Cerca Hotel al miglior prezzo

Il Nord della provincia di Burgos: cosa vedere

Vallate fitte e freddi altopiani, intreccio di storia e cultura, contrasti che rendono possibile la pratica di varie attività: sci, trekking, canottaggio, ecc. Il punto di partenza dell'itinerario è Miranda de Ebro, importante nodo di comunicazione, seconda a Burgos in quanto a popolazione. Eretta sulle sponde del fiume, sin dall'antichità è stata punto di passaggio delle comunicazioni che dalla Spagna raggiungono il resto d'Europa. Tra le sue bellezze vanno annoverate la chiesa di Santa María de Altamira, quella di San Niccolò o dello Spirito Santo il cui frontespizio attesta la transizione verso il gotico.

Seguendo il tracciato della N-1 si giunge al Condado de Treviño con scorci di ineguagliabile bellezza come La Puebla de Arlanzón la cui chiesa ospita un retablo gotico del sec. XVI. Treviño, capoluogo della contea, è sede di un'incantevole chiesa gotica, mentre a San Vicentejo de Treviño e Laño si possono visitare, rispettivamente, una cappella romanica e un romitorio scavato nella roccia. Da Miranda de Ebro, in direzione di Oña sulla N-1, si passa per Pancorbo, posto in una bella gola alle falde dei monti Obarenes. Successivamente, si abbandona la strada per imboccare la N-232 e giungere così a Busto de la Bureba e da qui, attraverso strade locali, alla Valle de Tobalina dove, in prossimità del fiume, dall'alto di un promontorio spicca, altera, Frías. Sorse nel sec. IX grazie al piano di ripopolamento della vallata messo a punto da Alfonso XIII, teso a rafforzare la frontiera tra la Castiglia e la Navarra.

Dal castello eretto sul ciglio di un costone roccioso, si gode un panorama davvero unico. Nel vecchio centro storico, di stampo medievale, spiccano la chiesa di San Vicente, che risente tuttora dell'assenza del frontespizio romanico fatto trasferire a New York e il convento di Santa María de Vadillo. Nei pressi dell'abitato, un bel ponte medioevale munito di torre di difesa si specchia nelle acque dell'Ebro.

Trespaderne, sulla N-629, è il centro commerciale di questa zona. Da qui la strada prosegue fino a Merindad de Valdivieso, con abbondanti dimore patrizie e chiese storiche di sicuro interesse. Medina de Pomar offre al visitatore un suggestivo complesso architettonico con varie chiese: quella gotica di Nuestra Señora del Rosario; la chiesa di Santa Cruz, i cui lavori vennero avviati nel sec. XIII; i conventi di Santa Clara del sec. XIV e di San Pedro de la Misericordia; cinte murarie, l'ospedale della Veracruz e la fortezza (alcázar) dei Velasco, con torri merlate, anch'essa del sec. XIV.

Proseguendo sulla N-629, si raggiungerà Bercedo mentre la C-6318 porterà a Valle del Mena, vallata sempreverde e irrigata dalle acque dei fiumi che si gettano nel Mar Cantábrico. Vi si mette in risalto Villasana de Mena, che vanta un ricco complesso monumentale: il convento di Santa Ana, il torrione dei Velasco, la casa di Sancho Ortiz, ecc. A Vallejo de Mena è d'obbligo visitare la chiesa di San Lorenzo, dei secc. XII-XIII, commissionata dall'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme e a Siones la chiesa romanica di Santa María del sec. XII.

II viaggiatore che disponesse di tempo a sufficienza, potrà spingersi fino a Berberana per ammirare il Monte de Santiago, dichiarato monumento naturale, che si staglia davanti al passo di Ortuña e dal cui rifugio si può partire alla volta del belvedere del Salto del Nervión. Qui colpirà certamente il meraviglioso paesaggio carsico della Sierra Salva sebbene a sorprendere infinitamente di più sarà la cascata di oltre 300 metri.

