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Castagnole Monferrato (Piemonte): il vino Ruchè e la visita al borgo

Castagnole Monferrato, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Nel basso Monferrato in Piemonte i comuni di Asti, Casale e Alessandria vanno a formare un territoriale triangolo entro il quale emerge il prorompente paese di Castagnole Monferrato, posto in un’area a prevalenza collinare che in passato si mostrava tempestata di castagni (da qui il nome Castagnole) prima di accogliere immense distese di vigneti, fonti uniche e primarie di un vino eccelso, il Ruchè.

Il vino del Monferrato

E' questo il prodotto per cui il borgo è famoso – tanto che all’ingresso del paese si può scorgere la scritta “Se a Castagnole Monferrato qualcuno vi offre il Ruchè è perché ha piacere di voi” - e con cui s’alzano notevolmente gli standard qualitativi della viticoltura astigiana, già forte di etichette rinomate come il Barbera del Monferrato DOC, il Barbera d’Asti DOC e il Grignolino, tutti derivati da uve pregiate che nobilitano il comparto agricolo proprio della regione.

Eventi, sagre e Manifestazioni

Nella suggestiva tenuta La Mercantile (conosciuta per la presenza del torchio più grande d’Europa, fu proprietà dei Conti Rogeri e oggi è un complesso composto da diversi fabbricati orientati a L, il palazzo patronale a tre piani e il palazzo patronale ottocentesco più il cortile nobile ospitante uno scenografico giardino all’italiana con labirinto annesso) si tiene ogni anno verso la metà di maggio la Festa del Ruché, organizzata dall’Associazione Produttori Ruchè di Castagnole Monferrato in collaborazione con l’Associazione Go Wine e il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato insieme al sostegno del Comune.

Ad agosto – ch’è anche il mese in cui si celebra la Festa patronale di Sant’Anna - la Pro Loco offre agli enoappassionati Ruchè sotto le stelle. L’enologia fa naturalmente coppia con la gastronomia, e qui in Piemonte le gustose ricette non mancano, specie quelle che la tradizione ha reso intramontabili, citiamo la gettonata Bagna Caöda, il Brasato al Ruchè e un dolce che richiama i tempi andati, la Torta di Castagne.

Cenni di Storia

Il paese fu tattico insediamento in epoca romana, coinvolto a più riprese nelle dispute medievali anteponenti Monferrato ad Asti, cosicché Castagnole si trovò più volte a mediare fra le due contendenti propendendo un po’ per l’una, un po’ per l’altra, cambiando spesso giurisdizione fino alla definitiva stabilità amministrativa acquisita nel 1870, quando l’abitato si presentò tirato a lucido per la fine del secolo e l’avvento del nuovo, pulito, ordinato, economicamente pronto e socialmente preparato.

Cosa vedere a Castagnole Monferrato

Così si presenta oggi, nucleo urbano che reca ancora tracce vivide del vetusto ricetto e ancora riverente nei confronti del vecchio paterno castello ch’era il fulcro del sistema fortificato antico dotato di mura e torrette fiere. L’arcaica struttura è per fortuna sopravvissuta in buona parte delle arcate trecentesche costruite in cotto e tufo e nei massicci perimetri. Il fianco sud si fa maggiormente osservare per la costituzione in mattoni a vista e un pronunciamento severo su una ripida scarpata paesaggisticamente molto interessante. Nel comprensorio castellare è inscritta la Chiesa di Santa Maria in castro. L’edificio di culto principale è tuttavia la settecentesca Parrocchiale di San Martino, eretta ottemperando ai riconoscibili canoni stilistici del barocco la cui mano prolunga fino a toccare pienamente le tre navate, le ampiamente decorate cappelle laterali (vi si trova un trittico di tele firmate dal Moncalvo) la statua lignea di Santa Margherita, l’Ultima Cena scolpita sempre in legno e le magnifiche acquasantiere rinascimentali ascrivibili al 1589.

La Chiesa dell’Annunziata si ritrova spazialmente contrapposta alla Parrocchiale e spicca per il bel portale intagliato e un impianto anch’esso fedele al barocco. La monumentalità ecclesiale si espande nel territorio attraverso numerosi piloni votivi estremamente semplici e alcune discrete cappelle tra le quali a distinguersi è la Cappella di San Rocco, ora dedicata al culto della Madonna di Fatima pur contenendo una bella statua lignea del santo ex titolare.

Molte cantine locali coincidono con i caratteristici crutin (chiamati anche infernotti), cioè ambienti antichi a carattere ipogeo scavati nel tufo per potervi conservare vino e derrate alimentari, opportunamente mantenuti freschi per la costante temperatura e umidità. Chi volesse visitarli può presentarsi presso La locanda dei musici e l’Azienda vinicola Luca Ferraris, che ne possiedono alcuni. Infine, da vedere a Castagnole Monferrato la meridiana più grande del mondo.

Come arrivare

Una volta giunti ad Asti, prendere da qui la SS 10, proseguire lungo la SP 14 e infine seguire le indicazioni per il borgo; dalla stazione di Asti salire sugli autobus diretti al paese; l’aeroporto “Sandro Pertini” di Caselle Torinese dista dalla località solo 73 km, mentre l’aeroporto di Genova 84 km.
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