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Riserva naturale di Scandola (Corsica): patrimonio dell'umanitą

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L’escursione alla penisola della Scandola è uno dei “must” di una vacanza nella regione di Porto, nel nord-ovest della Corsica. L’escursione conduce sull’estremità occidentale della Corsica, un luogo aspro e selvaggio che s’affaccia sulla vastità del mediterraneo occidentale, e dove i venti spirano solitamente con una certa solennità, che diventa forza tremenda quando arriva il mistral a spazzare e levigare le rocce, scagliandole dei flutti possenti.

Geograficamente parlando siamo nel Golfo di Porto, una baia riparata da alte montagne e caratterizzata da rocce dai colori accesi, quasi paragonabili alle tonalità intense dei deserti del mondo e delle montagne del sud-ovest degli Stati Uniti. Porto è un ottimo punto d’appoggio per visitare le bellezze naturali dell’aera che ricordiamo, oltre alla penisola della Scandola include il villaggio di Girolata, Les Calache di Piana e i villaggi montani di Ota. Marignana ed Evisa, e i laghi Alpini che trapuntano la zona compresa tra il Monte Cinto e il Monte Incudine.

L’unico modo per raggiungere la penisola di Scandola è quello via mare, partendo da Porto. A causa delle regolamentazioni del Parco Naturale, non è possibile avvicinarsi a piedi lungo i sentieri, non è una grave perdita se si tiene conto che le zone più spettacolari sono cos’ impervie da essere estremamente rischiose da percorrere a piedi.

Porto invece si raggiunge facilmente via strada, sia provenendo da Calvi che si trova 73 km a nord, da Bastia che invece dista poco meno di 130 km (passando per Corte) e da Ajaccio che si trova a poco meno di 85 km a sud di Porto.

il periodo migliore per visitare la Scandola è sicuramente l’estate. Questo per un semplice motivo meteorologico, in questo periodo ci sono magdiori possibilità di trovare le condizioni meteo migliori, ma c’è da dire che l’ottima organizzazione francese evita di effettuare le escursioni in caso di mare troppo agitato.
Per esperienza della redazione de Il Turista, è consigliabile essere bene attrezzati con prodotti contro il mal di mare, le acque intorno alla Scandola possono riservare sorprese e sarebbe un peccato doversi trovare a tu per tu con le fantastiche rocce, e non avere la forza di riuscire a guardarle, per il mal di mare!
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La Réserve Naturel de Scandola è stata inserita nei Patrimoni Mondiali dell’Umanità dell’UNESCO nel 1983, assieme ai calanchi di Piana e al golfo di Girolata, ed occupa il promontorio che divide la Balagne dal Golfo di Porto.
Il suo nome deriva dalle piastrelle di legno (scandules) che coprono molte delle case di montagna della zona.
L’area è tutta un tripudio di rocce tali da rendere felice anche il geologo più smaliziato: lastre di roccia che si accatastano l’un l’atra, combinazioni improbabili di colori, dal giallo al nero dal verde al rosso, torri e pinnacoli che affiorano dal mare come immensi artigli, colonne di basalti che come organi di roccia amplificano le melodie del mare, sono tutti stati formati dalle eruzioni vulcaniche della zona del Monte Cinto, ben 250 milioni di anni fa, e poi forgiate dalla successiva erosione che ha creato superfici levigate, precipizi e grotte scavate nella roccia.
A Scandola i colori delle rocce sono notevoli quanto le forme, con tutte le tonalità che potete immaginare, che variano con una moltitudine di sfumature, dal granito grigio carbone al viola incandescente del porfido ossidato.

Il promontorio e le sue acque circostanti erano state dichiarate una riserva naturale già nel 1975 e ora sostengono significative colonie di uccelli marini, delfini e foche, con almeno 450 tipi di alghe e alcuni pesci notevoli come la cernia, una specie che sarebbe più consona ad un ambiente tropicale. Inoltre, qui si trovano nidi appartenenti ad una rara specie di gabbiano gigante, e forse vedrete alcuni di questi durante la vostra escursione, ricordatevi che si trattano di specie protette, che l’uomo sta cercando di salvare dall’estinzione.

Da segnalare anche, lungo la penisola , Punta Muchillina, la Punta Rossa , il Golfo di Solana, Punta Palazzu e l’isola de Gargalo, su cui svetta una torre genovese.
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