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Pskov (Russia), la città e il suo cremlino sul fiume Velikaja

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  • Cremlino
  • Monastero Mirozhsky
  • Casa-museo Pogankin
Situata nella parte nord-occidentale del paese, all’interno dell’omonimo Coblast (suddivisione amministrativa), sulle sponde del fiume Velikaja, Pskov è una città di 200.000 abitanti che presenta diverse attrattive interessanti. L’insediamento, distante appena una ventina di chilometri dal confine con l’Estonia, si è sviluppato partendo da un cremlino arroccato sul fiume che racchiude una bella cattedrale e diverse altre chiese progettate dai tanti architetti e pittori di icone facenti parte della famosa scuola d’arte locale. Sfortunatamente, la maggior parte delle chiese sono chiuse e non in buono stato di conservazione, ma per consolarsi si può visitare l’interessante Casa-museo Pogankin, nella quale è esposta un’eccellente raccolta d’arte iconografica.

Essendo stata fondata come cittadina di frontiera, Pskov ha una storia costellata di guerre per il controllo della costa baltica. Nel 1240, all’incirca 3 secoli dopo la prima menzione di Pskov su un documento ufficiale, i cavalieri tedeschi dell’Ordine Teutonico la conquistarono in maniera feroce, ma 2 anni dopo furono sconfitti da Alexander Nevsky nella celebre battaglia sul ghiaccio del Lago Peipus. Successivamente, nel XVI secolo, ad assediarla furono i polacchi, mentre il secolo dopo fu il turno degli svedesi. A cavallo tra XVII e XVIII secolo, Pietro il Grande cominciò ad utilizzare Pskov come base navale, idea ripresa dall’Armata Rossa che nei dintorni del centro combatté la sua prima battaglia contro le truppe naziste.

Anticamente il centro di Pskov era circondato da 4 cerchie di mura al centro delle quali c’era il cremlino (krom), sede del potere spirituale dell’insediamento. La sua cinta muraria di pietra e la sua parte meridionale, conosciuta col nome di Città Dovmont (Dovmontov gorod), risalgono entrambe al XIII secolo, mentre la Città Centrale (Sredny gorod), estesa intorno a ulitsa Pushkina, fu costruita nel XIV secolo col fine di ospitare le strutture commerciali. Purtroppo di quest’ultima parte non rimane molto, a differenza delle mura e delle torri ben conservate della Città Esterna (Okolny gorod), edificata tra XV e XVI secolo.

Da non perdere soprattutto la Città Dovmont, che deve il proprio nome ad uno dei primi principi dell’insediamento, dove ammirare le fondamenta di una dozzina di chiese datate tra il XII e il XV secolo. Da qui, attraverso un piccolo passaggio, si accede al cremlino, dove l’assemblea dei cittadini eleggeva i propri sovrani e si decidevano le dichiarazioni di guerra, ed alla Cattedrale della Trinità (Troitsky sobor), all’interno della quale furono sepolti numerosi principi di Pskov. Nei confronti del contesto, costruito con uno stile estremamente sobrio, la cattedrale risalta distintamente grazie alla cupola dorata che vi si erge al centro, risultando visibile fino a 30 chilometri di distanza nei giorni di cielo terso.

Altrettanto straordinario è il Monastero Mirozhsky e soprattutto la sua Cattedrale della Trasfigurazione del Salvatore (Spaso-Preobrazhensk sobor), una chiesa sconsacrata tutelata dall’UNESCO decorata da affreschi del XII secolo. Dopo decenni di danneggiamenti dovuti all’incuria e alle alluvioni, gli affreschi sono stati ottimamente restaurati, ridando lustro alla cattedrale. Seppur sconosciuti, gli artisti che realizzarono questi capolavori erano molto probabilmente greci; questa tesi è avvalorata anche dalla forma architettonica dell’edificio, riconducibile ad una croce simmetrica di matrice greca del XII secolo. Il monastero, inoltre, ospita una scuola di iconografia.
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L’altra grande attrattiva turistica di Pskov è la Casa-museo Pogankin, costruita da un ricco mercante nel XVII secolo con mura spesse fino a 2 metri. Il fabbricato originale ospita diverse serie splendidamente conservate di icone raffiguranti la vita di Cristo in gran parte provenienti dalle chiese del cremlino che sono state chiuse, mentre un altro edificio aggiunto di recente è stato allestito con la vasta collezione del Museo di Storia e d’Arte di Pskov, suddivisa tra primo piano, dov’è collocata l’avanguardia russa rappresentata dai lavori di Petrov-Vodkins, e secondo piano, allestito con opere d’arte del periodo sovietico. Sebbene non sia paragonabile al precedente, il Museo della Ferrovia è una buona alternativa per trascorrere qualche ora in attesa di un treno o di un autobus.

Tra le peculiarità di Pskov un posto di rilievo ce l’hanno i tanti splendidi parchi sparsi in giro per tutta la città. Sotto questo punto di vista, una delle zone più gradevoli e rilassanti è quella che si estende lungo il Velikaja nei pressi del ponticello pedonale e della Chiesa dell’Epifania, poche centinaia di metri a nord della paratia idraulica utilizzata per regolare il livello delle acque del fiume. Da non perdere la decadente Torre Gremyachaya, compresa all’interno di una fortezza del XVI secolo adagiata sulla riva settentrionale, così come il Parco Detskii, meno bucolico ma comunque gradevole in quanto situato in pieno centro e dimora estiva di un gruppetto di giostre per bambini.

Il clima, grazie alla vicinanza alle coste del Mar Baltico, è continentale umido, caratterizzato da inverni meno rigidi rispetto ad altre regioni russe, ma comunque molto lunghi, estati miti e un elevato numero di giorni di pioggia. Il mese più freddo dell’anno è gennaio, quando le temperature oscillano in media tra -3 e -9 gradi, mentre quello più caldo è luglio, contraddistinto da valori medi pari a 23 e 13 gradi. In linea generale, l’inverno si protrae da novembre all’inizio di aprile, ma per parlare di estate e quindi di temperature superiori ai 20 gradi occorre aspettare giugno. Le precipitazioni, nevose per buona parte dell’anno, sono distribuite in maniera piuttosto uniforme su tutti i 12 mesi per un ammontare complessivo mediamente superiore ai 600 mm di pioggia.

Come arrivare? La stazione ferroviaria, di piccole dimensioni e priva di grandi servizi, consente di raggiungere senza cambi la stazione Vitebsk di San Pietroburgo, distante 6 ore circa, solo con viaggi notturni, mentre di giorno è necessario cambiare a Luga. Altri treni rigorosamente notturni si dirigono ogni giorno a Mosca, raggiungibile in poco meno di 12 ore, e Riga, in Lettonia. Le coincidenze ferroviarie sono meno buone se si vuole andare a Novgorod, ma dalla stazione degli autobus, poco distante da quella ferroviaria, partono ogni giorno un paio di mezzi che impiegano all’incirca 4 ore e 30 per coprire i 210 chilometri che separano le due località. Ancor più frequenti sono i collegamenti da/verso Pushkinskie Gory e Pechory.
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