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Montecrestese (Piemonte): visita al villaggio e le sue frazioni nel Verbano-Cusio-Ossola

Montecrestese, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Montagna costituita da croppi emergenti come creste”: è questo l’elaborato significato del nome Montecrestese, comune che nel Verbano-Cusio-Ossola raggruppa 1.248 abitanti e con essi svariati nuclei abitativi in un territorio in buona parte inglobato dalla Valle Isorno.

Un territorio caratterizzato da valli strette e incassate fra i numerosi picchi ricoperti di manti boscosi verdi e rigogliosi. Il comune, come spesso capita per le province montane, è costituito da diverse piccole frazioni sparse in un’area parecchio estesa. Il bacino geografico Montecrestese si sviluppa fino al limitare del confine di Stato svizzero, comprende le creste dentellate culminanti nel Pizzo del Lago Gelato e abbraccia la cima Tremellina, estendendosi fino alla Val Maggia e alla Valle Antigorio.

Storia ed origine del nome

Qui si registra la massiccia presenza di baite in blocchi di pietra costruite in epoca neolitica dall’allora popolo dei Leponzi, precedenti all’avvento dei Romani, coloro che portarono una ventata di innovazione in un’area abbisognante di maggiore civiltà ma soprattutto scioltezza in ambito commerciale. L’incremento della rete viaria assolse il compito permettendo a Montecrestese di affermarsi ben oltre la propria zona di collocazione, facendo così conoscere prodotti che ancora oggi rimangono dei punti fermi in relazione alla vasta gamma enogastronomica annoverante per esempio formaggi, ricotta e il pregiato vino prunent.

L’evolutivo periodo felice s’interruppe con la discesa in Italia dei Longobardi prima e degli Svizzeri poi, che limitarono sensibilmente la libertà degli autoctoni fino all’intervento risolutivo del conte Amedeo VIII di Savoia nel ‘400, un secolo che vide più volte eserciti scontrarsi per il dominio di Montecrestese, ormai divenuto un borgo impenetrabile grazie a protezione militare e geografica. Ottocento e Novecento sancirono il definitivo sviluppo del paese, investito generosamente dalla modernità, dall’insediamento delle infrastrutture funzionali, dall’elettricità e dai collegamenti idrici essenziali per dare impulsi importanti a un’agricoltura florida.

Proprio questa attività di sussistenza conformò in modo deciso il tessuto residenziale così da far convivere in una sola unità abitativa lo spazio privato e le fucine di produzione, case provviste cioè di stanze ma anche forno, torchio, fontane e quasi sempre lavatoi. Esistevano poi le abitazioni esclusivamente residenziali, quelle nobili, a uno o due piani con stalla e fienile a livello terra. Molte di queste costruzioni versano purtroppo in stato di abbandono, ma un’iniziativa comunale le concede gratis a quanti si fanno carico della completa ristrutturazione del prezioso bagaglio architettonico, valore da preservare assolutamente.

Cosa vedere a Montecrestese

Montecrestese si distingue per essere un agglomerato rurale estremamente caratteristico, in cui traspare la vecchia cultura autoctona radicata specialmente in un carattere spiccatamente votivo, sicché si spiega la presenza di molteplici edifici di stampo religioso che convivono armoniosamente con costruzioni storiche quali il Ponte del Diavolo, le vestigia megalitiche in frazione Castelluccio, la Torre del Croppo nell’omonima frazione e il Lavatoio Pubblico Monumentale del XII secolo in località Prata.

Ai castelli dei Picchi, Castelluccio e Lomese si accompagnano diverse chiese e oratori che danno lustro a un paesaggio già di per sé sufficientemente bello quanto suggestivo.

La Parrocchiale di Santa Maria Assunta incarna la corrente romanica del XII secolo ma è adagiata in una conca quasi nascosta che le assicura discrezione, al contrario del campanile eretto nelle vicinanze su un rialzo del terreno, un elemento che si fa notare con la sua aguglia aguzza ergendosi dunque a torre campanaria più elevata dell’intera provincia.

Il Tempietto Lepontonico di Roldo risalirebbe addirittura all’epoca romana ed è un esemplare unico in Piemonte per via del particolare materiale di costruzione, in verità un impasto contemplante pietra, coccio pesto, marmo chiaro di Crevola e una malta speciale chiamata signina.

Nella sacra cartina tornasole rientrano gli oratori dei Santi Fabiano e Sebastiano, Beata Vergine Annunciata, San Giovanni Battista, San Giuseppe e San Francesco, San Marco, San Rocco e Sant’Antonio Abate, tutti edificati fra il XVI e il XVIII secolo. I santuari sono due, ovvero Madonna di San Luca e Madonna di Viganale.

L’alto numero di luoghi di culto necessita notevole attenzione e del tempo dedicato a visitarli, ma oltre a girare per chiese, il turista può mettersi in cammino lungo itinerari meravigliosi che attraversano comprensori incantevoli come il lago Gelato. Vi sono poi le sinapsi di sentieri equivalenti al Giro delle Frazioni e al Tour del Monte Larone, ideali per le grandi e appassionanti escursioni all’aria aperta.

Eventi, sagre e manifestazioni

L’estate di Montecrestese si accende di allegria e gusto sul finire del mese di agosto, quando è di scena la Sagra della Patata, il prodotto principe di queste terre, l’elemento onnipresente in ogni ricetta e preparazione culinaria, su tutti i famosi gnocchi di patate.

Come arrivare a Montecrestese

In auto si arriva percorrendo l’Autostrada A26 e poi la SS 33con uscita a Montecrestese-Crevoladossola; la stazione ferroviaria più vicina si trova a Domodossola, ma esistono collegamenti forniti dalle navette bus che percorrono la tratta Domodossola-Montecrestese; l’aeroporto più vicino è il Milano Malpensa, ubicato a ca. 95 km dalla località.

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