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Isole Cicladi: da Milos a Creta, viaggio nel cuore dell'Egeo

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Le isole non costituiscono per la Grecia una semplice appendice, come avviene per tanti altri Stati; sono invece una parte fondamentale del Paese. Dal mare Egeo le terre emergono come una grande fungaia: sono le vette di un vasto sistema montagnoso sommerso dalle acque in epoca remota. Si possono contare più di millecinquecento isole, di cui tuttavia solo centotrenta risultano abitate.
Gli isolani tengono a far notare che fra i loro concittadini vi sono sempre stati uomini di grande levatura: Omero e ippocrate nell'antichità, Venizelos nell'epoca moderna.

«Siamo i custodi della genuina razza ellenica», dicono con una punta d'orgoglio. E hanno ragione. l Turchi - che hanno dominato la Grecia per più di quattro secoli - hanno messo raramente piede sulle isole. E se lo hanno fatto, non è stato per restarvi a lungo.
Nel Medio Evo i Crociati, che pure hanno sostato nelle isole egee costruendo roccaforti e porti, sono sempre rimasti ancorati ai loro fortilizi e non si sono mai avventurati nell'interno. E nello stesso modo si sono comportati i Veneziani, che nell'Egeo hanno lasciato le impronte della civiltà di San Marco.

Le isole possiedono ancora tutto il fascino dell'antica leggenda. Basta ascoltare i loro nomi: Delo, Milos, Nasso, Paro, Creta, Hydra, Citera.
... Pagina 2/2 ...A Milos oggi è difficile rendersi conto della straordinaria bellezza per cui erano celebri le sue donne, perché sull'isola brulla e vulcanica restano solo pochi villaggi abitati da modesti pastori. Ma sulle rovine dell'antica città ci si arresta ancora con emozione, pensando alla stupenda statua di Venere che venne portata alla luce nei primi anni del secolo scorso e che i francesi si affrettarono a trasferire a Parigi per ornare il Louvre.
Delo è stata per secoli il centro religioso dell'Ellade. Per non infrangeme il clima sacro, nessuno vi poteva nascere o morire. Il sole ardente, il vento impetuoso e l'intenso colore azzurro del mare contribuivano a fare di Delo l'espressione più viva degli ideali mediterranei, simboleggiati dalla bellezza di Apollo, il figlio primogenito dell'isola. Ora Delo è deserta: pochi custodi sorvegliano la distesa dei suoi marmi e l'ammasso delle sue rovine. Eppure l'isola, come duemila anni fa, parla al visitatore moderno il linguaggio della sua grandezza.

Ma non è solo il ricordo dell'età mitica a rendere affascinante il mare Egeo. Le isole hanno contribuito in modo desivo alla formazione della Grecia moderna. Sulle rocce dominanti il porto di Hydra i cannoni che tuonarono contro i Turchi hanno ancora la bocca da fuoco rivolta verso il mare. Sull'Egeo i marinai misurano ancora il loro ardimento su quello leggendario di Tombazis, di Miaoulis, di Coundouriotis, gli eroi di Hydra che nel 1821, al comando delle loro navi, partirono per la « guerra santa» contro i musulmani. A Hydra esiste ancora una famosa scuola navale, da cui escono ogni anno i giovani destinati a guidare la flotta mercantile greca. Sulla maggior parte di quelle isole si conduce adesso una vita modesta, quasi povera, ma gli abitanti vivono ancora in perfetta armonia con la natura. Per coloro che vi arrivano, in cerca d'evasione dall'affannosa civiltà moderna, è come andare incontro a un paradiso perduto.


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