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Judenburg, guida turistica alla cittÓ dell'Austria

Un intreccio di culture, che col passare dei secoli si sono incontrate e confuse tra loro. Un caleidoscopio di atmosfere diverse: da un lato la bellezza algida dell’Austria, coi suoi panorami montani, l’aria tersa e i tetti appuntiti; dall’altro quel sapore un po’ mediterraneo, solare e spensierato, ereditato dagli antichi commerci coi veneziani, quando la cittadina era un importante nodo commerciale tra Vienna e la Serenissima. Questa è Judenburg, località austriaca di 10 mila abitanti della Stiria, capoluogo dell’omonimo distretto. Modernità e tradizione si fondono in questa oasi di pace tra i monti, dando vita a un centro animato, vivace, sempre pronto a regalare divertenti momenti di festa.

Fondata nel lontano 1074, Judenburg nacque come avamposto degli ebrei che commerciavano con le zone d’oltralpe: ecco perché il toponimo significa letteralmente “Castello degli Ebrei”. In seguito, nel 1277, la cittadina ottenne il diritto di riscuotere i pedaggi, crebbe costantemente ed acquisì sempre maggiore importanza, diventando un nodo commerciale di spicco per il commercio del ferro e della valeriana. Alla fine del Quattrocento l’imperatore Massimiliano d’Asburgo provvide all’espulsione di tutti gli ebrei dalla Stiria, segnando la loro scomparsa dalla città, e durante la Seconda Guerra Mondiale sorgeva proprio nelle vicinanze un sottocampo di concentramento di Mauthausen.

Ancora oggi Judenburg rappresenta un fiorente centro commerciale e industriale, ma non mancano alcune testimonianze storiche degne di nota, rappresentate da monumenti e luoghi di culto. Tra gli edifici più rappresentativi della città c’è il campanile, fondato nel Millecinquecento e oggi occupato dal planetario più innovativo d’Europa, comodamente accessibile grazie all’ascensore di vetro panoramico oppure, per chi preferisce i metodi tradizionali, mediante i 256 gradini dell’apposita scala. Con i suoi 75 metri d’altezza è il campanile solitario cittadino più elevato dell’Austria e comprende una bella galleria, situata a 42 metri d’altezza, da cui si ammira una veduta splendida dei tetti di Judenburg e del paesaggio intorno.

Da vedere anche la parrocchiale, in stile barocco, con le pregevoli lesene, le ricche cappelle laterali e le decorazioni a stucco che la rendono un vero gioiello della storia dell’arte. Contiene un’opera di particolare pregio, la cosiddetta “Madonna di Judenburg”, realizzata nel 1420 a grandezza naturale in pietra calcarea. Nel cuore della città ci si imbatte invece nel Monastero e Chiesa dei Gesuiti, entrambi fondati nel 1364, che formano un grande complesso a quattro ali.

Ma i dettagli interessanti non finiscono qui. Meritano una visita il Museo Punch, dedicato alla storia dell’automobile, il museo civico con i suoi documenti storici, la dimora borghese Körblerhaus con il portale ad arco e il grazioso cortile e infine la chiesa di Santa Maddalena, con splendidi affreschi e colorate pitture su vetro.

Tra le manifestazioni che animano la vita cittadina ci sono il Festival delle Piccole Città Storiche di fine giugno, che dura tre giorni e comprende concerti, spettacoli all’aperto, rievocazioni storiche medievali e tanti giochi per i bambini; in agosto c’è il Festival Culturale Estate di Judenburg, mentre nel periodo invernale il centro si illumina grazie alla bancarelle del caratteristico Mercatino di Natale, mentre l’aria si riempie di profumi speziati e musiche tradizionali natalizie.

Il clima che vi accoglierà a destinazione è quello tipico delle regioni fredde, con inverni rigidi e spesso nevosi e estati miti, piacevolmente frizzanti e gradevoli per passeggiare all’aria aperta. Le temperature medie di gennaio vanno da una minima di -5°C a una massima di 1°C, mentre in luglio e agosto si va dai 14°C ai 25°C. Le precipitazioni si concentrano soprattutto in estate, quando piove mediamente per 15 giorni al mese.

Per arrivare a Judenburg si può contare su efficienti vie di comunicazione, grazie alla vicinanza di località importanti e ben servite. Chi viaggia ai aereo può atterrare all’aeroporto di Graz, a un centinaio di chilometri di distanza, mente chi usa l’auto e viene dall’Italia, da Udine, deve percorrere la A23 e la A2 fino a Graz, poi imboccare la A9 e infine la S36 fino alla meta.
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 Pubblicato da - 13 Maggio 2011 - ę Riproduzione vietata

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