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Roccascalegna (Abruzzo): il Castello e la visita al borgo

Roccascalegna, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il rapporto castrum-urbe è un’esclusiva componente che permea il blasone turistico di Roccascalegna, località della provincia di Chieti in Abruzzo – che si specifichi essere stata insignita della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano - il cui apice storico e fisiognomico è da individuarsi peculiarmente nel monumentale Castello inizialmente a quattro torri (se ne aggiunsero altre quattro a forma cilindrica, tutte collegate da rampe di scale scavate nella pietra, quindi ponti per accedere alla Torre del Cuore, alla Torre del Carcere e, ancora, alla Torre di Guardia e alla Torre del Forno) posto sull’alto sperone roccioso dominante l’abitato.

Storia

Questo paese, ubicato a un’altitudine di 460 metri s.l.m., è interessante osservandolo da plurime prospettive e le sue origini si prestano a diverse ipotesi. Nel 1379 il Catalogus Baronum lo nomina Rocca-scarengia, proprietà feudale del Conte di Manoppello: in tal caso interpretazioni e traduzioni si sprecano, volendo attribuire a scarengia il significato di “dirupo”, “scarpata”, “burrone” o addirittura “scale di legna” secondo una leggenda che voleva la rocca essere raggiunta da una lunga scala a pioli di legno collegante il castello al borgo nato nel 1160.

Cosa vedere a Roccascalegna

Da considerare il fatto non di poca importanza che la Chiesa di San Pancrazio sorse prima, nell’829, sebbene la struttura attuale sia una ricostruzione del 1205. Il suo è un impianto abbaziale che ha conservato perfettamente gli antichi elementi grazie soprattutto a interventi di restauro e mantenimento, tali per cui ancora oggi sono ammirabili e visitabili il chiostro, le stanze dei due piani, il vecchio campanile (in passato staccato dall’edificio), i tre altari, la tribuna a quattro colonne e le cappelle laterali. La pietra a vista ne nobilita l’aspetto, rimasto tuttavia essenziale, quasi minimale (se si pensa alle due sole navate e la totale assenza di abside) ma non privo di decorazioni piuttosto semplici, in maggioranza motivi vegetali e capitelli lavorati.

Spesso si rileva una contaminazione di stili nell’area urbana, dati gli avventi nell’ordine di Romani, Longobardi, Franchi e Normanni, questi ultimi reali artefici del castello (nel 1320 Roccascalegna era chiamato cum castellione proprio per la presenza del maniero arroccato). Alla guida del feudo subentrò nel XV secolo Raimondo Annechino, ma dopo la sua famiglia sopraggiunsero altri proprietari, la Regia Corte, i Genovois e i Carafa fino agli ultimi detentori della proprietà, i Nanni. I Corvis, loro predecessori, tentarono di ristabilire in loco lo Ius Primae Noctis, un provvedimento talmente inviso alla popolazione da indurre qualcuno (forse un marito scontento) a uccidere Corvo de Corvis a pugnalate. Nella prima torre del castello sarebbe visibile, a testimonianza del macabro accadimento, un’impronta di mano insanguinata: leggenda o no, è un motivo in più per i turisti di salire fino alla rocca per visitarla e lasciarsi trasportare dagli effluvi del mistero.

Contrariamente alla Chiesa di San Pancrazio, la (forse) cinquecentesca Chiesa dei Santi Cosmo e Damiano è frutto di capillari rimaneggiamenti datati 1737, una struttura interamente intonacata e dipinta, con facciata d’ispirazione templare e un interno rivisitato attraverso l’ottica barocca. Scenografiche le volte a vela, gradevoli gli affreschi di forma circolare. L’edificio è dotato d’abside la cui calotta emisferica è sostenuta da longilinei pennacchi.

Della Chiesa di San Pietro si hanno notizie solo a partire dal 1568 eppure pare visibilmente più antica, forse appartenente al Medioevo in relazione alle supposizioni fatte osservando l’abside lievemente ruotato rispetto alla chiesa, soluzione riconducibile alla tipica reclinatio capitis in auge nel Trecento. Pregevoli all’interno a tre navate l’altare settecentesco dedicato a Sant’Antonio e la Cappella di San Luigi Gonzaga.

Eventi, sagre e manifestazioni

Roccascalegna palpita soprattutto a livello musicale, per questo i maggiori eventi dell’anno sono proprio legati al ritmo e alle note del Roccascalegna in Festival (rassegna di musica classica e autoriale i cui spettacoli ospitati nella splendida cornice del centro storico coinvolgono tutta la popolazione) e della Notte sotto le Stelle, la lunga notte dei balli e del divertimento a ritmo di pizzica e folclore. Entrambe le manifestazioni si svolgono in estate fra luglio e agosto.

Il Castello di Roccascalegna è stata una delle principali location del film fantasy “Il racconto dei racconti” diretto nel 2015 da Matteo Garrone.

Come arrivare Roccascalegna

Partendo in auto da Chieti, si deve percorrere la SS 81 prima di imboccare l’Autostrada A14 verso Bari, si esce a Val di Sangro in direzione Villa San Maria, ci si immette sulla SS 652 e si segue infine per Roccascalegna; dalla stazione ferroviaria di Chieti si diramano diversi autobus riconducibili ai servizi Arpa, Sangritana, La Panoramica, Di Fonzo e Di Febo; l’aeroporto di Pescara dista 65 km circa dalla località.

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