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Le foto di cosa vedere e visitare a Naxos

Vacanza a Naxos (Cicladi), tra la costa e i siti archeologici

Chi arriva a Naxos in nave viene accolto dal portale del Tempio di Apollo, la sola traccia rimasta del santuario sull'isolotto di Palatia. Almeno per una volta è d'obbligo godersi il tramonto del sole magistralmente inquadrato nella sua sagoma di marmo.

Il porto di Naxos a Chora , è grande, con al centro una piattaforma occupata da una minuscola chiesetta bianca. La Paralia (spiaggia) è la passeggiata lungo il porto, che passa nel labirinto medievale della città vecchia: stradine lastricate, archi, gerani appesi ai muri, anziane donne vestite in nero. Il vecchio Kastro , il Castello della Serenissima si trova nella parte alta di Chora, che si abbarbica sulla collina e fu bizantina, veneziana e turca. Si accede all'interno del Kastro attraverso tre passaggi angusti, i paraportia, oppure varcando l'arco della Porta Trani, dotata ancora di doppi battenti in legno e con una linea verticale tracciata nel marmo che serviva ai mercanti per misurare la lunghezza delle stoffe. Qui si trova anche la Metropoli Cattolica, bella chiesa su una piazza deserta. in fondo alle navate, l'altare è un'icona bizantina straordinaria: l'immagine della Vergine di cui venne murata la parte inferiore, in seguito ritrovata da padre Emanuil Remundos. Accanto alla chiesa c'è il palazzo dell'arcivescovo dove, al pianoterra, il prete cattolico ha allestito un piccolo museo. Merita una visita anche il Museo Archeologico per la preziosa collezione di statuette cicladiche.

A sud di Chora, oltre il promontorio roccioso che chiude il porto sul lato meridionale, "si apre" la spiaggia di Agios Georgios, frequentatissima durante il giorno e con ottime trattorie di pesce. Tutta la costa sud da Chora, merita di essere esplorata baia per baia: Agios Prokopios, Agia Anna, Plaka. Sulla strada verso Alikos, vale la pena di fermarsi a Mikri Vigla, Akrotiri tis Partenas, per gli amanti di windsurfing. Dopo Alikos si trova la spiaggia di Kastraki e Agiasos. Superato Grota, proprio aggrappato alla montagna c'è il convento medievale di Agios Cristoforos, abitato da una suora solitaria. Proseguendo si arriva a Engares, villaggio dell'entroterra dove si raggiunge la spiaggia chilometrica di Amiti e un ristorantino sotto le frasche. Proseguendo incontriamo Stavri, seguito dal borgo dei pescatori di Apollonas che ospita varie trattorie. Barche in rada, reti ammucchiate e una calma deliziosa.

Ma il motivo per spingersi fuori dal paese è ammirare distesi a terra, una delle misteriose statue ciclopiche di Naxos. Dieci metri di altezza: è il Kouros di Apollonas, un colosso rinvenuto direttamente nella cava di marmo e mai finito. Un cartello all'ingresso del paese indica il bosco dove sin dal VII sec. a.C. giace il gigante abbandonato dal suo scultore. Quasi alle porte del paese di Apirantos il paesino più famoso di Naxos con le sue splendide panoramiche sul mare, un groviglio di curve asfaltate scende sino alla baia di Moutsouna, con un piccolo villaggio abitato. Più avanti si trova Azala baia, inconfondibile per il faraglione rossastro. Per raggiungere la meravigliosa baia di Kalandou è meglio partire da Filoti piuttosto che proseguire da Panormos. Non dimenticate di fare una sosta in questo paesino che è stato costruito sulle pendici della montagna di Za. Il percorso passa accanto all'alta torre veneziana di Chimarou, rotonda, in pietre chiare: merita una sosta perché offre una superba panoramica sulla costa, con l'isoletta di Koufonisi sullo sfondo.

Da non perdere: La Vendemmia di fine settembre, è festeggiata dagli abitanti in mondo singolare. Tutti, anche i turisti partecipano alla raccolta dell'uva e alla produzione di grappa locale "raki" o "rakitzo" (solitamente prodotta solo per uso proprio).
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 Pubblicato da - 23 Maggio 2009 - © Riproduzione vietata

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