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Le foto di cosa vedere e visitare a Cuenca

Cuenca (Spagna): il centro storico, la Casas Colgadas e la Cittą Incantata

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Cuenca si aggrappa al paesaggio spagnolo con la tenacia di un’opera d’arte immortale. Appollaiata tra i 900 e i 1000 metri di altitudine, a bordo di uno sperone roccioso, Cuenca è capoluogo dell’omonima provincia nella comunità autonoma di Castiglia – La Mancia, nella parte centro-orientale della Spagna. Nel 1996 il centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, e non è difficile capire il perché: il cuore della città, che complessivamente conta circa 56 mila abitanti, corrisponde all’antico borgo di Kunka e si estende in cima a un cucuzzolo panoramico tutt’intorno a un castello arabo, in un intreccio pittoresco di viottoli e case sospese nel vuoto. La Cuenca moderna, ai piedi della città vecchia e divisa da quest’ultima dal corso del fiume Huécar, si spalma sulla pianura dello Jùcar, ampliandosi anno dopo anno.

L’architettura del centro storico testimonia le antiche origini e la dominazione di vari popoli nel corso dei secoli. Fondata dai romani, assediata dai mori in epoca medievale e riconquistata nel 1177 dal re di Castiglia Alfonso VIII, divenne sede vescovile e intorno al 1250 fu innalzata al rango di città. Da quel momento Cuenca attraversò un periodo particolarmente fiorente, segnato dalla costruzione della cattedrale, che però fu gravemente danneggiata all’inizio del Novecento e ricostruita in stile neogotico.

La cattedrale di Nuestra Señora de Gracia, edificata su una preesistente moschea, si trova in Plaza Mayor ed è inconfondibile coi suoi elementi gotici, rinascimentali e barocchi, incorniciata da dimore nobiliari con finiture in ferro battuto e balconi di legno, spesso adibite a botteghe al piano terra. Per raggiungere questa piazza, su cui sorge anche il Municipio, si attraversa la graziosa Piazza de la Merced, con la chiesa e il convento della Merced e il seminario di San Juliàn.

Alle spalle della cattedrale si imbocca la strada che conduce al vero tesoro di Cuenca. Sono le case sospese, las casas calgadas, risalenti al XV secolo e ormai diventate il simbolo della città. Su un’ansa del fiume Huécar se ne stanno tre edifici letteralmente avvinghiati alla roccia, affacciati sullo strapiombo come continuazioni del paesaggio, che un tempo ne era costellato. Oggi resta questo trio, che in una sezione ospita il Museo di Arte Astratta Spagnola e la cui parte sinistra è detta “Casa della Sirena”.

Tra i luoghi di culto di Cuenca c’è la bella chiesa di San Filippo Neri, progettata dall’architetto José Martín de Aldehuela e costruita nel 1739 col finanziamento di don Álvaro Carvajal y Lancáster, l’arcidiacono di Moya. È un’architettura sobria ed elegante, con pianta a croce latina e un’unica navata, semplice all’esterno ma molto ricca all’interno, con cappelle laterali, capitelli e cornici decorate secondo il gusto rococò.
Sul lato opposto della piazza del Carmen potrete salire in cima alla Torre de Mangana; a pochi passi da qui sorge poi il Museo della Scienza, dedicato alla storia dell’astronomia dal tempo degli egizi all’età moderna.

Altre chiese interessanti si trovano nel punto più alto di Cuenca, protese verso il cielo e il panorama della Castiglia- La Mancia. Da vedere quelle di San Pedro, San Nicolàs e San Miguel e l’eremo di Nuestra Señora de las Angustias. Quest’ultimo è in posizione particolarmente suggestiva, al culmine di un viale cui si accede mediante Via Pilares; dedicato alla patrona della diocesi, il piccolo edificio dai tratti popolari fu costruito nel Seicento e oggi è protagonista di pellegrinaggi e cerimonie devozionali. Tradizionalmente chi lo visita il Venerdì Santo si inchina a baciare il mantello della Madonna.

... Pagina 2/2 ... Il Venerdì Santo è solo uno dei momenti di festa che precedono la Pasqua, particolarmente sentita in tutta la Spagna e celebrata con grande solennità: anche Cuenca, in occasione della Semana Santa, si riempie di fedeli e diventa scenario di processioni sacre. Un altro appuntamento importante è la Settimana della Musica Religiosa, dichiarata di interesse turistico nazionale, che si svolge in concomitanza alla Semana Santa e riempie di musica le chiese più belle della città, con il contributo di musicisti, musicologi o semplici appassionati.

Durante le feste – e non solo –non perdete l’occasione di assaggiare le delizie culinarie del territorio. In ogni ristorante potrete ordinare i piatti della tradizione pastorale, come l’ajoarriero (il guazzetto di merluzzo), il morteruelo (una sorta di paté servito caldo) e gli zarajos (le interiora dell’agnellino arrosto), ma anche ogni genere di verdura, accompagnati dai vini a denominazione d'origine La Mancha. Per concludere il pasto in bellezza assaggiate l’alajù, una torta a base di mele, mandorle e fichi, e brindate con il resolì, un liquore di caffè, zucchero e scorza d’arancia.

Stessa ospitalità e stesse squisitezze nei dintorni, dove scoprirete altre località degne di una visita. In direzione sud-est fate una sosta a Selva Pascuala, Cañete o Moya, e più a sud addentratevi tra i dirupi scoscesi del Parco Naturale delle Hoces del Cabriel. A nord incontrerete la stazione di caccia El Hosquillo e le terme di Solàn de Cabras, mentre a ovest della provincia vi imbatterete in paesi pittoreschi come Tarancón, Uclés o Saelices, con le rovine romane dell’antica Segóbriga.

Ma l'attrazione più affascinante nelle vicinanze è la Ciudad Encantada ("Città Incantata"), un'area naturale di 250 ettari che si estende nella zona montuosa della provincia di Cuenca e si contraddistingue per le bizzarre conformazioni rocciose, dovute all'erosione dell'acqua dello Jùcar e ai venti. Dal 1929 è dichiarata sito di interesse nazionale.


Il clima mediterraneo - continentale si rivelerà adatto alle escursioni e alla vita all’aria aperta, con i suoi inverni freddi ma non eccessivamente rigidi e le sue estati calde e soleggiate. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 2 a una massima di 9°C, mentre in luglio e agosto vanno dai 17 ai 30°C. Le precipitazioni toccano il picco massimo a marzo, quando piove mediamente una decina di giorni.

Gli aeroporti di Valencia e Madrid sono i più comodi per raggiungere Cuenca. Il primo si trova 190 km circa a est di Cuenca ed è collegato ad essa dalla strada A3, mentre quello di Madrid è 170 km ad ovest, collegato alla meta dall’A3 e dall’A40.
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