Si raggiunge quindi Espinosa de los Monteros, situata alle falde della Sierra de Somo dalle ricche testimonianze storiche: chiese di San Niccolò e Santa Cecilia; palazzi dei Velasco e del marchese di Chiloeches nonché numerose case signorili. A circa quindici chilometri, si trova la stazione sciistica di Lunada (tel. 947 12 00 02).

Prendendo la C-6318 a Espinosa de los Monteros si giungerà a Ojo Guareña, il maggior complesso carsico di Spagna, con oltre 100 chilometri di gallerie sotterranee, situato nei comuni di Merindad de Sotocieva, Merindad de Montija ed Espinosa de los Monteros. E stato dichiarato monumento naturale nel 1996. Nel comune di Cueva, una delle attrazioni maggiori è la cappella e la Grotta di San Bernabé dove la presenza umana e la fede religiosa non sono mai venute meno sin dalla preistoria. Per le visite con guida, rivolgersi all'ufficio informazioni del monumento naturale di Ojo Guareña (tel. 947 13 87 70). Villarcayo è uno dei maggiori centri abitati settentrionali. Parzialmente distrutto durante le guerre carliste, conserva la cappella di San Rocco del sec. XVIII, il museo-monastero di Santa María la Real de Vileña e alcune case signorili.

A Sedano si giunge valicando il Puerto de la Mazorra, da dove si potranno ammirare ampi panorami sulla Merindad de Valdivieso, oppure imboccando la strada più agevole che, costeggiando l'Ebro, conduce ad abitati e paesaggi incantevoli come Pesquera de Ebro, Escalada, complesso storico-artistico, e ancora Orbaneja del Castillo, fra i più pittoreschi della provincia ripopolato, a quanto sembra, dagli mozárabes (cristiani di Spagna sotto il dominio musulmano) e Covanera, accanto al cañón di Rudrón e al suggestivo "Pozo Azul".

Sedano, principale centro abitato dell'antica "signoria Honor de Sedano”, vanta un affascinante complesso urbano in pietra. Nei dintorni non mancano attrazioni singolari quali il celebre gruppo di dolmen, Moradillo de Sedano, con una chiesa romanica risalente al 1188 e Gredilla de Sedano, anch'essa con chiesa romanica del sec. XII. In direzione di Poza de la Sal, il Páramo de Masa offre agli occhi del visitatore un paesaggio squallido caratterizzato da formazioni rocciose sottoposte all'azione erosiva del vento. Nei pressi di una valle sorge Poza de la Sal che polarizzò l'interesse di romani, visigoti, arabi, ecc. Di quanto rimane dell'epoca gloriosa, tralasciando le saline, si avrà modo di ammirare le rovine di un castello, alcune case signorili, ecc.

Oña, celebre abitato sin dai tempi di Fernán González, crebbe e si sviluppò all'ombra del Monastero di San Salvador godendo della prerogativa reale. Oltre all'Arco de la Estrella, alla cinta muraria e alla chiesa di San Juan, è d'obbligo visitare la chiesa di San Salvador, che conserva alcune vetrate romaniche e un arco gotico-mudéjar. L'interno dà prova di una grande ricchezza decorativa: ricordiamo il pantheon reale dove riposano le spoglie di Sancho el Mayor de Navarra e Sancho García. Nella stagione estiva, vi si rappresenta il Cronicón (cronistoria) di Oña. Il chiostro del sec. XVI è opera di Juan de Colonia. Nel 1387 a Briviesca, capoluogo della Bureba e di origini romane, si tennero le Cortes de Castilla (assemblee generali). Il tracciato urbano è formato da un reticolo perfetto, a imitazione di quello di Santa Fe di Granada.

Tra gli edifici, spicca la chiesa collegiale di Santa María, quella di San Martín del sec. XVI e il convento di Santa Clara. II santuario di Santa Casilda del sec. XVI, ospita una statua della santa, opera di Gil di Siloé.

Fonte foto, cortesia:wikipedia
Autori:Príamo, DBP - Mr. Benq

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
Milano 02/72004617 - Roma 06/6783106
Visita Spain.info
 
  •  
close