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Priolo Gargallo, il mare, l'area archeologica di Thapos e le Saline

L’attività economica principale è l’industria, seguita dalla fiorente agricoltura, nutrita dal clima mediterraneo: gli agrumeti, frusciando nella brezza, diffondono nell’aria un profumo fresco di limoni e di arance, e gli ulivi agitano verso il cielo le loro chiome argentee. Ma la posizione splendida di Priolo Gargallo, sulla costa orientale della Sicilia, il suo paesaggio e le sue bellezze storico-artistiche, sarebbero degne delle località turistiche più frequentate: la presenza di visitatori si sta sviluppando timidamente solo negli ultimi tempi, ma non mancano le premesse per creare una meta vacanziera idilliaca.

Priolo Gargallo sorge in provincia di Siracusa, da cui dista 14 chilometri, a breve distanza dai Monti Climiti; a separarlo dal mare cristallino c’è un nastro sabbioso accogliente, che da Melilli a Siracusa disegna il Golfo di Augusta. Qui lo scenario è incantevole: le tinte iridescenti della sabbia e degli scogli, che variano dall’oro al platino, dall’argento al piombo, contrastano con il turchese intenso del Mediterraneo, e danno vita a un paesaggio variegato e affascinante. Ma non è da meno il centro vero e proprio di Priolo, costellato di monumenti e palazzi troppo spesso sottovalutati. Tra le maggiori attrattive locali c’è la Chiesa dell’Angelo Custode, eretta con un giuspatronato della famiglia Gargallo che rimase in vita fino alla fine del 1940. L’edificio ospita il sepolcro di Tommaso Gargallo e dei suoi discendenti, oltre a una pregevole statua lignea dell’Angelo Custode, realizzata dallo scultore napoletano Spinetti all’inizio dell’Ottocento. Rimasta chiusa per decenni, mentre i parroci risiedevano nella Chiesa dell’Immacolata, la chiesa fu riaperta ai fedeli nel settembre del 1968.

Da vedere la Basilica di San Foca, fondata nel IV secolo dal vescovo di Siracusa Germano, che è composta da tre navate e in origine, secondo le supposizioni dello studioso Paolo Orsi, doveva essere chiusa solo su tre lati: sul terzo, al posto della parete, dei tendaggi consentivano di regolare a piacere la luminosità e la temperatura dell’interno. Altre chiese interessanti sono quelle di San Giuseppe Operaio e dell’Immacolata, quest’ultima edificata nel 1860, mentre tra le costruzioni civili spiccano la Torre del Fico e la Torre di Magnisi. Inserite in un sistema di 218 torri costiere, utilizzate dalla popolazione siciliana per avvistare le navi corsare in avvicinamento, le due strutture svolsero questa mansione fino alla fine del XIX secolo: la Torre del Fico esisteva sin dal periodo spagnolo, mentre la Torre di Magnisi era stata eretta nel corso dell’Ottocento ad opera degli inglesi. Durante la seconda guerra mondiale venne invece utilizzata come punto strategico d’osservazione.

Alcune testimonianze storico-artistiche non hanno resistito incolumi al passare dei secoli, e col passare del tempo hanno subito danni e saccheggi: è il caso della Guglia di Marcello, che un tempo era un grande monumento culminante in un obelisco, ma nel Cinquecento e nel Seicento venne ridotto all’attuale rudere da due terremoti, per poi venire depredato nel periodo successivo. Simile è la fine che toccò alle catacombe di Manomozza, Riuzzo e Scrivelleri: depredate col passare degli anni, conservano soltanto l’impianto.

Ma non tutte le bellezze di Priolo Gargallo si concentrano nel suo centro storico. La zona più affascinante del territorio è certamente l’area archeologica di Thapos, un villaggio preistorico di cui rimangono alcune fortificazioni e sepolture, risalente alla media età del bronzo. Situato sulla penisola di Magnisi, lungo il tratto costiero di Priolo, il sito pare testimoniare il periodo della colonizzazione greca nella Sicilia orientale, ed è diventato famoso in seguito agli scavi effettuati alla fine dell’Ottocento da Saverio Cavallari e Paolo Orsi.

Per gli amanti della vita all’aria aperta c’è la Riserva Naturale orientata “Saline di Priolo”, creata per proteggere l’ultimo frammento di un’antica zona umida, un tempo molto estesa, che andava da Priolo a Marina di Melilli. Sono ben 216 le differenti specie di volatili censite nell’area, ovvero circa il 40% di tutte quelle rilevate in Italia, e particolare importanza è rivestita dalle Sterne Maggiori, che si riversano qui durante il periodo di migrazione autunnale.

Un ultimo buon motivo per visitare Priolo Gargallo è la vivacità delle manifestazioni e degli eventi locali: il fatto che il turismo non costituisca la risorsa principale non significa che il paese sia povero di tradizioni, o che manchi la voglia di festeggiare e svagarsi. L’occasione più sentita è certamente la Festa del Santo Patrono del 2 ottobre, dedicata a Sant’Angelo Custode, quando le vie del paese si riempiono di luminarie e vengono attraversate dalla tradizionale processione. Un tempo i festeggiamenti si svolgevano in concomitanza con la fiera del bestiame e le corse dei cavalli, e benché oggi questa usanza sia andata perduta la festa è un’importante testimonianza dell’unità paesana, che racconta la ricchezza del passato.

Altre giornate di festa sono il Venerdì Santo, con la Via Crucis vivente, la celebrazione dell’Immacolata Concezione l’8 di dicembre e il presepe vivente per tutto il periodo natalizio.

Ad incorniciare il tutto ci sono le temperature miti del clima mediterraneo, con la sua brezza leggera e ristoratrice e un sole generoso, quasi onnipresente. I valori medi del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di 5°C a una massima di 16°C, mentre in luglio e agosto si va dai 19°C ai 32°C. Le precipitazioni, quasi assenti in estate, si concentrano in autunno e raggiungono il picco massimo in ottobre, quando cadono in media 106 mm di pioggia.

Chi ha deciso di avventurarsi alla scoperta di Priolo Gargallo può scegliere tra vari mezzi di trasporto. Se ci si serve dell’aereo conviene atterrare a Catania, raggiungibile anche in nave con partenza da Napoli. Una volta raggiunta la Sicilia si può noleggiare un’auto e arrivare a Priolo tramite la SS 114 Catania-Siracusa.
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