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Port-au-Prince: visitare la capitale di Haiti

  • Marron Inconnu
  • Champs de mars
  • Cattedrale Episcopaliana della Santa TrinitÓ
È sempre difficile parlare di turismo in un luogo dove le forze endogene della natura hanno portato morte e distruzione. Stiamo parlando di Port-au-Prince, la capitale di Haiti che il 12 gennaio del 2010 venne devastata da un terremoto di magnitudo 7,0 che, a causa del suo ipocentro superficiale, ha prodotto danni gravissimi, ed un impressionante numero di vittime, decine e decine di migliaia, ma il numero ufficiale è avvolto ancora in una grande incertezza. Anche la ricostruzione procede con lentezza e difficoltà, ed è quindi praticamente impossibile recuperare informazioni precise su cosa è stato recuperato e in che percentuale, e quindi riuscire ad aggiornare i lettori riguardo lo stato dei monumenti e delle attrazioni della capitale di Haiti. Però con la convinzione che il turismo possa diventare una speranza per questa isola martoriata, abbiamo cercato di raccogliere le informazioni più dettagliate possibili su Port-au-Prince, sperando che un po' alla volta il flusso di turisti possa contribuire al riscatto di questa città.

Fondata dai francesi nel 1742, Port-au-Prince divenne capitale della colonia di Saint Domingue nel 1749 dopo che l'isola era stata abitata dapprima dalle popolazioni indigene (Tainos, Arawak) e successivamente occupata dagli spagnoli.
Situata al centro del grande golfo di Gonave, nella parte occidentale dell'isola di Hispaniola proprio di fronte alle coste cubane nel Mar dei Caraibi, la città è stata nel corso dei secoli un importante luogo strategico militare grazie al suo porto. Ottenuta l'indipendenza dalla Francia nel 1804, ma rimasta divisa fino al 1820, grazie all'unificazione Haiti ha potuto finalmente avere la propria capitale, che è rimasta tale fino ai giorni nostri.
Durante il XIX secolo la città è cresciuta molto velocemente, sviluppandosi paradossalmente ancor di più nella prima metà del XX secolo grazie all'occupazione militare statunitense, che apportò migliorie alle infrastrutture ed una generale modernizzazione .

Con i suoi quasi tre milioni di abitanti (ma quelli censiti ufficialmente sono circa la metà) Port-au-Prince è il cuore economico e politico, nonché culturale del paese, ed il numero delle persone che la abitano è tutt'ora in crescita dato il continuo afflusso di gente che vi si reca per tentare la sorte, salvo poi trovare una sistemazione soltanto nelle periferie o nelle bidonvilles. Le stime diventano ancora più incerte se si considerano gli effetti del terremoto del 2010. L'economia cittadina è basata sul turismo e sull'industria alimentare ed ittica; sempre molto attivo, fin dai secoli scorsi, è il grande porto commerciale.

Per una suggestiva visita panoramica della città ci si può recare alla rocca di Cap Haitienne, costruita dagli schiavi sull'isola durante le lotte per l'indipendenza di Haiti, ma orientarsi nella capitale non è affatto facile al primo impatto: le colline sulle quali sorge e la disposizione piuttosto caotica delle strade rendono difficile avere dei punti di riferimento, tuttavia può essere utile ricordare che la Grand Rue attraversa Port-au-Prince da nord a sud, mentre Champs de Mars, l'area verde per eccellenza della città, si trova in pieno centro ed ospita anche il Palais National ed i principali alberghi internazionali, mentre non lontana da questa zona, poco più a nord, sorge la Cathédrale de la Sainte Trinité. Questa area sta però faticosamente cercando di risorgere dopo gli effetti disastrosi del sisma del gennaio 2010.

