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Idra (Hydra), viaggio nell'isola senza auto

Hydra, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Comodamente raggiungibile in aliscafo da Atene, Idra (Hydra) è un paradiso naturale intriso di storia in cui il tempo pare essersi fermato. L’isola è la destinazione ideale sia per un lungo soggiorno che per una gita in giornata partendo dalla capitale greca, distante un paio d’ore, in quanto capace di offrire quella pace e quella tranquillità di cui si ha tanto bisogno dopo aver respirato il caos della metropoli attica. A Idra, infatti, è interdetta la circolazione ai veicoli a motori, tanto che il mezzo di trasporto più diffuso per spostarsi da un capo all’altro dell’isola è da sempre l’asino. Questo garantisce silenzio, aria pulita e una vera e propria disintossicazione per chi vive ogni giorno nel traffico congestionato di una metropoli.

La storia dell’isola è relativamente recente se paragonata a quella di tante altre realtà dell’Attica. Ancora in epoca romana e bizantina Idra era pressoché disabitata, eccezion fatta per qualche sporadica famiglia di pastori. Il primo insediamento permanente di una certa importanza risale alla seconda metà del XV secolo, quando sull’isola si stabilì una comunità di albanesi ortodossi in guerra al fianco dei veneziani contro la flotta turca. A partire dal XVIII secolo i traffici commerciali subirono un’impennata, innescando un primo sostanziale incremento demografico. All’inizio dell’Ottocento, tra il 1821 e il 1829, Idra e la sua popolazione rivestirono un ruolo chiave nella lotta per l’indipendenza greca contro i Turchi, come tutt’ora testimonia la bandiera locale in cui campeggiano simboli e riferimenti della campagna indipendentista.

Lo sviluppo turistico di Idra ebbe inizio a partire dagli anni ’50 del secolo scorso ed in particolare dal 1957, l’anno in cui l’isola ospitò il set de “Il ragazzo sul delfino”, il film del regista Jean Negulesco con protagonista Sophia Loren. Da quel momento in poi a soggiornarvi furono eminenti personalità del panorama artistico e culturale internazionale, come il cantante canadese Leonard Cohen, Mick Jagger e Keith Richards dei Rolling Stones, o il pittore originario del Pireo Jannis Kounellis. All’epoca Hydra era una sorta di Mykonos, una destinazione esclusiva e bohémien, sebbene con gli anni le due località abbiano intrapreso percorsi diametralmente opposti.

La maggior parte della popolazione si concentra sulla costa settentrionale, nell’omonimo centro di Idra, dove attraccano le imbarcazioni provenienti da Atene e Poros. L’aspetto del paese è grazioso e ospitale, con le piccole case bianche che si arrampicano sulle colline e la torre dell’orologio ad individuarne il centro. Intorno ad essa, sul porticciolo turistico, si affacciano bar e ristoranti, oltre a qualche negozietto di artigianato locale. Per avere una panoramica completa dell’abitato potete rivolgervi ai proprietari degli asini pazientemente allineati a poche decine di metri dal terminal dei traghetti, sul dorso dei quali si possono compiere brevi escursioni tra le vie acciottolate del paese (10 € per 15 minuti). Tra le cose da vedere spiccano l’interno del monastero seicentesco Koimisi Theotokou, situato alle spalle della torre campanaria, oggi sede del municipio, ed il Museo storico ospitato dall’antica polveriera accanto all’imbarco dei traghetti.

Conclusa la breve visita alla cittadina, ci si può incamminare in direzione nord-ovest imboccando la stradina panoramica che segue il lungomare diretta alle spiagge migliori dell’isola. Se avete poco tempo potete fermarvi alla piattaforma in cemento situata ai piedi del ristorante panoramico che incontrate subito dopo il paese, da cui si ammira uno dei tramonti più belli di Idra. Proseguendo arriverete al piccolo assembramento di case di Kamini, dove si trova un modesto ormeggio, e successivamente a Vlichos, dotata di un’ottima spiaggia di ciottoli con tanto di ombrelloni e sdrai affittabili a partire da appena 3 €. Poco oltre si raggiunge un altro accesso al mare, l più selvaggia Plákes, a sua volta seguito dalla baia di Palamidás, il cui nome deriva da quello dell’isoletta che vi si staglia di fronte. Più o meno alla stessa distanza di Vlichos ma ad est del centro di Idra c’è invece Mandraki, che individua la seconda spiaggia attrezzata più conosciuta dell’isola.

Malgrado la quasi totale assenza di vere e proprie spiagge sabbiose, tutte le baie e le insenature rocciose di Idra regalano scorci naturali mozzafiato incorniciati dall’azzurro del mare. Per raggiungerle l’ideale sarebbe disporre di una propria imbarcazione, ma in alternativa ci sono taxi acquatici che, a prezzi piuttosto economici, sono in grado di condurvi in qualunque punto del litorale. Tra le destinazioni migliori, in particolare, segnaliamo la selvaggia e inaccessibile Bisti, la baia all’estremità sud-occidentale dell’isola fronteggiata dall’isolotto deserto di Petasi, e l’aspra baia di Ledeza, dove ammirare fondali incontaminati abitati da una ricca fauna marina.

Chi al relax balneare preferisce il trekking ha a disposizione quattro sentieri ben segnalati che si diramano attraverso tutta l’isola. Ad accomunarli è il punto di partenza, il paese di Idra, mentre lunghezza, direzione e difficoltà variano a seconda del tragitto. Il primo, il più semplice, è un anello di circa 7 km percorribile in 2 ore e 30 minuti che dal centro conduce alla chiesa di Mantraki per poi tornare al punto di partenza. Decisamente più lungo è l’itinerario di oltre 12 km che si estende nella parte occidentale di Idra, il sentiero che termina ai piedi della chiesa di Agios Georgios Mpisti dopo aver toccato Kamini, Vlichos e Episkopi. Più o meno della stessa lunghezza è il percorso che si dirama dall’altra parte dell’isola fino al faro di Zourvas, mentre per ammirare la parte più aspra dell’entroterra potete imboccare la via di circa 8 km diretta al picco Eros, preceduto di qualche chilometro dal bel monastero del profeta Elia.

Tra gli aspetti migliori di Hydra c’è il clima, mite tutto l’anno, in grado di regalare impronosticabili bagni fuori stagione. L’estate climatica si estende ben oltre i convenzionali tre mesi di giugno, luglio e agosto, iniziando a maggio, caratterizzato da temperature media pari a 21 e 18 gradi, e terminando a ottobre inoltrato, quando le massime possono ancora superare i 25 gradi. Tuttavia, il mese migliore per visitare Hydra è settembre, durante il quale le temperature sono ideali e l’acqua del mare è più calda rispetto a qualunque altro periodo dell’anno. Le deboli e sporadiche precipitazioni che bagnano l’isola si concentrano durante l’inverno, in particolare tra dicembre e febbraio; in questa stagione le minime si attestano intono agli 8/9 gradi, mentre le massime superano spesso i 12/13.

Naturalmente sull’isola non ci sono aeroporti, stazioni ferroviarie e autostrade; l’unica infrastruttura è il molo dove attraccano i traghetti provenienti dal Pireo, che impiegano circa 2 ore per giungere a destinazione. Una volta sbarcati ci si muove esclusivamente a piedi o in alternativa avvalendosi dell’incredibile forza degli asini, il mezzo di trasporto storicamente più diffuso di Hydra.

Per maggiori informazioni sulla regione Attica cliccate www.athensattica.com.
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 Pubblicato da - 26 Ottobre 2008 - Riproduzione vietata

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