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Le foto di cosa vedere e visitare a Highlands

Angus: tour tra il Castello infestato di Glamis, Forfar e Arbroath

Incastonata tra Perth, l’Aberdeenshire e la City of Dundee sorge Angus (Aonghas in gaelico), una delle trentadue aree di governo locale scozzesi. Il bel paesaggio della regione può essere suddiviso in tre aree che presentano caratteristiche diverse: in direzione settentrionale e occidentale il territorio si presenta montuoso, scarsamente popolato e ricco di pascoli che favoriscono la tradizionale attività della pastorizia. Qui le cinque Angus Glens, valli lunghe e strette che offrono un panorama affascinante e suggestivo, danno la possibilità di fare lunghe camminate, arrampicate e pony trekking, oltre ad attirare gli appassionati di birdwatching e di botanica, grazie alla fauna e alla flora interessanti e incontaminate. Vi si svolge annualmente l’Angus Glens Walking Festival, una manifestazione dedicata agli appassionati della montagna, resa indimenticabile dagli scenari unici.

Questa zona è anche il cuore più antico e ricco di testimonianze storiche, che affondano le radici nella lontana epoca dei Pitti per poi percorrere un’avvincente risalita verso l’oggi, attraversando racconti di re, regine e avventurieri. Nella zona meridionale e orientale di Angus una fila di dolci colline si affaccia sulla costa specchiandosi nel mare: questa regione è più densamente popolata e vi sorgono i maggiori centri dell’area, compresa la città di Dundee. Fra le due zone così definite, poi, si estende la Grande Valle di Strathmore, un’oasi fertile e rigogliosa, nota per la ricca produzione di patate e di frutta e per la vivida attività della pesca.

Da non perdere per nessun motivo è il piccolo villaggio di Glamis (che, diversamente da come ci si aspetta, si pronuncia ‘glams’), celebre soprattutto per il suo magnifico e imponente castello. Situato a 200 km a nord di Edimburgo, a Tayside, si tratta di uno dei più importanti castelli della Scozia, reso ancora più famoso da William Shakespeare, che ha scelto come protagonista del Macbeth il Barone di Glamis. Se vi state chiedendo quale sia il motivo di una fama così grande da aver fatto il giro del mondo, eccovi accontentati: il castello di Glamis è una delle dimore infestate del Regno Unito, tra le più ricche di oscuri segreti e legato a diversi avvenimenti misteriosi.

Quando la famiglia Strathmore, residente a lungo nelle grandi e inquietanti stanze della dimora, vi giunse per la prima volta nel XVI secolo, il nome del castello era già indissolubilmente legato a una lunga serie di avvenimenti drammatici e inspiegabili, se non ammettendo l’esistenza di un’entità maligna e misteriosa. La leggenda narra che nel X secolo, prima della costruzione del castello, Macbeth assassinò Duncan I, suo cugino nonché sovrano di Scozia, nel punto esatto in cui poi sarebbe sorto il sinistro palazzo. Nel 1034 si sarebbe svolta la seconda puntata dell’atroce catena di morti: il re scozzese Malcom II sarebbe stato tagliato a pezzi proprio all’interno del castello, in quel tempo già edificato. Ancora adesso, visitando le sale dell’edificio, un turista disattento potrebbe calpestare la macchia scura di sangue che nessuno è mai riuscito a cancellare dal vecchio pavimento.

Anche John Lyon, nel 1372, osò sfidare le forze del male, e non fece una bella fine: nonostante un’antica profezia glielo vietasse, trasferendosi dalla vecchia residenza alla fortezza di Glamis volle portare con sé un calice che non avrebbe dovuto lasciare la sua casa: da quando l’oggetto magico fu trasferito, non solo Sir John fu ucciso in duello, ma si abbatterono sul villaggio innumerevoli atroci disgrazie.

Oggi, a disturbare la quiete del maniero, è lo spettro di Lady Campbell, moglie del sesto conte di Glamis nel XVI secolo: accusata di stregoneria, trascorse gli ultimi anni di vita in una lenta agonia, imprigionata nei sotterranei. Ora la morte le ha restituito la libertà e si diverte a dondolarsi spesso in una vampa infuocata, sopra l’orologio della torre.

A circa 8 km da Glamis Castle sorge Forfar, centro amministrativo di Angus, dove si può finalmente tirare un respiro di sollievo e tentare di dimenticare le maledizioni e i misteri di Glamis: nessuno spettro qui, ma soltanto un paese basato sull’agriturismo e l’agricoltura, che anziché entrare nella leggenda per i suoi fantasmi preferisce darsi alla cucina, e farsi conoscere per la tradizionale Forfar Bride, la tipica torta di carne.

Da vedere la East and Old Church, una bella chiesa del 1790 caratterizzata da una guglia slanciata, alta 45 metri e visibile da ogni parte della città, sormontata da un vecchio orologio che scandisce il tempo quieto di Forfar. La Lowson Memorial Church, invece, vide la luce nel 1914 in perfetto stile neogotico, con un interno prezioso reso vivo e vibrante dalle splendide vetrate colorate.