Durante la visita alla città non può certamente mancare una passeggiata a Champs de Mars, una vasta area formata da viali che dividono numerosi parchi, nella quale vi è la possibilità di rilassarsi o, a scelta, di visitare gli importanti musei che ospita, come il Musée d'Art Haitien - che raccoglie reperti storici coloniali e fantastiche opere naif di artisti locali - ed il Musée du Panthéon National, mentre il già citato Palais National, molto simile alla Casa Bianca statunitense, non è visitabile dal pubblico. In tutta la zona trovano spazio statue e monumenti di ogni forma e dimensione, dalla statua al Marron Inconnu (Schiavo Ignoto) a quelle dedicate ai padri fondatori della nazione passando per il monumento celebrativo del bicentenario di Haiti; gli appassionati potranno veramente togliersene la voglia...

Le due chiese più famose della città, poste a pochi isolati di distanza l'una dall'altra, sono la Cattedrale Episcopaliana della Santa Trinità che era famosa per il suo interno, ricolmo di dipinti cristiani realizzati dai principali esponenti della pittura di Haiti - e quella di Notre Dame, poco più a nord della Cathédrale de la Sainte Trinité, nel quartiere di Bel Air, sempre molto affollata e prima cattedrale al mondo ad essere costruita in cemento armato. Ambedue hanno subito gravi danni nella scossa sismica di inizio 2010.

Il Marché de Fer (Mercato di Ferro) è una struttura che sorge nel centro di Port-au-Prince e presenta uno stile piuttosto strano da queste parti; ricorda infatti geometrie arabe (fu inizialmente progettato dai francesi per Il Cairo, salvo poi trovare questa sistemazione per volontà dell'allora presidente Hyppolite) ed è aperto tutti i giorni. È diviso in due macrosettori: uno completamente dedicato all'artigianato, comprendente anche oggetti della fortissima religione vudù locale, e uno prettamente alimentare dove si può trovare ogni sorta di prodotto commestibile haitiano, il tutto - è quasi superfluo dirlo - in un ambiente gioiosamente ripieno di colori ed aromi. Quello che vedrete si tratta della recente ricostruzione portata a termine nel 2011 a più di un anno dal terremoto.

Le principali attività commerciali della città trovano la loro naturale sistemazione a Petionville, il ricco sobborgo collinare della capitale dove risiedono le famiglie benestanti; il quartiere sorge attorno alla Place Saint Pierre e rappresenta un po' un mondo a parte rispetto agli standard dell'isola caraibica.
Per chi avesse la fortuna di trovarsi in città durante il Carnevale nei giorni immediatamente precedenti al Mercoledì delle Ceneri, si suggerisce di partecipare alla sfilata dei carri che percorre le strade del centro fino a Champs de Mars, qui canti, balli e allegria vanno avanti fino a notte fonda, in un turbinio di suoni e di colori.

Port-au-Prince ha due aeroporti, uno nazionale ed uno internazionale (Aéroport International Touissant Louverture) nella periferia a nord della città ed è raggiungibile dall'Europa, dall'America Settentrionale e dagli altri paesi caraibici con alcune delle principali compagnie aeree mondiali. L'aeroporto è collegato con la città da taxi e minibus (taptap); per i primi è sempre buona norma stabilire prima il prezzo del tragitto con l'autista (generalmente venti dollari), mentre nel secondo caso il prezzo del biglietto è estremamente inferiore, sull'ordine dei 15-20 centesimi di euro, anche se poi sarà necessario, una volta scesi alla fermata obbligata, prendere un taxi collettivo per raggiungere il centro.

È tuttavia doveroso ricordare nuovamente che il devastante terremoto del gennaio 2010 ha provocato centinaia di migliaia di morti e messo letteralmente in ginocchio il paese; nella capitale, tra gli altri, il Palazzo Presidenziale e la Cattedrale sono stati seriamente danneggiati e Haiti sta vivendo oggi un momento particolarmente difficile della propria storia, e bisogna tenerne conto nel caso vogliate organizzare un viaggio d queste parti.
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