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Othoni (Diapondie), vacanza nell'isola pił a nord della Grecia

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Chi ama il mistero e le leggende può seguire la linea costiera di Othoni, l’isola più occidentale della Grecia, e scoprire la grotta naturale che si apre al si sotto del vecchio faro, nella parte sud del litorale: secondo Omero, dove oggi un arenile di sabbia bianca e soffice incanta i visitatori, un tempo la dea Calipso stregò l’eroe Ulisse e lo trattenne in prigionia.

Ma Othoni non è soltanto un luogo mitico, intriso di storie affascinanti e rappresentativo di un passato lontano, pieno di magia: per chi sceglie di esplorare la Grecia quest’isola è prima di tutto un paradiso di sole, mare cristallino e condizioni climatiche idilliache, dove lanciare lo sguardo verso panorami incontaminati e assorbire il calore squisito dell’estate. Con una superficie di 6 km per 4 km circa, dominata da morbidi colli che toccano i 400 metri di altezza, l’isola è la maggiore dell’arcipelago delle Diapondie, a 11,5 miglia marine dalla famosa isola di Corfù.

Dal punto di vista amministrativo Othoni appartiene proprio a Corfù, e se ne sta incastonata tra i cavalloni turchesi del Mar Ionio, che nel corso dei secoli hanno modellato la costa rocciosa disegnando caverne e speroni imponenti. Alla roccia dura, lucente di cristalli di sale, si alternano la ricca vegetazione mediterranea, caratterizzata dalle rigogliose piantagioni di ulivi, e le casette aggraziate dei 13 villaggi isolani. A popolare i borghi di Othoni ci sono meno di 200 abitanti, concentrati prevalentemente lungo la costa sud nel centro di Amnos: qui si apre un piccolo porto suggestivo, gremito di barche di pescatori ma anche di yacht turistici, e vi si trovano i servizi più efficienti dell’isola. A breve distanza dal molo, in direzione est, si erge la chiesetta della Aghia Triade realizzata nel 1892, custode di alcune preziose icone di Cristo e degli Apostoli.

Aldilà del centro portuale i tesori più belli dell’isola sono le spiagge, in gran parte di ciottoli e accarezzate da un acqua incredibilmente cristallina, pura e fresca, dove i pesci guizzano veloci giocando con i raggi di sole. Non è da meno l’entroterra, increspato di colli e montagne aspre, da raggiungere attraverso un bel sentiero che parte da Amnos, si inoltra nella foresta e arriva a Horio, il villaggio principale. Un’alternativa a questo percorso avventuroso è la strada asfaltata, l’unica di Othoni, che si snoda per circa 9 km e tocca diversi paesi minuscoli dall’aria caratteristica e tranquilla. Un’altra escursione interessante, che farà la gioia dei più dinamici e amanti della natura, è quella che parte dal villaggio di Damaskàtika, a nord dell’isola, e scende sino alla baia di Fyki, dove si apre una spiaggia ampia e sabbiosa.
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Dopo tanto camminare, nuotare ed esplorare, arriva il momento di assaporare le tradizioni di quest’isola fuori dal tempo. “Assaporare” è il termine più indicato, infatti una delle caratteristiche più ghiotte del folklore locale è la gastronomia: verso l’ora di cena mille profumi si fondono nelle stradicciole dei paesi dell’isola, uscendo dalle taverne e stuzzicando l’acquolina dei visitatori. La cucina è di tipo mediterraneo, genuina e caratterizzata da prodotti salutari, come pesce freschissimo, olio e verdure. I prodotti più rinomati sono il miele, il formaggio e il delizioso yogurt di capra, mentre i piatti da provare sono la Pastitsada e il Sofrito.

Un ultimo motivo per cui vale la pena di visitare Othoni, non meno importante degli altri, è il clima idilliaco che vi abbraccerà non appena metterete piede sull’isola. Qui le temperature sono sempre piuttosto miti, il sole estivo è generoso e addolcito da una brezza piacevole, e le piogge osano presentarsi con frequenza soltanto in inverno inoltrato. I valori medi di gennaio, il mese più freddo, vanno infatti da una minima di 6°C a una massima di 14°C, mentre in agosto si passa dai 19°C ai 32°C.

Raggiungere Othoni dall’Italia non è difficile, vista la sua vicinanza alla nostra penisola e i buoni collegamenti con il resto della Grecia. Se si sceglie di viaggiare in aereo si può atterrare a Corfù, all’aeroporto di Kapodistrias, collegato a varie città europee, per poi continuare via mare fino alla meta. In alternativa ci si può imbarcare da Bari, Brindisi o Ancona con il traghetto o l’aliscafo verso Corfù. Da Otranto e Santa Maria di Leuca partono anche barche a vela e a motore su richiesta.

 Pubblicato da - 09 Aprile 2010 - © Riproduzione vietata

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