuore vero e proprio di Miradolo Terme, dove si possono ammirare soprattutto le chiese, risalenti al Cinquecento e al Seicento e più volte modificate nel corso dei secoli. Tra le costruzioni più interessanti c’è sicuramente la Chiesa Parrocchiale, arricchita all’interno da preziose tele seicentesche. Tra le varie opere, procurate da Don Alfredo Cremascoli, si possono ammirare il “San Francesco” del Cerano, l’ “Adorazione dei Pastori” del Ferrabosco, il “Trionfo del Rosario” del Malosso e l’organo Bossi Urbani del 1864.

Da vedere anche la chiesa di Santa Maria, una struttura originariamente semplice e lineare ma arricchita in seguito da varie opere di restauro. All’interno si può ammirare un bel quadro raffigurante la Madonna, racchiuso da una raffinata cornice dello scultore Carlo Antonio Lanzani, probabilmente dipinto intorno alla fine del Cinquecento. Aldilà delle chiese, tutto il tessuto di Miradolo è un interessante repertorio di testimonianze storiche, in una ricca alternanza di palazzi nobiliari settecenteschi, testimonianze medievali, residui delle prime fonti termali e un antico mulino dal fascino malinconico. Da non perdere, infine, nella vicina frazione di Camporinaldo, lo splendido oratorio quattrocentesco di Santa Maria.
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Ma una delle attrattive maggiori di Miradolo sono forse le terme, originate da falde acquifere salmastre presenti, in passato, nella pianura circostante. I fossili di conchiglie che abbondano nella zona testimoniano l’antica presenza del mare, e giustificano il nome “Saline di Miradolo” con cui si era soliti indicare le fonti termali fino a poco tempo fa. Tra i vigneti e i noccioleti, a 78 metri di quota, sono ben cinque le fonti che regalano preziose acque -bromo-iodiche, litiose, magnesiache e sulfuree, a cui si aggiungono i preziosissimi fanghi. Le proprietà benefiche sono innumerevoli: affezioni delle prime vie respiratorie, sinusiti, faringiti, bronchiti croniche ed asmatiche, disturbi gastro-intestinali e dermatologici sono solo alcuni dei problemi che vengono efficacemente leniti dalle pratiche termali. Alle cure vere e proprie si aggiungono i trattamenti cosmetici, le maschere a base di fango e le massoterapie.

Ma non si può lasciare Miradolo Terme senza aver assistito almeno a una delle manifestazioni tradizionali, che durante l’anno, animano le strade e le piazze del centro. Le occasioni più attese e più amate sono quattro, tutte legate alla tradizione contadina del borgo. La stagione delle feste comincia col carnevale, dedicato ai bambini, con le sfilate dei carri allegorici, per proseguire con la festa dei piselli che si tiene la prima domenica di maggio, in onore del tradizionale raccolto dei piselli. In settembre c’è forse l’evento più importante, la sagra dell’uva, e poco dopo si celebra la festa delle castagne, per dare il benvenuto all’autunno in arrivo.

In ogni stagione, insomma, ci sarebbe un buon motivo per visitare Miradolo, anche se il periodo migliore da un punto di vista climatico è forse quello della primavera e dell’estate, quando le temperature sono piacevoli e il sole fa visita al borgo più volentieri. Il mese più freddo è gennaio, con valori medi che variano tra una minima di -3°C e una massima di 4°C, mentre quello più caldo è agosto, quando si passa dai 16°C ai 29°C. Le precipitazioni raggiungono il picco massimo tra ottobre e novembre, quando cadono in media 91-94 mm di pioggia al mese.

Per raggiungere Miradolo Terme si possono valutare diverse possibilità. Chi viaggia in auto deve percorrere la A1 Milano-Bologna e uscire a Casalpusterlengo, poi continuare sulla S.S. 234 Pavia- Casalpusterlengo per circa 4 km fino a destinazione. Per chi sceglie il treno c’è la stazione cittadina sulla linea Pavia-Cremona, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Milano Linate, a circa 59 km.

 Pubblicato da - 22 Settembre 2009 - © Riproduzione vietata

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