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Rostov Velikij, la Grande. In Russia tra maestria artigianale e fastosi palazzi

Rostov Velikij, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Centro manifatturiero (tessile) e capoluogo di distretto, Rostov Velikij meglio conosciuta semplicemente come Rostov (da non confondere con Rostov sul Don), è situata sul lago Nero, sulla strada per Jaroslavl'. Città che nei tempi scorsi costituì un centro così importante da essere quasi al pari di Mosca, oggi Rostov Velikij è meta di turismo nazionale e internazionale, ammirata per i suoi molteplici edifici e per la zona del Cremlino, con strade che si aprono a ventaglio abbracciando tutta la città.

La tradizione, desunta dalla Cronaca dei Tempi Passati (codice del XII secolo), fa risalire la fondazione della città all'862. L'indagine archeologica ha però accertato che nell'VIII secolo si insediò qui il popolo "merja" ugro-finnico. Quando si impose la potenza della Rus' di Kiev, Rostov ne divenne vassalla, governata dai figli di Vladimir: Jaroslavl' il Saggio e poi Boris, vi introdussero il cristianesimo nonostante la violenta opposizione della popolazione, culminata nell'uccisione del vescovo.

Rostov conobbe un periodo di grande prosperità a metà del'XII secolo sotto Jurij Dolgorukij, signore delle terre di Suzdal', dove risiedeva. Una signoria che, nel territorio di Rostov, il gran principe doveva condividere con le salde istituzioni politiche locali: i boiari infatti governavano tramite l'assemblea cittadina e si sarebbero opposti a un'ingerenza eccessiva del gran principe negli affari locali.

All'inizio del XIII secolo Rostov divenne principato autonomo: era una grande città (da cui l'appellativo di "Velikij" la grande) con splendidi edifici, un esercito e un proprio artigianato, ma già nel 1212, per una lotta tra principi ereditari, il dominio si frazionava nei tre principati di Rostov, Jaroslavl' e Uglic. A mutare la situazione politica fu l'invazione mongola del 1238: sotto l'Orda d'Oro Rostov mantenne il suo prestigio e fu più volte promotrice di ribellioni. Quando il paese si riorganizzò dopo la cacciata Tataro-mongola, Mosca aveva ormai assunto il ruolo di capitale.

Rostov restò tuttavia una città molto potente, soprattutto tra il XVI e il XVII secolo, quando i suoi vescovi ottennero dapprima il titolo di arcivescovi e in seguito metropoliti, sottomessi quindi solo al patriarca della chiesa ortodossa russa. La ricca diocesi di Rostov, che possedeva centinaia di villaggi, servi e manifatture, compì allora la ricostruzione e il completamento dei grandi complessi architettonici in pietra, quelli cioè giunti fino a noi.

Quando, nel XVIII secolo, lo Stato nazionalizzò le terre della Chiesa, Rostov perdette gradualmente importanza; tanto più che la cattedra del metropolita era stata trasferita da Rostov a Jeroslavl', capoluogo del governatorato. Nel 1953 un forte uragano causò gravissime distruzioni all'antica Rostov: la riparazione dei danni divenne occasione per il ripristino degli edifici storici, primo fra tutti il Cremlino, che fu ricostruito integralmente nelle forme del XVI-XVII secolo.

Il Cremlino ha pianta rettangolare circoscritta dalle possenti mura bianche intervallate da torri. Nella parte nord si trova la Cattedrale dell'Assunzione; al centro si trova il Cortile del Metropolita circondato da chiese infine, a sud, si trova il Giardino del Metropolita più altri palazzi. Gli edifici del Cremlino ospitano inoltre, nell'attualità, le collezioni del museo nazionale.

La Cattedrale dell'Assunzione è la più bella e imponente del complesso. Sorta sull'area della primitiva chiesa di Rostov, più volte ricostruita, è di massicce forme quattro-cinquecentesche, con il tradizionale coronamento di cupole su alti tamburi sovrastati da archetti pensili. La facciata mostra un motivo che sembra ondulato grazie alle lesene, mentre le porte di ponente sono decorate da maniglie in ferro a forma di maschere leonine, del XII secolo. Delle decorazioni a fresco dell'interno invece, rimangono alcuni frammenti sopravissuti ad un incendio.

