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Moissac (Francia), la cittÓ e l'Abbazia Saint-Pierre Patimonio UNESCO

Nel Tarn-et-Garonne, a 30 min da Montauban, la cittadina di Moissac si inscrive in un paesaggio di pendici in cui dominano i frutteti e i vigneti dell'uva Chasselas DOC. Attraversata dal fiume Tarn, la città accoglie il Canale laterale della Garonne, prolungamento del Canal du Midi fino a Bordeaux. Quest’ultimo, aperto alla navigazione da diporto, passa al di sopra del Tarn grazie al pontecanale: un’opera d’arte straordinaria da scoprire, per esempio, durante una passeggiata in bicicletta sulla Ciclostrada dei 2 Mari.

La leggenda vuole che Moissac sia stata fondata da Clodoveo I, il secondo re dei Carovingi. Se invece ci si riferisce ai documenti ufficiali la sua nascita viene fatta posticipare al VII secolo quando venne creata per volontà di San Desiderio di Cahors, anche se lo sviluppo dell'insediamento fu reso difficile dalle frequenti scorribande dei Mori, che flagellavano ancora nel periodo il sud della Francia. Le fortune di Moissac giunsero a cavallo dell'XI e XII secolo quando la città si affilià alla famosa Abbazia di Cluny. E' di questo periodo la realizzazione del famoso timpano della abbazia di Saint-Pierre. Altro splendore avvolse Moissac nel XV secolo, e qui la ricchezza e le fortune della città si vedono nella parte gotica dell'abbazia.

Moissac rimane una tappa importante sul Cammino di Compostela (Cammino del Puy) ed è compresa tra le tappe di Lauzerte e Auvillar. Lo testimonia la sua celebre Abbazia Saint-Pierre, iscritta nel patrimonio mondiale dell'UNESCO. Il suo portale è ornato da un timpano monumentale che rappresenta il Giudizio Universale, e che rappresenta uno dei capolavori della scultura romanica. Non dimenticate inoltre di ammirare la statua di Geremia, scolpita sulla colonna che regge il timpano, vero capolavoro romanico. L’abbazia si contraddistingue anche per il chiostro. Consacrato nell’anno 1100, è unico al mondo per la raffinatezza e lo stato di conservazione dei 76 capitelli scolpiti, e fa parte anch'esso della lista dei patrimoni dell'Umanità.

Il Pont-canal du Cacor è lungo 356 m e si trovata ad est di Moissac, dove permette al canale laterale del fiume Garonne, di attraversare il corso del fiume Tarn. Il Canal de Garonne, attraverso i dipartimenti di Lot-et-Garonne e Tarn-et-Garonne, fu costruito nel 1847, con una lunghezza compklessiva di 183 km, unendo Tolosa con Castets-en-Dorthe. Era stato progettato per estendere il Canal du Midi che esisteva tra Sète e Tolosa, ma ora srve più al turismo che al vero e proprio trasporto fluviale.

Da segnalare a Moissac Le Musée moissagais, ospitato nella ex casa degli abati, un imponente edificio merlato con una torre in mattoni del tredicesimo secolo. Due documenti qui conservati testimoniano delll'influenza della abbazia di Saint-Pierre nel Medioevo. Qui sono anche conservati oggetti legati alla storia dell'abbazia. Gli amanti dell'arte devono salire al piano superiore dove possono trovare delle ceramiche, soprattutto d'Auvillar, ma anche mobili della regione risalenti ai secoli XVII e XVIII, tappi Moissac o per la ricostruzione di una cucina del bas Quercydel 19° secolo. La cappella superiore è dedicata all'arte religiosa.

Una breve passeggiata vi accompagna alla place de Récollets dove si trova Les Halles. Costruito nel 1891 dall'architetto Jean Rouma, combina elegantemente materiali come ferro pietra, mattoni e decori in ceramica. Qui sia all'interno che all'esterno si svolge il mercato settimanale dove potete trovare prodotti del territorio.

