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Le foto di cosa vedere e visitare a Dolo

Dolo (Venezia): cosa vedere e cosa fare sulla Riviera del Brenta

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Accomunata alle perle della Riviera del Brenta in provincia di Venezia, la bella Dolo dista dal capoluogo del Veneto ca. 17 km ed è per i borghi vicini un punto di riferimento specialmente per quanto concerne la sua importanza sotto il piano economico e artigianale.

E’ a tutti gli effetti una città, titolo acquisito in virtù della sua estensione e quasi 15.000 abitanti che vi risiedono all’ombra docile delle stupende ville (sono tantissime), degli antichi mulini e, più genericamente, dei paesaggi che si incasellano componendo un quadro a mosaico semplicemente spettacolare, geograficamente parlando.

Origine del nome

Incuriosisce immediatamente il suo nome, che richiama a un elemento del diritto penale italiano, e in effetti non siamo lontani dal significato: pare che intorno alla seconda metà del ‘400 la Serenissima inviasse qui persone le cui colpe imperdonabili le identificavano come non gradite. E’ però solo un’ipotesi e ve ne sono abbastanza riguardo l’etimologia del nome, forse una contrazione di quello dell’Isola Dandolo.

Che sia vera l’una o l’altra deduzione, Dolo resta un’entità comunale preesistente come villaggio nel XV secolo, poi emancipatosi sfruttando la necessità di Venezia di ampliare i propri traffici commerciali creando ulteriori sbocchi al di fuori degli usuali confini. Dolo ha dunque favorito senza dubbio un’espansione che ne ha accresciuto il blasone, unanimemente conosciuto in ambiente politico quanto in quello culturale, sicché Goldoni fu tra i primi a contemplare la bellezza evidente della cittadina.

Non soltanto un centro agricolo, ma un valido luogo di villeggiatura per i nobili veneziani, sin da subito apprezzato soprattutto per il suo trovarsi ubicato lungo il Brenta, via fluviale nodale per le comunicazioni postali e il trasporto delle merci. Fu quindi possibile un serrato sviluppo a vasto raggio, accentuato dalla costruzione dei Molini nel XVI secolo, fondamentali per incrementare l’economia. Si mostra invece unico nel suo genere lo Squero, antico riparo e cantiere per le barche. L’annessione al Regno d’Italia risale al 1866 e da quel momento Dolo è rimasta una località uguale a se stessa negli anni, da qui il motivo turistico.

Le Ville e i Palazzi di Dolo

Abbiamo prima accennato alle ville, dimore figlie del ‘500 e del ‘600, piuttosto sfarzose, omologate nello stile d’esecuzione ma varie nell’aspetto, sicuramente da ammirare. Tra di esse vanno specificate Villa Ferretti Angeli (molto scenografica per le facciate dall’ordine gigante ionico, il bugnato rustico, i cancelli originali e il parco accessibile al pubblico), Rocca Ciceri (edificio ricco di elementi architettonici e ora adibito a hotel), Brusoni Scalella (composta da barchessa con oratorio e casa padronale, e contornata da un parco all’inglese di 3 ettari) e Villa Concina (le cui ampie stanze sono massicciamente ornate di stucchi).

Insieme alle tante altre ville si trovano i palazzi quali il Molin sontuosamente decorato, il De Goetzen dalle finestre adorne di cornici curvilinee e triangolari, e il Duodo che si fregia di quattro preziosi dipinti del Ricci e del Visentini. La frazione di Sambruson è degna vice di Dolo poiché anch’essa è tessuto territoriale ideale per eccezionali dimore come le ville Tito e Velluti nonché Villa Renosto e Villa Badoer Fattoretto, Basso e Bon.
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Oltre alle ville, Dolo sfoggia interessanti luoghi di culto che fanno capo alla Parrocchiale di San Rocco, eretta fra il 1770 e il 1776 e destinata a divenire il Duomo cittadino. La vista è subito catturata dal campanile di 82 metri costruito nel 1792, forse un omaggio in versione snella del suo analogo veneziano. Sambruson e Arino dispongono di chiese molto simile, anch’esse con torre campanaria annessa.

Fra gli edifici cosiddetti civici spicca l’ex Macello Comunale con portico e colonne doriche. Fra le opere più antiche, infine, figurano le Porte del Dolo (dove si pagavano i dazi sulle merci) e la Seriola, canale artificiale che partiva dalla cittadina e giungeva a Maranzan, dove l’acqua potabile veniva caricata sulle barche dirette a Venezia.

Eventi, feste e manifestazioni

La vita sociale è animata da molteplici appuntamenti che dedicano al sacro e al profano diversa rilevanza: le feste patronali si svolgono a Dolo (San Rocco, 16 agosto), Arino (San Michele Arcangelo, 29 settembre) e Sambruson (Sant’Ambrogio, 7 dicembre); sentiti gli appuntamenti riferiti al Carnevale dei Storti, alle fiere dell’Agricoltura e dell’Artigianato e al mercatino dell’antiquariato, a cadenza mensile.

Quello del Brenta è un turismo che apprezza il gusto tradizionale locale, per questo fioccano ovunque ristoranti di certa rinomanza dove il pesce viene portato in trionfo in moltissimi piatti, sarde in saor, polipetti bolliti, lumache di mare, gamberetti alla polenta e capesante al liquore. Da provare le fettuccine al nero di seppia, l’anguilla al pomodoro e il baccalà mantecato, per finire la Tortona del Dolo, un dolce tipico squisito. Ampia la selezione di vini, che contempla fra gli altri il Cabernet, il Sauvignon e lo Chardonnay.

Come arrivare a Dolo

Dolo si dispone lungo l’Autostrada A4 Milano-Venezia con uscita al casello Dolo-Mirano; la stazione è raggiunta dalla linea ferroviaria Milano-Venezia; disponibili autobus ACTV dell’Agenzia Vela; l’aeroporto di riferimento è il Marco Polo di Venezia.


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