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Erbalunga (Castel Brando), viaggio nel dito della Corsica

Il “dito” della Corsica è uno dei luoghi più spettacolari della regione insulare francese, con montagne che si protendono nel cuore del Mar Tirreno, e si precipitano in modo spettacolare tra i flutti. Lungo il perimetro orientale di Cap Corse (Capo Corso) appena a nord di Bastia, il porto principale della Corsica orientale, troviamo il pittoresco villaggio di Erbalunga (Comune di Brando), un tempo borgo dedito alla pesca, che è ancora pervaso dell’atmosfera di un tempo, con le vecchie case dalla forma allungata, che s’appoggiano ad un piccolo promontorio roccioso, guardato a vista da una vecchia torre genovese, a portezione di Erbalunga da circa 400 anni.

E’ una delle località più facili da raggiungere, grazie alla sua vicinanza con Bastiam un porto che possiede numerosi collegamenti con i principali porti del tirreno centro-settentrionale.
Essendo una classica meta di vacanza, il periodo migliore per visitare Erbalunga, dal punto di vista climatico, è quello compreso tra maggio e settembre, in pratica durante l’estate mediterranea, calda e decisamente più secca rispetto alle altri stagioni. La posizione sulla costa orientale del Capo Corso la rende protetta dalle sferzate di maestrale (mistral) e di libeccio, ma la rende sensibile ai venti di scirocco e tramontana, che creano spettacolari mareggiate, specie nella stagione invernale. In ogni caso Erbalunga possiede un piccolo porticciolo che la rende una bella meta per una eventuale sosta per chi naviga intorno alla Corsica.

Da vedere e fare ad Erbalunga, Haute Corse.
Se l’estate è il periodo migliore per il clima, un motivo in più per visitare Erbalunga è sicuramente quello delle festività pasquali, qui vissute sentitamente, soprattutto grazie alle spettacolari processioni della Settimana Santa, che colorano di magia il triduo pasquale, specie nella serata del giovedì Santo e venerdì Santo. Quest’ultima è la celebre Cerca, una processione probabilmente evoluta da riti pagani. La mattina del venerdì Santo dei penitenti vestiti con i sai che partendo dal monastero delle Benedettine, si muovono da una chiesa all’altra della città.
Un'altra processione molto sentita è invece quella del pomeriggio dello stesso giorno e si tratta della rituale “granitola” una specie di spirale umana, molto caratteristica.

Ma a parte il borgo di pescatori che digrada a mare, le cose più interessanti ad Erbalunga si trovano nei suoi dintorni.
Una escursione raccomandata è quella al Castello, una frazione che si trova in una posizione decisamente panoramica, a circa 3 km all’interno. Qui troviamo da visitare la cappella di Nostra Signora delle Nevi, una costruzione di chiare origini romaniche, ma che ha subito modifiche nel corso della sua storia. Conserva affreschi e sculture, e merita davvero una visita.

Un altro santuario da visitare si trova presso la frazione di Lavatina, in questo caso sulla costa. La chiesa di Nostra Signore delle Grazie si trova proprio in riva al mare, a fianco di una arenile ciottoloso. E’ una chiesa eretta in epoca barocca ed è famosa più che altro perché è meta di un importante pellegrinaggio che si svolge l’8 di settembre, Il suo interno contiene un dipinto considerato dalle proprietà miracolose, detto la Madonna di Lavasino, e cioè la figura di Maria con il suo Bambin Gesù. Una bella collezione di ex-voto rende subito chiara di quanto l’immagine si cara agli abitanti del luogo.

Erbalunga è anche un ottimo punto di partenza per eventuali escursioni a piedi all’interno del Cap Corse.
Un percorso famoso si può imboccare non lontano dalla frazione di Pozzo, e da qui salire per la rapida ascesa che conduce agli oltre 1300 m del monte Stello, in circa 3 ore di passeggiata: la fatica è ampiamente ripagata, si tratta della cima più alta di tutto il “dito” di Capo Corso, da cui si gode di un panorama straordinario. Nelle giornate limpide la vista spazia sulle montagne intorno al Monte Cinto, fino alla zona del Bavella a sud della Corsica. Ma poi si riesce a scorgere anche la penisola Italiana, con tutto il “dito” ai vostri piedi che si protende aspro e selvaggio verso nord.
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