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Isole Juan Fernandez (Cile), viaggio nell'arcipelago di Robinson Crusoe

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Le isole Juan Fernandez sono un paradiso naturalistico situato qualche centinaia di chilometri al largo delle coste del Cile, nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico. L’arcipelago vulcanico consta di tre isole principali: l’isola Robinson Crusoe, fino al 1966 chiamata Màs a Tierra, l’isola Alexander Selkirk, precedentemente conosciuta come Màs Afuera e l’isola Santa Clara, attorno alle quali sono sparpagliati scogli e isolotti microscopici. Dal punto di vista geografico, l’isola più vicina al continente è separa da San Antonio, un porto cileno nei pressi di Valparaiso, da 670 chilometri d’acqua, mentre nel complesso la superficie dell’arcipelago raggiunge i 147 chilometri quadrati. Chi si reca per la prima volta alle Juan Fernandez non deve pensare di accingersi al classico soggiorno balneare immerso nel comfort di un resort circondato da sabbia e palme, ma bensì deve essere consapevole di stare per sbarcare su isole di inestimabile ricchezza paesaggistica, circondate da un mare splendido e avvolte in paesaggi brulli ma unici nel loro genere.

Il nome dell’arcipelago deriva da quello del suo scopritore, tal Juan Fernandez, esploratore spagnolo, che raggiunse le coste di queste isole tra il 1563 e il 1574, anche se ufficialmente la data della scoperta è il 22 novembre 1574. Nei primi due secoli dall’arrivo dell’uomo bianco le isole furono preda dei pirati, che vi si rifugiavano una volta compiuti i loro soprusi per spartire il bottino o semplicemente per cercare di far perdere le proprie tracce. Nel tentativo di porre un freno all’invadenza dei corsari, nel 1749 il governo spagnolo ordinò la costruzione di un forte militare sull’isola di Robinson Crusoe, avamposto che è stato restaurato e che oggi è considerato monumento storico. Ad attestare il valore naturalistico delle isole Juan Fernandez ci ha pensato l’UNESCO, che nel 1977 ha dichiarato l’arcipelago Riserva Mondiale della Biosfera.

Robinson Crusoe è senza dubbio l’isola più conosciuta tra le Juan Fernandez. La sua orografia è molto variegata, contraddistinta dalla presenza di numerose alture di modesta altezza e dalla quasi totale assenza di pianura. Sull’isola vivono stabilmente all’incirca 5.000 persone, concentrate nell’insediamento di San Juan Bautista, che raccoglie gli abitanti di tutto l’arcipelago dato che sia Alexander Selkirk che Santa Clara sono disabitate. Le coste sono quasi dappertutto alte e rocciose, scavate da profonde insenature che proteggono dagli agenti atmosferici e che per questo rappresentano i luoghi migliori per accedere al mare; particolarmente suggestive sono le baie di Puerto Ingles, sulla costa centro-settentrionale, e di Puerto Frances, su quella orientale, mentre sul litorale sud-occidentale si susseguono una dopo l’altra Villagra, Chupones, Blanca e Carvajal. A nord-est l’unico accesso all’Oceano è invece la Baia del Padre, una piccola ma profonda rientranza sovrastata da alti pinnacoli rocciosi a strapiombo sul mare. Molto bello è anche l’entroterra, che tocca il punto più alto sulla vetta di El Yunque, un’altura che sfiora i 1.000 metri, ma che risulta essere molto difficile da scalare.

Spostandosi sull’isola di Alexander Selkirk, quella più distante dalla costa continentale, si riconoscerà subito la sua forma piuttosto particolare, frutto del consolidamento di un unico blocco di lava di forma ellittica. Come la precedente, anche questa è interamente montuosa e se possibile di ancor più difficile accesso, vista la quasi totale assenza di approdi comodi. L’unico lato approcciabile è quello orientale, contraddistinto da un altopiano attraversato da profonde vallate che però termina qualche decina di metri prima del mare, preceduto da una sottile striscia sassosa. Il lato occidentale è invece tremendamente impervio, con una parete rocciosa alta centinaia di metri che si erge come un muro a strapiombo sul mare. L’unica baia di Alexander Selkirk è la Baia Toltén, sulla costa settentrionale, anche se essendo piuttosto aperta ai venti ed alle maree non è particolarmente indicata per sbarcare a terra. Il punto più alto dell’intero è la vetta Los Inocentes, che guarda tutti dall’alto dei suoi 1.650 metri, e che rappresenta la destinazione ultima di una impervia mulattiera che si inerpica sui crinali delle aspre muraglie laviche. Per via del suo aspetto crudo e selvaggio, l’isola Alexander Selkirk ha attirato le attenzioni di numerosi artisti nella storia, dal pittore John Hawkesworth che la ritrasse nel 1773, all’esploratore Carl Skottsberg, che la paragonò all’Infero dantesco.
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Il clima delle isole Juan Fernandez è di tipo subtropicale-oceanico, caratterizzato da due distinte stagioni: l’estate australe, che va da ottobre a marzo e che fa registrare giornate calde e asciutte; e l’inverno australe, compreso tra aprile e settembre, quando le temperature scendono sensibilmente e si verificano la maggior parte delle precipitazioni. La temperatura media annuale è di circa 15 gradi, frutto del rapporto tra le medie estive, intorno ai 20 gradi, e di quelle invernali, che invece si attestano a 10/11 gradi. Le isole corrono veloci sul cielo sopra alle isole, bagnate ogni anno da circa 1.100 mm di pioggia, di cui una minima parte può cadere anche sotto forma di neve sulle cime più alte di Alexander Selkirk.

Per quanto riguarda i trasporti, l’isola di Robinson Crusoe è dotata di un piccolo aeroporto situato in località El Puente e collegato quasi quotidianamente con l’Aeroporto Los Cerrillos di Santiago del Cile, distante un paio d’ore di volo. Il trasporto marittimo dal porto di Valparaiso, la cui frequenza è mensile, richiede invece due giorni di viaggio e rappresenta una soluzione indubbiamente più avventurosa.

Foto wikipedia, cortesia: Serpentus
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