Mazzano (Lombardia): visita alla cittadina e alla frazione di Ciliverghe
Mazzano, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. Mazzano dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.
La geografia del territorio entro cui la timida Mazzano si inserisce definisce un hinterland di Brescia legato da sempre alle vigne e agli orti, motrici di un’agricoltura preminente in quest’angolo di Lombardia piuttosto centrale, come abbastanza centrale risulta questo ameno paese di 12.000 abitanti anticamente individuato come fundus e in età medievale come castrum i cui punti fermi si affermavano nelle sembianze stoiche del castello ma anche della Pieve di San Zeno, due costruzioni storiche che oggi hanno lasciato flebili tracce dalle quali desumere un viatico più o meno determinato.
Alla parrocchiale si lega la Processione dell’Assunta e di San Rocco, quinquennale tradizione che la popolazione di Mazzano onora irrevocabilmente dal 1900 quale forma di ringraziamento per la cessazione del colera del 1855: si svolge nella giornata di Ferragosto e chiama a raccolta ben sessanta figuranti vestiti come santi al seguito del simulacro patronale, scortato fino alla Cappella campestre di San Rocco.
L’edificio di culto più antico permane la Chiesa di San Valentino, che presiede il panorama dal Monte Coeli Aperti, una bassa collina che ospita non solo il tempio cristiano ma anche Palazzo Appiani, omologo castellare abbellito con elementi neogotici ottocenteschi.
Tutti i maggiori musei del borgo hanno sede presso Villa Mazzucchelli, sono essi il Museo del Vino e del Cavatappi, il Museo della Moda e del Costume, la Casa Museo Gianmaria Mazzucchelli e la pinacoteca “Giuseppe Alessandra”. A ovest del corpo di fabbrica s’erge l’Oratorio di Santa Cristina, consacrato a differenza di quello intitolato a San Vincenzo Ferreri, ora semplice abitazione.
La Pieve di San Zeno
La Pieve, o meglio la sua ormai pallida riduzione in resti decadenti, esprime un romanico che si riflette pienamente nella chiesa a navata unica, tempestata lateralmente di finestre monofore e fiancheggiata in tempi lontani da un campanile a pianta quadrata, scomparso esattamente come il rosone semicircolare che sovrastava l’ingresso. Mazzano possiede un monumento architettonico pievano che vive soltanto di glorie passate, occorre dunque pensare di poter accedere a un patrimonio forse più attuale, sicuramente più consistente, tutto assiepato in quel di Ciliverghe, la frazione che da sola regge il discreto prestigio di una cittadina danzante silenziosamente in punta di piedi.Cosa vedere a Mazzano
È nel dislocato borgo che sorge dal 1680 la Parrocchiale di San Filippo Neri, luogo di culto dall’impianto neoclassico, piuttosto semplice ma arricchito all’interno con due altari dedicati rispettivamente alla Madonna del Rosario e al Sacro Cuore di Gesù, ivi proseguendo con i dipinti in volta di Giacomo Olini e solenni affreschi raffiguranti la Trasfigurazione e l’Assunzione di Maria, ubicati l’uno nell’abside, l’altro nella cupola sopra il presbiterio. L’altare maggiore cattura gli sguardi convogliandoli al cospetto della Pala settecentesca realizzata da Domenico Voltolini, impegnato a rappresentarvi una Vergine fra i Santi Domenico e Filippo Neri.Alla parrocchiale si lega la Processione dell’Assunta e di San Rocco, quinquennale tradizione che la popolazione di Mazzano onora irrevocabilmente dal 1900 quale forma di ringraziamento per la cessazione del colera del 1855: si svolge nella giornata di Ferragosto e chiama a raccolta ben sessanta figuranti vestiti come santi al seguito del simulacro patronale, scortato fino alla Cappella campestre di San Rocco.
L’edificio di culto più antico permane la Chiesa di San Valentino, che presiede il panorama dal Monte Coeli Aperti, una bassa collina che ospita non solo il tempio cristiano ma anche Palazzo Appiani, omologo castellare abbellito con elementi neogotici ottocenteschi.
Tutti i maggiori musei del borgo hanno sede presso Villa Mazzucchelli, sono essi il Museo del Vino e del Cavatappi, il Museo della Moda e del Costume, la Casa Museo Gianmaria Mazzucchelli e la pinacoteca “Giuseppe Alessandra”. A ovest del corpo di fabbrica s’erge l’Oratorio di Santa Cristina, consacrato a differenza di quello intitolato a San Vincenzo Ferreri, ora semplice abitazione.