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Le foto di cosa vedere e visitare a Cembra

Cembra (Trentino): visita al Lago Santo e alla valle del fiume Avisio

Adagiato tra i morbidi cuscinetti collinari dell’omonima valle in provincia di Trento, Cembra ha perso la sua singolarità di comune autonomo il 1° gennaio 2016, giorno in cui si è fuso con Lisignago acquisendo il nuovo nome di Cembra Lisignago. Si tratta di un paese pacifico, in sintonia con le varie realtà limitrofe, unendosi con 11 di queste a formare la Comunità della Val di Cembra.

La storia della valle del Trentino

Le origini del nome a oggi non sono chiare e si prestano a diverse ipotesi che, purtroppo, tali rimangono: il toponimo è spesso accostato ai Cimbri, popolo teutone complice, insieme ad altre orde di barbari provenienti dal nord Europa, delle invasioni ai danni dell’Impero Romano; un’altra versione insiste sulla derivazione dal pino cembro, forse ancor meno plausibile della precedente.

Si cerca di dare una precisa connotazione a un paese che sorge in una valle ricettacolo di numerose scoperte archeologiche, suffragate da reperti mesolitici e tracce di scorribande etniche. E’ certo il passaggio dei Franchi, data la distruzione del castello di Cembra, e un coinvolgimento diretto del comune nelle guerre napoleoniche, conflitti rei di aver provocato in loco danni piuttosto seri agli edifici e devastazioni rilevanti. Ciò nonostante, Cembra ha sempre trovato il modo di sopravvivere, sentendosi in qualche modo protetta da un territorio brulicante di boschi selvaggi e prati estesi, alternati a zone di particolare interesse come la torbiera del Lagabrun e il Lago Santo, quest’ultimo di origine glaciale, distante 5 km dal centro urbano e ideale in inverno per gare di curling, praticate grazie alla superficie facile a gelare.

Cosa vedere a Cembra e prodotti tipici

L’appeal turistico di questo luogo seguita a giovare all’economia del paese, fortificata da un’intensiva estrazione (e conseguente lavorazione) del porfido in parallelo alla viticoltura, foriera di ottimi vini che trovano nel Müller-Thurgau, nel Nosiola, nel Pinot Nero e nel Cabernet la selezione perfetta. Si pensi che i vitigni vengono coltivati in campi terrazzati dalla curiosa morfologia a ridosso del fiume Avisio.

Il centro urbano conta tre chiese d’emblematica architettura: la chiesa di San Pietro è in stile gotico e la sua data di nascita, 1224, pare sia una sorta di falso anagrafico smentito da scavi archeologici in grado di provare un’origine ben più antica, risalente al V o VI secolo, che conferirebbe all’edificio il titolo di più vetusto dell’intera valle, vivificato tuttavia da affreschi splendidi da vedere assolutamente; la chiesa di San Rocco, poco fuori l’abitato, deriva da una struttura molto piccola, ampliata durante il ‘600, dotata di campanile, una facciata contraddistinta dalle due statue di San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova, e un altare maggiore all’interno contenente la statua di San Rocco.

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta pare giaccia come pieve sin dal 1212, edificata in stile romanico ma poi ricostruita in stile gotico. Nel trittico illustrato, questa chiesa si palesa la più ricca sia esteriormente che interiormente: la facciata a salienti presenta quattro pilastri sormontati da altrettante statue, una porzione centrale dalla quale sporge un atrio poligonale con dentro il portale maggiore; all’interno il soffitto cattura gli sguardi con affreschi realizzati da un artista ignoto, copertura di ben cinque navate da quattro campate ciascuna. L’altare maggiore risale al 1936, quindi recente, dietro il quale trova posto un organo, in contrasto con gli altari minori le cui datazioni spaziano in un arco di tempo compreso fra il XVIII e il XIX secolo.

Come arrivare a Cembra

L’intera val di Cembra è attraversata dalla SS 612, per cui si consiglia di percorrerla sia in auto che in bus, unici mezzi (il treno non passa e l’aereo atterra all’aeroporto di Trento) a disposizione per chi intende toccare le varie mete, compresa ovviamente Cembra Lisignago.

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