Cerca Hotel al miglior prezzo

Le foto di cosa vedere e visitare a Glastonbury

Glastonbury (Inghilterra): la Tor di Avalon, l'Abbazia e il Festival

Pagina 1/2

Nella terra dei miti e delle leggende, sorgono copiose le cittadine che narrano il tempo parallelo alla storia appassionando sognatori e ricercatori. Tra queste favella Glastonbury, chicca urbana della contea del Somerset in Inghilterra (30 km a sud di Bristol nel distretto di Mendip), popolazione ca. 8.000 abitanti.

L’assonanza con l’altrettanto celebre Canterbury (ricordate i “racconti” di Chauser?) non a caso la accomuna anche sotto il profilo del bagaglio mistico conferendole un’importanza pressoché assoluta in afferenza alle dinamiche proprie della cristianità inglese.

Glastonbury compare nei libri che indagano dal profondo le gloriose gesta di re Artù con i suoi cavalieri della tavola rotonda, la ricerca infinita del Santo Graal, l'isola di Avalon, e l’affascinante mistero degli antichi druidi. E proprio qui si troverebbe la tomba di King Arthur, uno dei luoghi della leggenda di Re Artù.

Glastonbury Tor

Fra le verdi vallate disegnate dall’ignota mano dei crop circle (i famigerati cerchi nel grano di improbabile matrice aliena), il centro urbano si dilata, ramifica come benigna metastasi che avvolge colline, in particolare la Glastonbury Tor (corredata di torre - ch’è quanto rimane della Chiesa di Saint Michael, la cui unica parola è affidata all’affresco raffigurante San Michele che pesa le anime dei defunti su un’enorme bilancia – e pozzo del calice, il Chalise Well, meta di pellegrinaggio per l’acqua curativa potabile), illusoriamente persa fra le sinuose ridondanze della pianura cucita con ago e filo congiungente, lo si è detto, i passati aneliti arturiani, il calice cristiano e Giuseppe d’Arimatea, con il quale alcuni teologi affermano che un Gesù ancora bambino visitò queste terre: un momento glorificato dai versi nobili ed eleganti del Jerusalem composto dal celeberrimo poeta William Blake.

Si narra altresì che lo stesso Giuseppe approdò qui con una nave e sancì la nascita della Glastonbury Tor e della prima chiesa inglese (dove venne custodito il Sacro Calice fin dopo la morte del Messia) sopra una palude divenuta poi l’isola che non c’è, la scintillante Avalon, che quindi corrisponderebbe alla Glastonbury Tor, luogo finale di sepoltura della reale coppia formata da Artù e Ginevra.

Glastonbury Abbey

Vi sarebbe oggi nel punto in cui tutto cominciò un secolare biancospino (Glastonbury Thorn, usualmente indicato come il bastone dell’Arimatea, reliquia conosciuta con il nome di “Spina Santa”) in grado di fiorire ogni Natale tra le rovine della Glastonbury Abbey, il massimo munumento zonale sorto sui resti del vetusto monastero benedettino risalente al VII secolo.
... Pagina 2/2 ...

Altre attrazioni da vedere

Tra le varie vestigia emergono la Lady Chapel, la Saint Patrick Chapel e, più nei dintorni abbaziali, la Chiesa di Saint John in stile gotico con tetto ligneo quattrocentesco. Molto interessante è il primo nucleo abitato, cioè la parte antica della cittadina coincidente con l’area museale archeologica conosciuta come Lake Village, sito foriero di numerosi reperti databili fra il III e il I secolo a.C. Se di storia si torna a parlare, come non citare nuovamente la Glastonbury Tor?

Intorno a essa venne scoperto, udite udite, un intricato labirinto a spirale e riscontrato uno strano allineamento attraverso una linea (annoverata fra le principali ley lines mondiali) disposta diagonalmente – la Saint Michael Line – e capace di collegare diversi santuari britannici, Burrowbridge, il Tempio di Avenbury, Roche Rock e, ancora, Carn Brea, Saint Michael’s Mount e la Chiesa di Ogbourne.

Il Festival di Glastonbury

A 10 km da Glastonbury, precisamente a Pilton, si svolge ogni anno nell’ultimo weekend di giugno il Glastonbury Festival of Contemporary Performing Arts, una cinque giorni in cui impera una laboriosa rassegna di musica e spettacolo molto simile per carattere e spirito di ribellione al leggendario ritrovo di Woodstock: l’edizione del 2005 registrò un picco di 150.000 partecipanti e ben 385 eventi live. Un primo focolaio della manifestazione si ebbe nel lontano 1914, ma decollò effettivamente nel 1970 con l’originario nome di Pilton Pop, Blues & Folk Festival allestito presso la Worthy Farm da Michael Eavis. Al GFCP è stato dedicato nel 2006 un rockumentary (documentario sul genere rock) intitolato per l’appunto “Glastonbury”.
Glastonbury compare nel romanzo best-seller di Dan Brown "Il codice Da Vinci".

Come arrivare

In auto da Londra, percorrere la M3, poi la A303 e la A37; il servizio ferroviario è gestito dalla Wessex Trains e la stazione più vicina si trova a Castle Cary; le tratte bus sono curate dalla National Express, che collegano anche l’aeroporto di Londra con la cittadina.


close