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Le foto di cosa vedere e visitare a Torriglia

Torriglia: visita al borgo e ai resti dell'antico castello

Da lontano il borgo di Torriglia appare come niente più che una macchia color mattone su di una tela verde: una manciata di case ai piedi del monte Prelà circondata da castagni, faggi e ampi prati verdi.

Nelle più alte colline genovesi, vicino al passo della Scoffera, fra Trebbia e Scrivia, il comune di Torriglia sorge verosimilmente durante il dominio romano sulla penisola italiana. Ciò che di certo sappiamo è che per la prima volta viene citato nelle carte imperiali come Curtem di Turigia nel 972, per confermarne l’appartenenza all’Abbazia di San Colombano di Bobbio.

Come la maggior parte dei comuni centro settentrionali anche Torriglia fu scenario di scontri fra guelfi e ghibellini. Contesa da più famiglie nel corso dei secoli fu governata dai Malaspina, dai Fieschi e dai Doria. In particolare i secondi furono coinvolti in quella che è passata alla storia come Congiura dei Fieschi, quando la famiglia, nel 1547, si ribellò alla Repubblica di Genova. L’impresa fallì e il dominio del territorio passò nelle mani dei più potenti Doria. Dopo la dominazione francese nel corso del ‘700, anche Torriglia entra a far parte della Regno d’Italia nel 1861. Infine, giustamente degna di nota, è la grande partecipazione dei torrigliesi nella lotta per la Resistenza durante il Secondo Conflitto Mondiale: Torriglia è stata infatti la prima Repubblica Partigiana della Liguria.

Come in tutti i comuni, il cuore del borgo è certamente la piazza, oggi Piazza Fieschi. Un tempo la sua importanza era anche maggiore, essendo sede di grandi fiere annuali, nel corso delle quali questo piccolo borgo collinare diventava punto d’incontro di culture differenti.

L’edificio indubbiamente più affascinate del piccolo borgo è indubbiamente il Castello. Tuttavia, se pensate che visitandolo passerete fra stanze ben arredate e imponenti saloni vi sbagliate: ciò che rimane oggi dell’edificio non sono altro che pochi ruderi, comunque visitabili. La storia di questa costruzione è davvero interessante e strettamente connessa alla storia del comune. Notizie della sua esistenza si hanno a partire dall’anno mille ma durante i secoli di controllo del territorio da parte dell’Abbazia di Bobbio la sua presenza sembra svanire e questo farebbe pensare che forse fu, in un primo momento, distrutto. Tracce della sua esistenza riappaiono nel 1153, quando papa Anastasio IV emana una bolla in favore dell’abate Gandolfo, nella quale conferma al monaco la proprietà dell’abbazia e dei suoi territori, che comprendono appunto il rinato Castello di Torriglia. Non passano però molti anni che nella storia del castello si affacciano le prime famiglie nobili della zona. Nel 1180 sono i Malaspina a governare controvoglia questo castello dell’entroterra, ingrandendolo. Dopo poco meno di un secolo, la famiglia dei Fieschi si impone, acquista il Castello e lo trasforma, donandogli la caratteristica forma a nave, ancora oggi riconoscibile. Per ben tre secoli rimarrà tale e verrà consegnato ai Doria a seguito della già menzionata Congiura. Con quest’ultima famiglia, il castello non sarà più fortezza, ma residenza, sede del marchesato e del successivo principato. I ricchi Doria conferiscono grande splendore alla loro dimora, che mai è stata tanto bella e sfarzosa. Ma come si è già accennato, quest’antico fasto non è più visibile, nel corso del ‘700 infatti, i torrigliesi distruggono il castello e con lui l’immagine dell’antico potere feudale.

Visitando Torriglia ciò che non si manca di notare è la presenza di numerose chiese e chiesette. Fra le più belle è la chiesa di Sant’Onorato di Arles. Probabilmente fondata dai monaci di Lerino, ospita all’interno numerose statue di marmo. Fra le più significative sono quella del Santo, la Madonna del Rosario, ex voto della Battaglia di Lepanto e la Madonna del Carmine, precedente patrona di Torriglia.

A Donetta, piccola frazione a poca distanza del parco naturale regionale dell’Antola, sono visibili invece i ruderi di un antico Castello, dimora della famiglia Fieschi.

Passando per Torriglia, ciò che è davvero necessario fare però, è una sosta in una delle piccole pasticcerie e assaggiare i Canestrelletti di Torriglia, le piccole margherite di pasta frolla, prodotti nel territorio e celebrati a giugno, durante il Festival omonimo. Per chi ama il miele, è invece settembre il periodo consigliato per visitare il borgo, quando viene organizzata una sagra che propone tutti i prodotti dell’apicoltura locale. Ad ottobre ha luogo invece la Castagnata, organizzata dagli Alpini. Ma il periodo in cui Torriglia dà il meglio di sé è senza dubbio il Natale, quando si trasforma ospitando i tipici Mercatini di Natale.

Forse il nome di Torriglia può sembrare familiare. Tutti conosciamo infatti il detto: «Sei come la bella di Torriglia: tutti la vogliono e nessuno la piglia!». Questo ironico versetto è stato attribuito a differenti donne, la bella è forse tale Maria Traverso, o una certa Clementina, amante di un Fieschi, o ancora Rosa Garaventa. La vera identità di questa donna rimarrà probabilmente un mistero ma è tale il fascino emanato dalla sua figura che i torrigliesi le hanno voluto dare un volto fittizio, attraverso la mano di Piero Lumachi. Il ritratto immaginario è ancora oggi visibile nell’archivolto del centro storico.
Legata alla leggenda è anche un’altra presenza in paese, oltre a quella della Bella. Torriglia è infatti stata definita Capitale degli ufo, visto il numero elevato di avvistamenti (o quantomeno presunti tali).

Come tutte le località della riviera di Levante Torriglia gode di un clima di tipo mediterraneo, reso un pò più aspro dalla sua posizione interna alla catena appenninica, che ne accentua la continentalità in inverno, e lo rende più vivace rispetto alle località costiere. Questo si traduce in apporti di piogge più elevati della costa, con valori che possono superare i 1.000 millimetri l'anno, con punte nei mesi autunnali e in primavera. In inverno si assiste a numerose nevicate grazie alla sua altitudine che sfiora gli 800 metri. In estate le temperature son ocalde ma mai afose, con massime in media sui 26-28 °C.

Come arrivare
Da Genova, in macchina, è necessaria un’ora circa. Usciti dalla città prendere la Strada Statale 45 fino all’uscita verso Torriglia, quindi seguire la Strada Provinciale 62.
Arrivando in treno a Genova si può poi prendere l’autobus che in un’ora e un quarto ci porterà a destinazione. La linea è Genova - Bargagli - Torriglia - Ottone, il capolinea si trova a piazza della Vittoria, a 40 minuti di cammino dalla Stazione dei treni.
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