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Giaglione, visita al borgo per assistere alla Danza degli Spadonari

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A vegliare sulla verdeggiante valle di Susa, disseminate su un belvedere naturale che va dai 600 agli 800 metri di quota, ci sono le dieci incantevoli borgate che compongono il comune di Giaglione. Sono come tanti occhi puntati verso il paesaggio piemontese questi agglomerati nella provincia di Torino, posizionati a 60 km dal capoluogo e lambiti da una natura lussureggiante, generosa di frutti pregiati e intessuta di percorsi appassionanti.

In effetti Giaglione, compreso nella Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone, è accarezzato da un microclima dolce e paradisiaco, che invita la vegetazione a regalare uva succosa, frutta prelibata e ottime castagne. Per questo motivo il paese ha sempre fatto leva sull’agricoltura, da quando nell’VIII secolo vennero poste le prime pietre del borgo. Oggi la cura dei terreni è portata avanti con amore e dedizione, ma alle attività più tradizionali si è aggiunta la recente vocazione turistica, che può contare su un paesaggio affascinante e interessanti testimonianze storico-artistiche disseminate nel centro del paese.

Tra le stradine panoramiche dal fondo acciottolato, si incontrano alcuni edifici di grande bellezza, tra cui spicca la parrocchiale dedicata a San Vincenzo martire. Composta da più nuclei sovrapposti nel corso dei secoli, aggiunti via via ad ingrandire l’unico ambiente originario, la chiesa ricalca il modello tipico della hallenkirchen, con l’elegante portico ad unico fornice, un campanile cuspidato e, all’interno, le tracce dei meravigliosi affreschi del Quattrocento. Risale al Duecento, invece, la Cappella di Santo Stefano, decorata nell’interno da un bell’affresco del XV secolo che rappresenta i vizi, le virtù e l’inferno. Il dipinto, realizzato dai pinerolesi Bartolomeo e Sebastiano Serra, è una tavola pedagogica e morale divisa in tre livelli di lettura.

Non sono da meno gli edifici civili, in particolare il Castello Superiore di Giaglione, realizzato nel 1230 per volere di Amedeo de Jalliono e ingrandito, due secoli dopo, con l’aggiunta di vari dongioni, corti interne e saloni eleganti. Il maschio fu abbattuto dai francesi nel 1537, ma con Lorenzo Aschieri de Jalliono si registrò una breve ripresa; con il figlio del proprietario, ultimo discendente della nobile casata, si assistette alla rovina del maniero. Un’altra interessante struttura militare è la casaforte di Menate, innalzata dagli Auruci nel Duecento, passata poi nelle mani degli Aschieri e infine posseduta dalla famiglia Ripa. Attualmente possiamo ammirare un edificio seicentesco, composto da tre corpi quadrangolari di cui un ambiente principale e due ali più piccole. Al piano terra si apre il portico a forma di “t”, culminante con un’elegante balaustra che corrisponde al terrazzo del piano nobile, affacciato sul panorama incantevole della vallata.

Infine vale la pena di visitare la caserma di Santa Chiara, costruita nel 1890 nella frazione di Pra Piano, e il massiccio Forte Combe, mentre gli appassionati di arte e i curiosi riguardo ai costumi locali apprezzeranno il Museo di Arte Religiosa Alpina. Allestito accanto alla Parrocchia di San Vincenzo Martire, il museo ospita le espressioni artistiche più interessanti del territorio comunale e dintorni. Nato nel 1994, contiene una vasta collezione di sculture lignee realizzate tra il XV e il XX secolo, a cui si aggiungono le opere di oreficeria e i paramenti sacri di grande valore.
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Ma il luogo più importante per la conoscenza delle tradizioni locali è senza dubbio il Ce.S.Do.Me.O, Centro Studi e Documentazione della Memoria Orale, che mira a colmare le lacune della memoria collettiva attraverso la raccolta di ogni possibile testimonianza passata, che serva a raccontare l’intima indole di questa regione. In particolare, si desidera salvaguardare la storia delle tre minoranze alloglotte presenti nella provincia.

Restando in tema di tradizioni, a Giaglione sopravvive un’usanza di origine incerta, probabilmente derivante dai riti pagani per la fertilità e l’abbondanza dei raccolti: è la famosa Danza degli Spadoni, con gli Spadonari che si servono di spade lunghe, dall’impugnatura lignea decorata da borchie di metallo, per eseguire una marcia fatta di agili balzi. La sfilata danzante si compie nel giorno della festa patronale di San Vincenzo martire, il 22 di gennaio, e si ripropone la domenica seguente, durante le feste del Corpus Domini, della Madonna del Rosario (22 gennaio) e di Santa Caterina (22 novembre). Ai quattro abili maneggiatori delle spade, si affiancano altre figure: ci sono sei priore, divise in tre coppie di età diverse, e una giovane portatrice del “bran”, una struttura in legno che si regge alla sommità del capo. Carico di nastri colorati, fiori e frutta, il bran alla base contiene un forma di pane a ciambella, preparato per l’occasione e distribuito ai partecipanti dopo la messa.

Altre occasioni di festa, ideali per avvicinarsi alle tradizioni locali, sono la festa degli alpini in frazione Santa Chiara, che si tiene nel mese di agosto, ma anche la passeggiata enogastronomica di giugno e tutte le feste delle borgate dedicate ai santi patroni.

Per raggiungere Giaglione e le sue atmosfere ridenti ci sono diverse possibilità. Chi viaggia in macchina deve percorrere la A32 Torino-Bardonecchia-Frejus, uscire a Susa e continuare per il Colle del Moncenisio seguendo le indicazioni per Giaglione. Chi preferisce il treno trova la stazione ferroviaria di Susa sulla linea Torino-Bussoleno, da cui si prosegue in autobus, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Torino, a circa 60 km. Il clima piacevole di Giaglione, caratterizzato da inverni freddi ma non eccessivamente rigidi e estati gradevoli, calde ma non troppo. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -3°C a una massima di 6°C, mentre in luglio si passa dai 16°C ai 28°C. Le precipitazioni, scarse in inverno, toccano il picco massimo nel mese di maggio, quando cadono in media 120 mm di pioggia.
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