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Le foto di cosa vedere e visitare a Novi Sad

Novi Sad (Serbia): cosa vedere, da Petrovaradin al festival Exit

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Novi Sad, fino a qualche anno fa poco nota ai turisti ed in generale agli occidentali, è una città che sta conquistando una discreta notorietà come sede dell’Exit, il più grande festival musicale serbo, ma anche per via di alcune attrattive che la rendono un luogo interessante per tutti coloro che abbiano intenzione di trascorrere un soggiorno tranquillo e rilassante, al riparo dalle rotte più inflazionate dal turismo di massa. Ampie strade, affascinanti musei, caffè e bar all’ultima moda e soprattutto la Cittadella di Petrovaradin, posta in cima al suo roccione vulcanico, fanno di Novi Sad un luogo suggestivo, capace di destare curiosità nel visitatore che potrà inoltre sfruttarla come base di partenza per esplorare i monasteri della Fruska Gora nel corso di un finesettimana.

Abitata a partire dal 4.500 a.C., la zona dell’odierna Novi Sad vide nel I secolo a.C. la fondazione di una città da parte dei romani, che qui istituirono la Provincia della Pannonia. Nel V secolo l’insediamento fu saccheggiato e distrutto dagli Unni, ai quali succedettero negli anni a venire Bizantini, Ostrogoti, Franchi, Avari, Bulgari e nuovamente Bizantini, prima che, tra il X ed il XII secolo, la regione entrasse a far parte del Regno d’Ungheria. Alla fine del XVII secolo la città fu conquistata dagli Asburgo, che vi regnarono fino all’occupazione serba avvenuta a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo; nel 1867 Novi Sad fu assegnata all’amministrazione magiara dell’Impero Austro-Ungarico, il cui rigido comando portò all’insurrezione scoppiata nel 1918 ad opera delle milizie serbe, che in pochi mesi proclamarono la nascita del Regno di Jugoslavia. Negli ultimi 70 anni la città ha vissuto numerosi momenti di difficoltà, coincisi con la seconda guerra mondiale e con la guerra del Kosovo nel 1999, ma da alcuni anni a questa parte Novi Sad ha intrapreso una fase di rinascita politica, culturale e architettonica che ha rilanciato la metropoli serba nell’elitè dei più importanti centri dell’intera penisola balcanica.

La principale attrattiva di Novi Sad è senza dubbio la Cittadella di Petrovaradin, che domina la città con la sua mole massiccia dall’alto di una collina a ridosso del fiume. Spesso chiamata la “Gibilterra del Danubio”, la cittadella fu progettata nel 1692 dall’architetto francese Vauban, anche se ai lavori provvidero i detenuti delle carceri serbe; secondo le stime, negli 88 anni necessari alla sua costruzione vi morirono ogni giorno da 70 a 80 uomini, mentre al suo interno furono imprigionati personaggi illustri come Karadorde e successivamente Tito. Più in basso, in paese, i soldati si intrattenevano con le “belle di notte”, mentre i migliori tra i musicisti rom ungheresi si trovavano per suonare insieme. Entro le mura si possono visitare un museo e un planetario, anche se la parte più bella della visita sono le passeggiate per le stradine del maniero da cui si gode di una fantastica veduta sul Danubio. Nella parte più interna dell’avamposto si trovano gli affascinanti atelier artistici, dove i visitatori avranno modo di chiacchierare amabilmente con gli artisti quando non sono intenti all’opera.

Da non perdere anche la torre dell’orologio, eretta dei tedeschi, per la quale fu introdotta una tassa per ogni casa che poteva vederne le lancette: in pratica, per tutta la città. Il vecchio meccanismo è lo stesso dal momento della sua costruzione, sicché l’orologio rimane un po’ indietro in inverno, quando il metallo si contrae per il freddo, e avanti in estate quando gli ingranaggi tendono a dilatarsi. La lancetta delle ore è la più lunga, in modo che chiunque possa vederla da lontano, anche i marinai dalle barche sul fiume.

... Pagina 2/2 ...Per quanto riguarda l’aspetto museale, il principale motivo di interesse di Novi Sad è rappresentato dal Museo della Vojvodina, ospitato in due palazzi rispettivamente ai civici 35 e 37 di Dunavska. L’allestimento illustra la storia della regione del paleolitico alla fine del XIX secolo, proseguendo poi fino al 1945 nella seconda parte del percorso, dove è posto l’accento in particolare sulla prima e sulla seconda guerra mondiale. Formidabile per la sua completezza e per la chiarezza espositiva, la raccolta presenta i principali pannelli esplicativi anche in lingua inglese.

Edizione dopo edizione, l’Exit sta velocemente diventando un festival sempre più meritevole di attenzione da parte del pubblico europeo e mondiale, con decine di migliaia di appassionati che ogni hanno si recano alla rocca di Novi Sad per il grande evento generalmente organizzato nelle prime due settimane di luglio. Un'altra manifestazione, dedicata al jazz, si tiene a novembre in varie sedi cittadine.

Il clima è tipicamente continentale, caratterizzato da inverni piuttosto rigidi e da estati mediamente calde, anche se un po’ umide. Il mese più freddo è gennaio, quando le temperature oscillano tra 2 e -4 gradi, mentre quelli più caldi sono luglio e agosto, contraddistinti da massime che sfiorano i 29 gradi e minime che non scendono quasi mai sotto i 14 gradi. Le precipitazioni sono contenute nell’arco dei dodici mesi dell’anno e tendono ad intensificarsi in corrispondenza dell’inizio dell’estate quando possono cadere 180/200 mm di pioggia tra i mesi di giugno e luglio. Generalmente una buona stagione per visitare Novi Sad è l’autunno, quando le giornate sono generalmente miti e soleggiate.

Novi Sad è servita da un piccolo aeroporto situato in località Cenej, 16 chilometri al di fuori del centro. Molti treni collegano la stazione ferroviaria cittadina con Belgrado, distante un paio d’ore, e Subotica, raggiungibile in un’ora e mezzo, mentre dalla stazione degli autobus partono mezzi frequenti per Belgrado. Il trasporto pubblico è garantito da numerose linee di autobus che mettono in comunicazione il centro storico, di dimensioni ridotte, con alcuni piccoli villaggi dei dintorni.
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