Accanto alla Cattedrale dell'Assunzione si leva il caratteristico Campanile a vela, fatto costruire nel 1682-87 dal metropolita Iona Sysoevic, il "gran costruttore" del Cremlino di Rostov. Le 13 campane, pregevoli esempi dell'arte fusoria russa del XVII secolo, sono rinomate in tutto lo Stato per la limpidezza dei suoni, di cui si avvalse per le sue composizioni, anche Berlioz. Esiste un repertorio classico cui ogni gruppo di esecutori dà un tocco particolare e, ogni scampanio, ha una specifica denominazione. In Russia non è la campana a dondolare, bensì il battaglio: per questo i fonditori potevano creare campane gigantesche che consentivano un'ampia gamma di tonalità.

Nei dintorni sono da segnalare anche altri due edifici meritevoli: la Chiesa della Risurrezione, costruita nel 1670, molto interessante per gli affreschi (attribuiti ai pittori di Jeroslavl' ossia Sevostjan Grigor'ev e suo figlio Lavrentij) e la Chiesa di San Giovanni il Teologo, affine alla precedente per architettura. Entrambe hanno ai tre lati una galleria coperta, cinque cupole sul tetto, due piccoli campanili sul muro e torri rotonde sui fianchi.

Un caso singolare invece è quello della Chiesa della Vergine Odigitria, che faceva parte di un refettorio e si distingue notevolmente dalle altre più antiche del Cremlino, per proporzioni ed elementi decorativi. Infatti, il suo interno presenta raffinati ed eleganti stucchi di stile barocco moscovita.

Nella parte invece più sud-orientale del Cremlino, dove si trovano edifici per lo più adibiti ad abitazioni o servizi, spicca la Chiesa della Trasfigurazione del Vestibolo, del 1675. È un piccolo edificio a forma di cubo, coperto da una cupola dorata a cipolla e con un interno sfarzoso nella decorazione. Gli affreschi furono eseguiti nel XVII secolo da Timofej Jarec (artista locale), Dmitrij Stepanov di Vologda e Ivan e Fedor Karpov, di Jaroslavl'. Notevoli le maniere in cui è stato interpretato il Giudizio Universale.

Interessanti dal punto di vista architettonico anche gli altri edifici del Cremlino. Per esempio il grande Palazzo Bello del 1680, che fu costruito per accogliere gli zar e il loro seguito: l'edificio, quasi completamente rifatto nel corso dei lavori di restauro, ospita oggi un ostello della gioventù. Altro esempio importante è il Palazzo di Samuele (o del metropolita), oggi sede del Museo di Rostov. Questo polo nel 1909 divenne statale, ampliando notevolmente le collezioni di sua pertinenza. Il museo promuove attività scientifiche e espone mostre itineranti di arte russa antica.

Ulteriori complessi sono poi la Chiesa di San Salvatore al Mercato, chiamata così perché attorniata dalle botteghe dei mercanti; la Chiesa di Sant'Isidoro uno dei più mirabili monumenti architettonici di Rostov per le influenze moscovite; l'ex Monastero Avraamiev uno dei più antichi della città; la grande Cattedrale dell'Epifania, esteticamente e internamente elegantissima; il Monastero del Salvatore di Jakov, conosciuta per le possenti torri e infine, la Chiesa di San Giovanni Teologo, interamente rivestita di legno.

Anche Rostov Velikij o Veliky, fa parte delle città che costituiscono l'Anello d'Oro. Si tratta di una testimonianza importantissima, che attesta l'arte russa, concentrata appunto in importanti edifici ma soprattutto in un passato storico decisamente consistente, che ha determinato i tratti moderni delle città facenti parte del circuito tra cui Rostov, la più temeraria, riuscita a sopravvivere nonostante i ripetuti assalti, rappresentando oggi un centro florido meraviglioso.
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 Pubblicato da - 23 Agosto 2015 - Riproduzione vietata

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