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Capestrano (Abruzzo): il Castello Piccolomini e la visita al borgo

Capestrano, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Fra le porte d’accesso al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (il terzo più grande d’Italia), Capestrano sarà forse tra i borghi più piccoli e discreti ma certamente anche tra i più belli e pittoreschi, gioiellino della Valle del Tirino per il quale sicuramente l’hinterland de L’Aquila può a ragione vantarsi in quel d’Abruzzo.

Storia ed origine del nome

La località ha raccolto l’eredità dell’antica città romana di Aufinium (ne fa le attuali veci la Necropoli scoperta durante gli scavi del 1934, che conta la duplice riesumazione di una statua di re Nevio Pompuledio detto il “Guerriero” e un busto della sua consorte, la “Dama”, nonché il rinvenimento di oltre 30 tombe, di cui molti reperti sono oggi conservati al Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo), i cui abitanti abbandonarono il centro urbano dopo l’invasione longobarda formando l’attuale nucleo nell’880. Il nome Capestrano è coniato successivamente, nel 1284, declinazione di Oppida Capestrani, avamposto fortificato caldeggiato da Carlo d’Angiò a beneficio di Riccardo Acquaviva di San Valentino. Marchesato nel XIII secolo e Principato nel XVI, alla fine del ‘700 ottenne da Ferdinando IV di Borbone l’agognato titolo di "Città" e finalmente nel 1861 fu annesso al Regno d’Italia in seguito all’Unificazione.

Il Castello e cosa vedere a Capestrano

Il borgo si presenta attualmente come un affastellarsi di architetture che sovrappongono armoniosamente lo stile medievale a quello rinascimentale, in un crescendo verso l’alto di edifici molto suggestivi coesi in un piacevole coacervo circondato da una cinta muraria valicabile tramite cinque ingressi: sono essi Porta Parete, Porta del Sacco, Porta del Lago, Porta La Palma e Porta Castello.

Entrati nel paese, si ha solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda il docile imboccare un vicolo piuttosto che un altro. Di certo è quasi sempre immediato l’incontro con la Chiesa di Santa Maria del Rosario, trecentesco luogo di riposo di Antonio Piccolomini, colui dal quale prende il nome il Castello donato alla sua famiglia nel 1463: il grande monumento fortificato a pianta simil trapezoidale ha conservato la torre principale quadrata e le tre torri circolari angolari, più ovviamente la fortezza disposta a L. Nel cortile trova posto il pozzo marmoreo quattrocentesco e più all’interno è stato allestito già da alcuni anni il piccolo Museo militare delle due guerre mondiali.

Proseguendo il tour, si arriva alla Casa natale di San Giovanni (monaco francescano santificato nel 1690 dall’allora papa Alessandro VIII e dichiarato Patrono dei cappellani militari nel mondo), datata 1386 e dunque antecedente al Convento di San Giovanni la cui fondazione è ascrivibile all’anno 1447 nel pieno rispetto delle volontà dell’iconico personaggio. Moltissimi dipinti contenuti nell’edificio ne raccontano le gesta (compreso il primo miracolo del grano, di cui è simbolo il celebre piatto scolpito su una pietra dell’aia) e al monaco è tributato peraltro un museo che custodisce manoscritti, pergamene e una bolla papale del 1262. Il convento si fregia dell’annessa Chiesa di San Francesco, costruita in stile rinascimentale ed esaltata da decorazioni parietali e altari arricchenti l’ambiente a unica navata. Nel vicino colle sorge il Parco delle Rimembranze, costellato di 53 cipressi recanti ciascuno una croce in ferro per omaggiare le vittime delle guerre.

La ricchezza architettonica di Capestrano include poi nell’area archeologica la Casa di Paquio Praculo, famosa poiché al suo interno è stato rinvenuto il Quadrato Magico, un gruppo di cinque parole latine che, giustapposte, originano un curioso palindromo. Il reperto è poi stato inserito nella facciata della Chiesa di San Pietro ad Oratorium, luogo sacro immerso in un bosco poco fuori l’abitato e risalente all’epoca del re longobardo Desiderio. Tre navate, relative absidi e un ciborio duecentesco contraddistinto dal Cristo benedicente in Trono e dall’antico altare pagano alimentano il fascino di questa ecclesiastica struttura simbolo di Capestrano, accessibile attraverso opportune visite guidate. Gli altri due edifici religiosi presenti nel borgo corrispondono alla Parrocchiale di Santa Maria della Pace (seicentesca, è fulgida esponente del barocco abruzzese fuso a richiami rinascimentali) e la coeva Chiesa di Santa Maria di Loreto in località Presciano.

Dal punto di vista prettamente naturalistico, Capestrano possiede tutt’intorno a sé un autentico scrigno di meraviglie (e nel cuore urbano di Piazza Capponi il secolare Bagolaro, albero fra i più grandi dello Stivale in virtù dei suoi 30 metri d’altezza per 5 di circonferenza, dichiarato nel 2012 Monumento Naturale Regionale), alcune delle quali realmente incontaminate, ad esempio le numerose sorgenti idriche che confluiscono nel bacino artificiale noto come lago di Capo d’Acqua, che nei fondali riporta la presenza dei sommersi mulini, coabitanti in una sorprendente oasi subacquea, grande attrattiva per molti turisti appassionati di immersione.

Lo scenario del Piccolo Tibet (il Gran Sasso) è percorso da numerosi sentieri adatti al trekking e alle escursioni sia a cavallo che in bicicletta lungo vie che si perdono fra selve, mandorleti, oliveti e vigneti. Il Tratturo Magno (un tempo sfruttato dai pastori per compiere la transumanza delle greggi di pecore) è il più lungo fra i tratturi italiani, è lungo 244 km e nella classifica dei più suggestivi si pone terzo alle spalle della mitica Via Francigena e del Cammino di Santiago.

Eventi, sagre e Manifestazioni

È evidente dunque la copiosità di risorse che si evincono da un territorio la cui gastronomia erge ad apici del gusto il gambero di fiume e la trota del Tirino (protagonista della Sagra della Trota di scena solitamente l’11 e 12 agosto), appartenenti a una tradizione povera oggi rivisitata e celebrata attraverso molteplici ricette caserecce. Fra i dolci spicca la croccante, a base di mandorle. Il grano autoctono Solina è dal 2014 presidio Slow Food. L’11 novembre per la Festa di San Martino viene preparata dalle donne del luogo la tipica Pizza di San Martino con alici e peperoni, rigorosamente innaffiata di vino novello. Il 3 febbraio per la Festa di San Biagio fanno la loro comparsa le Ciambelle di San Biage, taralli all’anice intinti nel moscato. La vigilia di Natale il cenone non è tale senza le sette minestre a base di prodotti locali.

Capestrano celebra la storia con le rievocazioni Medievalia il 2 agosto presso il Castello Piccolomini e la Bettola il 31 ottobre fino al 1° novembre, giorno della grande Fiera degli Animali, preceduta la sera prima da un grande falò vicino al quale la gente raccolta degusta le cotiche e fagioli in pieno spirito conviviale.

Come arrivare a Capestrano

Si arriva percorrendo dapprima l’Autostrada A14 in direzione Roma, ci si immette poi nella A25 per uscire a Bussi/Popoli, seguire per L’Aquila, continuare sulla SS 5 e infine sulla SS 153 diretta a Capestrano; in treno occorre arrivare alla stazione d L’Aquila e colmare i 42 km di distanza con le autolinee ARPA; l’aeroporto di Pescara dista 57 km ca. dalla località.

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