Poco fuori dal centro è possibile dedicarsi a lunghe passeggiate rilassanti nel verde del Forfar Loch Country Park, con il suo lago e il suo fresco boschetto.

La città più grande dell’Angus è invece Arbroath (o Aberbrothock), con 22.785 abitanti, collocata sulla costa orientale scozzese, a circa 82 km da Aberdeen e a 27 km a nord-est di Dundee. Il turismo gioca un ruolo piuttosto importante per la cittadina, grazie soprattutto alla famosa Arbroath Abbey (vedi foto), abbazia consacrata nel 1197 con tanto di dedica a Thomas Becket, che attira ogni anno ben 14.000 turisti.

Durante l’estate le attrattive si moltiplicano grazie al Seafront Spectacular, un festival che include anche uno spettacolo aereo, e il Seafest, una festa a tema riguardo ala vita portuale e marittima di Arbroath. Vale poi la pena di visitare Brechin, tradizionalmente considerate una città grazie alla presenza della cattedrale e alla sede della Chiesa Episcopale Scozzese, anche se non ha mai ricevuto ufficialmente lo statuto di City.

Proprio la cattedrale è la principale responsabile della fama di Brechin: si tratta di un edificio quasi unico nel suo genere, il solo monumento sopravvissuto in Scozia in stile tipicamente irlandese, insieme a Abernethy, nel Perthshire. Anche se la costruzione ha subito delle alterazioni nel corso dei secoli, nella torre ovest e nel portale sono chiaramente visibili i segni dello stile medievale tre e quattrocentesco.

Interessante è anche Pictavia, un centro che nara la storia dell’antica tribù scozzese dei Pitti, genti bellicose che si impossessarono dell’Angus circa duemila anni fa, attraverso reperti archeologici e fedeli ricostruzioni multimediali delle loro abitudini. Particolarmente curiosi sono i loro sassi intagliati, che riportano immagini simboliche di uccelli, animali, guerrieri e segni propiziatori.

Una volta visitate le città più interessanti, chi voglia ammirare il sublime paesaggio scozzese potrà lanciarsi alla scoperta delle spiagge e delle scogliere. Cinquanta miglia di costa incontaminata, tra sabbie fini come quella di Montrose e le caratteristiche scogliere di pietra rossa. Particolarmente suggestive sono le scogliere di Boddin Point, a picco su un mare spesso agitato, terribili e splendide allo stesso tempo.

In Scozia si svolgono annualmente, nei mesi estivi, gli Highlands games, competizioni sportive che coinvolgono varie città disseminate per il paese e comprendono diverse attività fisiche. Per quasi tutte le attività è previsto un biglietto d’ingresso, il cui costo varia dai 3 ai 6 pound giornalieri, ma una volta entrati nel vivo della festa si capisce che è valsa la pena di esserci: oltre alle gare più professionali, infatti, si dedica una grande attenzione ai visitatori, e vengono allestite attività per principianti a cui tutti possono prender parte, oltre a stando gastronomici e giochi per i bambini. Una delle tappe degli Highlands games è la città di Glamis.

Dopo lo sport arriva il momento dei piaceri del palato: i golosi e i buongustai non perderanno il Forfar Food Fest, una manifestazione culinaria annuale che ogni mese di agosto propone le specialità gastronomiche non solo di Forfar, ma di tutto l’Angus, nell’incantevole scenario del Forfar’s Myre Park. Oltre agli assaggi, sempre graditi, non mancheranno le dimostrazioni in diretta ricette caratteristiche, le competizioni culinarie più o meno professionali e le attività che coinvolgono il pubblico. Tra marzo e aprile si celebra il Tartan Day, un festival di musica, balli tradizionali, cibo, giochi per tutta la famiglia…il tutto indossando l’immancabile capo di abbigliamento tipicamente scozzese.

Il clima di Angus è temperato, mite e soleggiato. Questa è l’area più secca della Bretagna, con soltanto 25 giorni di pioggia all’anno in più rispetto al secco Sud-Est dell’Inghilterra, con un minore rischio di temporali rispetto al resto del paese. Rispetto a Londra e alla zona circostante, poi, Angus ha avuto il privilegio di godere, nel maggio del 2006, di 24 ore di sole in più, per dare un’idea di quanto il clima sia piacevole. Tuttavia la regione non deluderà chi cerca la neve: in inverno le vette più alte dei Glens si fanno candide e particolarmente affascinanti.

Angus è servita dall’aeroporto di Dundee, situato a pochi minuti di macchina dal centro di Dundee, che garantisce un collegamento con le regioni circostanti del Tayside, di Perthshire e Fife. La zona è infatti un’ottima base da cui pianificare un tour della Scozia. Anche l’aeroporto di Aberdeen, come quello di Dundee, offre voli locali e internazionali, specialmente verso mete scandinave ed europee. Gli International Airports di Edimburgo e di Glasgow, invece, offrono voli internazionali e transatlantici diretti.

Fonte foto castello di Glamis: sito ufficiale
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