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Le foto di cosa vedere e visitare a Ayacucho

Ayacucho: in Perù alla scoperta della città della famosa battaglia

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Capoluogo provinciale di Huamanga, Ayacucho è una città di quasi cento mila abitanti conosciuta per le tante chiese ed un importante avvenimento storico. Il 9 dicembre 1824, infatti, nei pressi dell’odierno centro abitato, si combatté una cruenta battaglia tra l’esercito indipendentista a capo del generale Antonio José de Sucre e le truppe monarchiche filospagnole guidate dal viceré andaluso del Perù José de la Serna e Hinojosa. L’esito del conflitto fu senza appello, condannando gli spagnoli ad una precipitosa ritirata viatico della definitiva capitolazione e della successiva piena indipendenza peruviana. Ad esso è legato il nome attuale della città, derivato dall’unione delle parole in lingua Quechua “aya” (morte) e “kuchu” (angolo).

Culminata con gli eventi della prima metà dell’Ottocento, la storia di Ayacucho e della sua regione ha radici ben più antiche. In questa zona, nelle poco distanti caverne di Pikimachay, sono state rinvenute le più antiche testimonianze umane del Perù, risalenti addirittura a 15.000 anni fa. Successivamente, tra il VI ed il X secolo d.C., la provincia vide fiorire la cultura Huari (Wari), passata alla storia come il primo impero espansionista delle Ande, mentre per assistere alla fondazione vera e propria dell’insediamento occorre attendere fino al 1540, quando il conquistador Francisco Pizarro proclamò la nascita di San Juan de la Frontera de Huamanga.

Attualmente Ayacucho è considerata da molti come la cittadina andina più eccitante del Perù dopo Cuzco. Questo per via della sua piacevole atmosfera coloniale, del grazioso centro storico sempre animato e dei pittoreschi festeggiamenti celebrati ogni anno in concomitanza con la Semana Santa, a Pasqua. Malgrado questo, soprattutto a causa dei collegamenti piuttosto difficili, la città è fuori dalla rotte turistiche più inflazionate del paese e proprio per questo consente di vivere un’esperienza autentica alla scoperta della cultura e delle tradizioni peruviane.

Il cuore del centro storico di Ayacucho coincide con Plaza de Armas, anche nota come Plaza Mayor de Huamanga, la piazza di forma rettangolare delimitata sui quattro lati dalle quattro strade ortogonali di Portal Municipal, Portal Independencia, Portal Constitución e Portal Unión. Su di essa si affaccia la cattedrale, un edificio restaurato in maniera tutt’altro che impeccabile accessibile a pagamento. Un paio di isolati più a sud si erge l’Iglesia de San Francisco de Asis, una basilica più antica e decisamente più affascinante la cui unica pecca è lo stato di incuria che ne caratterizza non solo gli spazi interni. Nei paraggi ci sono altre due chiese interessanti, la Iglesia de La Merced e la Iglesia de San Juan de Dios, accumunate alle precedenti da campagne di restauro non all’altezza.

Altrettanto ricco e variegato è il panorama museale della città. L’allestimento più noto è quello del Museo Arqueológico Hipólito Unanue, appartenente al Centro Culturale Simón Bolivar. Il complesso, parte del polo universitario di Ayacucho, si trova circa un chilometro fuori dal centro cittadino lungo avenida Independencia ed è facilmente raggiungibile. Al suo interno si possono vedere numerose testimonianze legate alla cultura Wari, tra cui parecchi ceramiche, senza contare che il museo è circondato da un giardino botanico dove ammirare in tutto il suo splendore la flora di questa zona del Perù.

In pieno centro, a breve distanza dall’Iglesia de San Francisco de Asis, c’è invece il Museo Andrés Avelino Cáceres, ospitato da una magnifica residenza coloniale del XVI secolo: la Casona Vivanco. Al suo interno trovano posto documenti e testimonianze di vario genere inerenti alla figura dell’omonimo generale peruviano al comando delle truppe nazionali durante la Guerra del Pacifico, combattuta tra il 1879 ed il 1883 contro il Cile. Per completare la visita alla città non resta da vedere che il Centro Turistico Cultural San Cristóbal, un grazioso edificio coloniale trasformato in una sorta di centro commerciale-culturale con bar, ristoranti, negozi e gallerie d’arte.
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Al di fuori di Ayacucho, oltre al mirador del distretto di Carmen Alto, da cui si gode di un panorama incantevole sulla città, si possono intraprendere brevi gite di un giorno alla scoperta delle attrattive archeologiche e paesaggistiche della regione. A 25 km di distanza dal centro ha inizio il circuito Wari-Quinua, rispettivamente una città precolombiana tutt’ora in fase di scavo ed un pittoresco villaggio di ceramisti dove vigono ancora le antiche tradizioni manifatturiere. 50 km a nord-est, invece, si trova Huanta, spesso indicata come “La Esmeralda de los Andes”, un vero e proprio paradiso naturale in cui si distinguono due scenari molto diversi: quello duro ed aspro della montagna di Rasuhuilca e la giungla estesa dopo il fiume Apurimac.

Ad Ayacucho il momento più atteso dell’anno è la Semana Santa, la settimana che precede la Pasqua, durante la quale la città si veste a festa e attira tanti fedeli da tutta la regione. I festeggiamenti iniziano il venerdì che precede la Domenica delle palme e proseguono senza interruzione fino al giorno di Pasqua. Ad inaugurare le celebrazioni è la tradizione processione in onore de La Virgen de los Dolores, mentre il culmine lo si raggiunge la notte del sabato pasquale, animata da un carnevale di fuochi artificiali e numerosi spettacoli canori.

A dispetto dell’altitudine superiore ai 2.700 metri, Ayacucho presenta un clima temperato e non molto piovoso. La temperatura media annua è di circa 14 gradi e non subisce grandi variazioni tra estate, quando i valori oscillano mediamente tra 22 e 8 gradi, e inverno, caratterizzato da temperature medie pari rispettivamente a 19 e 2 gradi. La stagione umida inizia a novembre e si protrae fino alla fine di marzo, convogliando in pochi mesi la quasi totalità dei 650 mm di pioggia che cadono in media ogni anno. Tra maggio e agosto, invece, le precipitazioni sono praticamente assenti e il cielo quasi sempre terso.

Il più grande ostacolo con cui hanno a che fare i turisti che scelgono di visitare Ayacucho è senza dubbio il cattivo stato dei collegamenti tra la città e le maggiori destinazioni del paese. Cuzco si trova 580 km a sud-est, ma per raggiungerla si impiegano almeno 8 ore e mezza spostandosi in auto, mentre Lima dista 550 km e circa 7 ore muovendosi col medesimo mezzo; i tempi si dilatano ulteriormente per coloro che scelgono l’autobus, il mezzo di trasporto più economico. In compenso, da qualche anno la città dispone di un piccolo aeroporto, il Coronel FAP Alfredo Mendivil Duarte Airport, collegato da un volo al giorno alla capitale.

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