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Calatayud: la città, il centro storico mudéjar e i suoi 5 castelli

Alle spalle di Calatayud, nel nord della Spagna poco lontano da Saragozza, si scorge il profilo delle montagne. Popolata da circa 22 mila abitanti, capoluogo della Comunidad de Calatayud, è una delle località più interessanti dell’Aragona. Un po’ per il paesaggio variegato dei dintorni, ricamato di fiumi, uliveti e coltivazioni, ma soprattutto per l’atmosfera orientale dovuta all’architettura mudéjar, per le tradizioni di una volta ancora vive e i sapori decisi della sua cucina.

È un piacere scoprire la storia di Calatayud attraverso monumenti, palazzi, feste di interesse turistico nazionale e tavole imbandite. Gli amanti della buona cucina apprezzeranno i piatti a base di cipolle dolci, borragine, insaccati e formaggio fresco, accompagnati dagli ortaggi coltivati nelle valli dei fiumi Jiloca e Jalòn e innaffiati col buon vino locale. Poi, dopo un’appagante mangiata, si potrà cominciare l’esplorazione di questa città moderna ma antica, fondata dai romani e inizialmente battezzata Bilbilis. Fiorente e traboccante di ricchezze in età romana, quando diede i natali a personaggi del calibro di Marziale, venne conquistata dai mori all’inizio dell’VIII secolo e fu dotata del Castello di Ayub, che più tardi avrebbe dato il nome all’attuale Calatayud.

Proprio il castello arabo domina la città. Si trattava, a dire il vero, di un complesso di cinque castelli, di cui restano alcuni frammenti di mura e due torri a pianta ottagonale. Ma l’impronta araba si intravvede in molte altre costruzioni cittadine, specie quelle in stile mudéjar, ovvero lo stile cristiano che dopo la Reconquista ha mantenuto alcuni tratti tipicamente orientali, generando un affascinante connubio di generi.

È il caso della Collegiata di Santa Maria, fondata nel Milletrecento e dichiarata Monumento Nazionale, che oltre allo stile mudéjar dell’abside e del chiostro, a pianta rettangolare, presenta caratteri rinascimentali e barocchi. Tra Quattro e Cinquecento venne aggiunta la torre a base ottagonale, simile a un minareto, e il capitelli barocchi dell’esterno sono del Millesettecento, accostati a decorazioni geometriche in mattoni.
Altro esemplare mudéjar è la trecentesca Iglesia de San Pedro de los Francos, ma il vero capolavoro, nonché rappresentante più antico di questo genere architettonico, è il Santuario di Nuestra Señora de la Peña, cominciato a metà del Trecento, terminato un secolo dopo e rimaneggiato nel corso del Novecento.

Altri edifici di culto – a Calatayud abbondano – sono la chiesa di San Juan, abbellita dalle tele di Goya, la Collegiata del Santo Sepulcro in stile gotico, corredata di biblioteca e antiche scuderie, e la chiesa parrocchiale di San Andrés, nella piazza omonima, risalente al XV secolo. Anche questo edificio, come la Collegiata, è stato dichiarato Monumento Nazionale e vanta un’imponente torre mudéjar a sezione ottogonale, dall’esterno riccamente decorato.

Per completare il tour visitate il Museo di Calatayud, custode di reperti archeologici appartenuti all’antico insediamento romano di Bilbilis. È un ottimo modo per approfondire la conoscenza della storia cittadina, anche se il sistema più divertente e appassionante per avvicinarsi alle tradizioni locali rimane la frequentazione di qualche festa o manifestazione. Se siete delle “buone forchette” e non disdegnate un buon calice di vino non perdete TapeanDO, appuntamento culinario annuale che si propone di diffondere i sapori della gastronomia aragonese e i vini di Denominazione di Origine Calatayud. I festeggiamenti, che si svolgono in marzo, durano un weekend e prevedono concorsi di cucina, soprattutto di preparazione delle “tapas”, degustazioni e intrattenimenti per bambini.
Nel periodo pasquale partecipate alle celebrazioni della Semana Santa, inaugurate a Calatayud nel XV secolo e considerate tra le più antiche di Spagna, e in agosto partecipate alla Festa di San Rocco. Entrambe le manifestazioni sono state dichiarate di interesse turistico nazionale.
Infine le feste patronali dedicate alla Virgen de la Peña si celebrano nella prima metà di settembre.

Nei dintorni di Calatayud il divertimento continua. A Mara, a una quindicina di chilometri di distanza, la rievocazione storica “Vulcanalia” si svolge il sabato più vicino al 23 di agosto, che nell’antico calendario romano corrispondeva al giorno di Vulcano. Nell’anno 153 a.C., in tale data, l’esercito romano guidato da Nobiliore sconfisse in una sanguinosa battaglia un ingente schiera di celtiberi nei pressi della città di Segeda. La festa riproduce le fasi del combattimento ma prevede anche un mercato celtibero e una gara di cucina.

In più la regione circostante è costellata di località interessanti. Alcune presentano altri monumenti in stile mudéjar, come Maluenda, Tobed, Torralba de Ribota o Ateca; Ariza ha un bel quartiere ebraico, Daroca conserva le mura arabe e a La Almunia de Doña Godina sorge la casa natale dell’artista Francisco Goya.
Le attrazioni naturali più belle sono le cascate e i cunicoli sotterranei presso il Monastero di Piedra, immerso in una vegetazione lussureggiante, e la laguna di Gallocanta gremita di uccelli migratori.
Infine, per una tappa di meritato relax, visitate le terme di Alhama de Aragón, Paracuellos de Jiloca o Jaraba.

Il clima della Valle del Jalòn è ideale per le passeggiate e la vita all’aria aperta, di tipo mediterraneo continentale, con inverni freddi e estati calde: le temperature medie di gennaio vanno infatti da una minima di 0 a una massima di 9°C, e quelle di agosto variano tra i 16 e i 30°C. Le precipitazioni si concentrano nel periodo primaverile.

Raggiungere Calatayud non è difficile, poiché sorge in posizione strategica per quanto riguarda le vie di comunicazione nazionali. L’autostrada A2 la collega a Madrid e Barcellona, cui si arriva comodamente anche in treno, e l’aeroporto internazionale di Saragozza è a soli 83 km.

Una volta giunti a destinazione potrete reperire ulteriori informazioni utili presso l’Ufficio de Turismo situato in Plaza de Santa Teresa n.3, accanto al Museo Municipal, aperto dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 16.00 alle 20.00. Per maggiori informazioni visitate www.calatayud.es.
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