Trovandosi nel centro del Tarn-et-Garonne, uno dei principali dipartimenti produttori di frutta, Moissac è la culla dello Chasselas. Lo Chasselas è un’uva bianca che fa parte della storia di Moissac fin dall’inizio del XIX secolo. Fu il primo frutto fresco ad ottenere, nel 1971, una Denominazione di Origine Controllata (DOC). Più di recente, ha permesso alla città di Moissac di essere identificata come “Site Remarquable du Goût ». Quest'uva si caratterizza per i chicchi delicati e croccanti e per i semi molto piccoli. La polpa, fresca e abbondante, libera in bocca deliziosi sapori di miele e fiori.

A Moissac, la Fête du Chasselas si tiene ogni due anni, in alternanza con la Festa della frutta e verdura, a fine settembre. In programma: dimostrazioni culinarie, dibattiti sulla dietetica o l'agricoltura ragionata, scenari da mangiare con gli occhi, esposizioni, pasti gastronomici ...
L'uva DOC Chasselas, le cui vigne attraversano le pendici a nord di Moissac, è una produzione di tipo familiare, e fa affidamento su un saper fare femminile, spesso esercitato dalla moglie del produttore. Una volta raccolti i grappoli del giorni, l'addetta allo chasselas li ripulisce uno ad uno, eliminando i chicchi rovinati tramite forbicine appuntite che vanno fino al cuore del grappolo. Ogni chicco deve essere ben dorato, misurare 12 mm ed avere la sua pruina, cioè una nebbiolina leggera che lo protegge. L'esercizio richiede la massima attenzione alle minime variazioni di luce nel laboratorio. I grappoli così lavorati con tanta attenzione e abilità sono classificati e collocati su carta di soia. Le donne intervengono anche nelle operazioni legate alla manutenzione delle vigne: scacchiatura, tessitura vegetale, controllo della maturazione, ecc. Un mestiere poco comune da scoprire visitando le fattorie di Chasselas nei dintorni di Moissac.

I corsi di cucina di Pont Napoléon
Il Pont Napoléon, voluto da Napoleone I e terminato invece da Napoleone III è ora un ponte girevole, che si apra regolarmente per il passaggio delle chiatte. Deve la sua fama di buona tavola con corsi di cucina che permettono di apprendere e praticare la gastronomia della zona di Moissac. Sotto la direzione di Patrick Delaroux, chef di cucina, la programmazione varia in base alla stagione: lo Chasselas di Moissac a settembre, i funghi da settembre a dicembre, il pollame, l'aglio di Lomagne, l’agnello locale. Gli ingredienti provengono da piccoli produttori locali impegnati nel rispetto dell'ambiente (prodotti bio o derivanti da colture ragionate per quanto possibile). I corsi si tengono il sabato pomeriggio, su prenotazione, per 4-6 partecipanti.

Il Melone del Quercy
A partire da giugno, il profumo della sua polpa densa e morbida pervade gli stand dei mercati locali: ecco il Melone del Quercy, detentore di una Certificazione di Conformità e di un IGP. Fonte di immaginazione per gli chef locali che possono proporlo semplice, arrostito, in zuppa o marmellata, viene coltivato con amore sui terreni argillosi-calcarei delle pendici esposte a sud da Moissac fino al Lot. Vengono raccolti nella frescura mattutina, quando la sua straordinaria concentrazione aromatica è al massimo livello.

Come arrivare - Moissac si trova a meno di 30 km ad ovest di Montauban, mentre Tolosa Blagnac, l'aeroporto più comodo dall'Italia, rimane in direzione sud, ad un centinaio di chilometri di distanza. Il periodo migliore per visitare la regione è l'estate quando le temperature si mantengono ai 30 °C nei valori massimi, e le piogge risultano meno frequenti. In inverno il clima non è particolarmente freddo, ma l'umidità in arrivo dall'Atlantico propizia precipitazioni e situazione di nebbie al suolo.

Fonte: GIE Atout France
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