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Le Lavandou (Francia): il paese, le spiagge e il Massiccio dei Maures

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Il nome farebbe pensare alla lavanda, il fiore profumatissimo più diffuso in Provenza, ma la vera etimologia rimanda alla parola ‘lavoir’, che significa ‘lavatoio’: in effetti basta guardarsi intorno, nel centro di Le Lavandou e lungo il porto, per riconoscere i vecchi lavatoi in cui le mogli dei pescatori lavavano i panni, mentre i mariti prendevano il largo a bordo delle loro imbarcazioni e il sole illuminava un nuovo giorno nella cittadella portuale.

Siamo nel dipartimento del Var, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, in un paesino di circa 5.500 abitanti che pare ricordare molto bene il proprio passato e le proprie tradizioni: un abitato grazioso, incastonato tra il Mediterraneo e il Massiccio dei Maures, costellato di edifici storici dall’aspetto timido ma eloquente, profumato di sale e pesce fresco e caratterizzato da una squisita ospitalità. Questa è Le Lavandou, che lungo i suoi 12 km di costa regala ai visitatori scorci spettacolari di scogliere e arenili, una dozzina di spiagge incantevoli e una vegetazione fresca di pini, mimose, eucalipti e palme.

È il paesaggio tipico del Mediterraneo, accarezzato da un clima idilliaco in ogni stagione dell’anno: qui il sole sembra non tramontare mai, l’estate è calda e soleggiata ma sempre addolcita da un vento leggero, e l’inverno si mantiene piacevole grazie alla vicinanza del mare e alla protezione delle montagne. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno infatti da una minima di 3°C a una massima di 11°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 18°C ai 29°C. Le precipitazioni, quasi assenti in estate e scarse per tutto l’anno, toccano il picco massimo in gennaio, quando si contano in media 7 giorni di maltempo sul totale.

Il merito è anche del clima se Le Lavandou, nato come villaggio di pescatori, oggi è una delle stazioni balneari più rinomate della Costa Azzurra: il gioiello più prezioso della città è proprio il litorale, che gode di un’attenzione e una cura particolari, premiato più volte con la Bandiera Blu per le acque pulite e la qualità del turismo estivo. Tra le dodici spiagge che si susseguono lungo la costa, in una collana splendente di calette selvagge o comodi arenili, vale la pena di nominarne almeno alcune, come l’ampia Plade de l’Anglade, la Grande Plage du Levandou, la Plage de Saint-Clair e la Plage de la Fossette. Da non perdere anche le cosiddette ‘Isole d’Oro’: sono le tre celebri Iles D'Hyeres, chiamate rispettivamente Le Levant, Port-Cros e Porquerolles, ricoperti di una vegetazione eccezionale e circondati da fondali marini tra i più belli d’Europa, come bello è anche il litorale de Le Cap Negre, selvaggio e roccioso, ad est della città e quello di Cap Benat, ad occidente.

Ma Le Lavandou non è solo mare: è anche arte, cultura, tradizioni e storia, come testimoniano gli interessanti edifici che si possono incontrare durante una passeggiata nel centro. Bella la piccola chiesa locale, dedicata a Saint-Louis, iniziata nel 1855 e oggi caratterizzata dalle sue tinte calde che riprendono i colori della terra. La chiesa accoglie i fedeli sulla piazzetta di Sainte-Catherine de Sienne, incantandoli con il suono dolce dello zampillo d’acqua che sgorga da un antico muro.

È solo una delle numerose fontane che costituiscono il simbolo della città: a Le Lavandou ci sono 13 sorgenti distribuite per le strade e le piazze, pronte ad allietare l’orecchio del passanti con il loro canto argentino.
... Pagina 2/2 ... Da vedere anche il Castello, la cui immagine è riprodotta su tutte le antiche cartoline locali: impettito e fiero, affacciato sul porto Gabriel Péri, l’edificio rivolge le finestre al mare e ricorda le case dei pescatori.

L'interno, come detto, è dominato dal Massif des Maures, ovvero i "mori" con chiaro riferimento al colore scuro delle rocce, come la celebre Rocher de Roquebrune. Oltre ad assere preziosi per la loro funzione di barriera naturale ai venti freschi provenienti da nord, queste antiche montagne hanno anche un interesse turistico, grazie alla presenza di boschi e foreste, specialmente con abbondanze di quercie, e quindi con possibilità di trekking e birdwatching.

Aldilà della visita del paese, il modo migliore per assaporare le tradizioni di Le Lavandou è prender parte alle manifestazioni che vi si svolgono periodicamente. Tra gli eventi tradizionali più attesi c’è la sfilata dei carri fioriti, detta Corso, quando una ventina di carri addobbati sfila per le vie del centro diffondendo una scia dolce di profumo primaverile, accompagnata da ballerine, sbandieratori, cavalieri e giocolieri, ma soprattutto da una media di 20 mila spettatori ogni anno.

Un’altra importante manifestazione è quella in onore di Saint-Pierre, che inizia con una lunga processione dalla chiesa di Saint-Louis alla parte più vecchia della città, sino alla piazza Reyer in cui si celebra la Messa all’aperto. Si continua con la processione della statua di Saint-Pierre sino al lungomare, dove viene posta a bordo di un’imbarcazione e portata al largo per la benedizione delle flotte e il lancio dei fiori nelle acque limpide della baia.

Per arrivare a Le Lavandou si può scegliere tra diverse soluzioni e mezzi di trasporto. Chi viaggia in auto e viene dall’Italia deve percorrere l’autostrada A8, quindi imboccare la A57 e la A570 fino a Hyères, da cui si prosegue seguendo le indicazioni fino alla meta. Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Toulon e Hyères, da cui si può proseguire in autobus, e l’aeroporto più vicino è quello di Toulon-Hyères, a 26 km circa.
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