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Frantiskovy Lazne (Terme di Francesco), benessere in Boemia

Frantiskovy Lazne, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Un bambino nudo è seduto su una sfera e tra le braccia stringe un grosso pesce. È di bronzo e l'intera parte inferiore del suo corpo riluce delle carezze di migliaia di mani di donne. Frantík (Franceschino) è il simbolo di Františkovy Lázně, anche se accanto alla fonte di Francesco si trova ormai la terza copia della statua. Anche se a Frantiskovy Lazne si curano le malattie del cuore, della circolazione e dell'apparato motorio, questo centro termale è famoso soprattutto per la cura delle malattie ginecologiche, compresa l'infecondità.

La cittadina termale racchiusa in una verde corona di parchi sorprende piacevolmente già a prima vista, con la sua veste bianca e gialla e con la prevalente moda in stile impero delle facciate dei palazzi. Dall'epoca in cui sono nate, a metà del XIX secolo, queste terme hanno conservato il fascino dei tempi passati e la dignitosa consapevolezza della propria importanza. È il regno della quiete e dell'agiatezza. Con passo lento si può passeggiare lungo tutto il corso principale, oggigiorno Nazionale, un tempo Imperiale, che crea l'asse della piccola scacchiera urbana, formata da poche vie che si incrociano ad angolo retto. Dall'alto il corso, a partire dall'anno 1962, è chiuso dalla grande fontana (Parobkova) e da qui si può scorgere il margine inferiore dove, al limite del conglomerato urbano e del parco, gorgoglia il cuore termale della città. Laggiù, sulla non vasta area attorno alla piazza, si erge lo stabilimento della fonte di Francesco, poi il bellissimo edificio del policlinico termale e la già menzionata statua di Franceschino. Da qui parte anche il Nuovo colonnato con l'edificio termale che l'amministrazione municipale fece costruire nel 1912. Questo è il vero centro della città ed anche il posto dei suoi albori. Qui, nel mezzo di un acquitrino, da secoli scaturiva quella che un tempo era l’unica fonte minerale conosciuta.

Oggi si chiama sorgente di Francesco. Nei vasti dintorni della medioevale città Cheb scaturivano molte sorgenti, ma quella preferita era l'acqua minerale acidula di acquitrino che sgorgava a circa sei chilometri dalla città. Il battuto sentiero dell'acqua minerale, cui si fa cenno già nel 1406, veniva praticato soprattutto dalle povere donne di Cheb che per tradizione arrotondavano le entrate con la consegna a domicilio di acqua potabile.

All'inizio del XVII secolo alcuni medici di Cheb valutarono quest'acqua curativa e la promettente informazione raggiunse rapidamente le corti reali. Nobili pazienti da tutta Europa cominciarono ad affluire a Cheb, sicché questa città senza sorgenti termali proprie divenne presto un rinomato centro termale. Gli assessori di Cheb non dedicavano troppe cure alla fonte e solamente spinti dalla ricca clientela fecero costruire nei suoi pressi un provvisorio ristorante di legno, dotato di alcune vasche. Questo stato sconsolato durò fino al 1789, anno in cui sopra la fonte, anche per merito del giovane medico B. Adler, venne costruito uno stabilimento in legno. Adler voleva evitare il poco igienico attingere dell'acqua direttamente alla fonte e per questo la fece sbarrare con una grata. Scoppiò così la memorabile rivolta delle donne di Cheb. Una folla di donne furiose, armate di tutto quello che avevano trovato nelle loro case, si mosse verso la sorgente, istigando contro Adler - ladro del loro pane. Le donne demolirono completamente lo stabilimento e poiché l'amministrazione municipale non intervenne contro di loro, continuarono ad esercitare il loro vecchio mestiere di portatrici di acqua. Neanche Adler però si arrese. Due anni dopo la rivolta, a Praga ebbe luogo l'incoronazione di Leopoldo II a re di Boemia. In quell'occasione Adler riuscì a consegnare al nuovo sovrano una lettera in cui gli chiedeva di assumersi personalmente il patrocinio della preziosa fonte.

Questo figlio secondogenito di Maria Teresa era di idee piuttosto moderne e ben presto inviò a Cheb una sua commissione. Questo fatto spaventò gli assessori locali a tal punto che preferirono prendere l'iniziativa da soli ed incaricarono l'architetto Rothesel ad elaborare il progetto per una nuova cittadina termale. Durante la febbrile attività edilizia in corso, Leopoldo II morì e così avvenne che la città non venne dedicata a Leopoldo, ma a Francesco, secondo il nome di suo figlio Francesco I il quale ereditò dal padre non solo la corona, ma anche il patrocinio delle terme. Quando, il 24 aprile 1793, il re approvò l'aspetto definitivo degli edifici termali, questa data venne considerata il giorno della fondazione delle terme e Francesco I il loro fondatore. Al momento della fondazione delle terme, Bernard Adler venne nominato loro primo medico. Divenne così il loro secondo, anche se non proprio ufficiale, fondatore.

Se procediamo lungo il largo Corso nazionale, man mano passiamo davanti a ventiquattro case e palazzi costruiti nel primo decennio dalla fondazione delle terme. Ciascuno ha una propria storia, a volte anche abbastanza eccitante. Per esempio la casa Beseda (numero civico 8) per ben tre volte ospitò l'arciduca Stefano ed una volta l'imperatore Francesco I in persona. Uno dei palazzi più antichi è la casa ai Tre gigli la cui costruzione venne avviata già nell'anno 1793 e più tardi vi venne fondato il primo istituto balneologico locale. Vi soggiornò Goethe, Metternich ed anche il poeta ceco Vítězslav Nezval. Nella Casa sassone (numero civico 11) venne invece in visita la figlia dell'imperatore e futura moglie di Napoleone, Maria Luisa, e presso l'Angelo d'oro si trovava il famoso Caffè Dorfler.

Nella seconda metà del XIX secolo le terme si liberarono finalmente del “predominio" di Cheb e ben presto ottennero lo statuto di città autonoma. In questo felice periodo romantico vennero costruiti numerosi sfarzosi palazzi e ville ed anche quattro chiese.

Nonostante questa bellissima cittadina termale abbia recentemente festeggiato solamente 200 anni dalla sua fondazione, ha già delle leggende locali. Quella più famosa riguarda gli effetti miracolosi della statua di Franceschino che cura l'infecondità. Si dice che questa superstizione venne un tempo diffusa da un fotografo locale che non riusciva a vendere le cartoline con l'immagine di questa statua di bambino. Una saggezza popolare asserisce però che la parte del leone nel curare l'infecondità è sempre spettata alla guarnigione militare qui presidiata. Entrambe queste scherzose dicerie sono proprie di Frantiskovy Lazne allo stesso modo della sua nobile origine imperiale.

Fonte: Ente Nazionale Ceco per il Turismo
Ufficio Stampa - Zuzana Rolna
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 Pubblicato da - 13 Gennaio 2010 - Riproduzione vietata

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