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Tarasp e il suo castello. Tra cure termali e storia in Engadina

  • Tarasp-Vulpera
Affascinante località turistica della Bassa Engadina, Tarasp è famosa non solo in Svizzera per le cure termali ed il suo magnifico castello risalente all’XI secolo. Il centro, che non raggiunge i 500 abitanti, sorge ad una quota compresa tra i 1.200 e i 1.400 metri di altitudine ed è circondato da montagne coperte di boschi che lasciano emergere solo le vette innevate per buona parte dell’anno. Centinaia di turisti affollano Tarasp non solo d’inverno, quando gli sport invernali sono l’attività più inflazionata, ma anche e soprattutto d’estate, la stagione ideale per godere dei benefici del clima locale e praticare un turismo ecologico all’aria aperta.

La storia di Tarasp è legata a doppio filo a quella del suo castello, lo Schloss Tarasp. Il piccolo insediamento, infatti, si è sviluppato ai piedi della fortezza, abbarbicata sulla cima di una collinetta che svetta tra gli alberi. La sua costruzione risale all’XI secolo e per decenni fu rivendicata dai vescovi di Coira e dai conti del Tirolo. Nel 1624 Tarasp fu elevata al rango di contea principesca, mentre nel 1687 fu venduta dagli Asburgo ai principi von Dietrichstein; all’incirca un secolo dopo, nel 1798, il villaggio fu invaso e acquistato dagli svizzeri, che lo hanno amministrato con lungimiranza per più di 200 anni.

Sebbene la maggior parte dei turisti venga a conoscenza di Tarasp per via della sua rocca, la piccola località del Canton Grigioni è famosa anche come centro termale. In particolare lo è Tarasp-Vulpera, la parte più bassa dell’insediamento, dove da centinaia di anni si trovano stabilimenti termali che utilizzano acque cloruro-solfato-sodiche e ferruginose; per gli appassionati il punto di riferimento è il Kurhaus, l’edificio costruito nel 1864 da Felix Kubly al centro di un grande parco esteso sulla riva dell’Inn. Qui si possono fare trattamenti terapeutici o semplicemente rilassarsi e godersi lo charme e il relax che solo le terme sono in grado di offrire.

Da Tarasp Vulpera parte una strada che valica il corso dell’Inn e si biforca: proseguendo a sinistra per circa 2 chilometri si arriva a Vulpera, estesa su un terrazzamento circondato da boschi di larici e cembri, mentre andando a destra dopo un paio di chilometri si giunge al villaggio di Tarasp-Fontana, dominato dalla sagoma dello Schloss Tarasp che si staglia sulle cime innevate delle Alpi. Il maniero è la più grande e imponente rocca medievale dell’intero Canton Grigioni, resa ancor più suggestiva dall’incantevole scenario in cui è immersa. L’edificio, caratterizzato da murature di un colore chiaro, fu costruito nell’XI secolo, ma è stato più volte ampliato e rimaneggiato; in particolare, cambiamenti sostanziali avvennero nei secoli XV, XVII e XVIII, al punto che della costruzione originaria sono sopravvissuti soltanto la cappella romanica e la torre principale. Dal 1919 il castello è aperto al pubblico, che può ammirare i suoi antichi saloni, la cappella e l’organo con 2.500 canne. Per godere a pieno della bellezza dell’esterno dello Schloss Tarasp e del villaggio sottostante ci si può recare al vicino belvedere di Munt-la-Crusch, posto ad una quota di poco inferiore ai 1.500 metri.

D’estate il clima è uno dei punti di forza di Tarasp. Trovandosi ad oltre mille metri di quota, la cittadina presenta condizioni atmosferiche ideali per sfuggire all’afa che attanaglia le pianure in luglio e agosto, quando l’unica insidia è rappresentata dai temporali che si verificano nei pomeriggi più caldi. In compenso, d’inverno fa molto freddo e le temperature sono stabilmente di parecchi gradi sotto lo zero anche in centro abitato da dicembre alla fine di marzo.

L’aeroporto più vicino a Tarasp è quello di Samaden, raggiungibile solo con voli su prenotazione; da qui si può concludere il viaggio a bordo del Trenino Rosso del Bernina che, attraversando incantevoli scenari alpini, consente di raggiungere la stazione ferroviaria di Scuol-Tarasp, capolinea orientale della ferrovia dell’Engadina, gestita dalla Ferrovia Retica. Se viaggiate in auto, fate sempre attenzione alle condizioni metereologiche dei passi più elevati, come quello di Ofen o il Flüela.
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