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Le foto di cosa vedere e visitare a Guanajuato City

Guanajuato (Messico): la città, le mummie e l'Alhóndiga de Granaditas

Guanajuato sorge a 370 km da Città del Messico ed è capitale dell’omonimo Stato con una popolazione totale di poco più di 72.000 persone abituate a vivere a un’altitudine di 1996 metri sopra il livello del mare. E’ Patrimonio dell’Umanità UNESCO in virtù di un fascino sprigionato dalle peculiarità dell’abitato e per la sua ubicazione fra le montagne della Sierra, in una pittoresca valle brulicante di miniere d’argento che hanno plasmato la fortuna economica del centro urbano: tra queste ha saputo distinguersi La Valenciana, tra i più ricchi e produttivi giacimenti di metalli al mondo.

Il nome Guanajuato deriva dalla parola tarasca Quanax-juato, il cui significato è “luogo delle rane”, attribuito ben prima della sua effettiva fondazione – avvenuta nel 1559 – per la morfologia del terreno sul quale è stata edificata, un terreno dalla forma appunto simile a una rana che contraddistingue la regione del Bajìo. L’agglomerato risulta d’epoca coloniale ma l’area sottostante possiede un retaggio molto più antico che risale i tempi fino all’invasione dei Conquistadores e alla vana difesa delle popolazioni allora qui stanziate. Il centro storico riporta vestigia tipicamente europee e una struttura sinaptica che si articola in strette stradine confluenti verso le piazze alberate dove si concentrano bar, musei, mercati, teatri e molti monumenti assai importanti. Gli angusti vicoli creano un’immagine di spazi estremamente contenuti, come il famoso (soprattutto fra gli autoctoni) Callejón del Beso, la cui traduzione corrisponde a “vicolo del bacio”, così chiamato per la sua limitatissima larghezza, talmente limitata da permettere un bacio da un balcone all’altro. Il piano architettonico offre parecchi spunti di contemplazione grazie all’evidenza di una marcata impronta coloniale stilizzata sul neoclassico e la corrente barocca. Si contino poi due diversi livelli cittadini che alternano il traffico in superficie a quello che sfrutta un’ampia rete di tunnel e gallerie sotterranee che fungono da sfogo assolutamente necessario. La storia ha attecchito in questa città, due secoli fa eletta avamposto miliare durante la Guerra d’indipendenza del Messico: la Alhóndiga de Granaditas (l'edificio che ospita il Museo Regionale; un antico deposito di grano) è l’edificio che più di tutti può testimoniare il furore di quegli anni, sfociante nella prima grande vittoria contro gli avventori spagnoli nel 1810, ricordata anche con il monumento di El Pipila.

Guanajuato rappresenta inoltre l’emblema vivo della cultura a tutto tondo. Consapevole di esserlo, la città (gremita di studenti iscritti alle principali facoltà dell’antica Universidad de Guanajuato) ospita ogni anno il celeberrimo Festival Internacional Cervantino, evento interamente dedicato al grande scrittore Miguel de Cervantes, padre del Don Chisciotte de la Mancia, opera celebrata ovunque e assurta a uno dei principali capolavori della letteratura planetaria. La sua essenza trasuda dalla statua di Plaza Allende, quasi attigua al teatro Cervantes, che immortala il bizzarro avventuriero con il fedele scudiero Sancho Panza, protagonisti peraltro del museo Chisciotte.

Le attrattive proseguono ed è ancora una volta una statua a catturare l’attenzione: si tratta del Cristo Rey del Cubilete, raffigurazione scultorea che, a quanto si dice, individui esattamente il centro geografico del Messico. Meta di pellegrinaggio vero e proprio (la cabalgata dell’Epifania) è invece il Cerro del Cubilete, che ogni anno richiama migliaia di persone, appassionati di viaggi o semplici turisti in arrivo a cavallo. La sacralità s’incarna anche nella splendida chiesa di San Cayetano, risalente al XVIII secolo e posta sulla collina a dominare l’abitato fregiandosi della lampante facciata in cantera rosa. Gli amanti della storia archeologica si riversano nella zona delle catacombe del Panteón, dove si posiziona un cimitero che custodisce mummie naturali. La loro storia risulta alquanto affascinante: si racconta che, in seguito all’istituzione della “tassa di sepoltura”, molte salme venivano riesumate ed esposte nel Museo delle Mummie di Guanajuato per i parenti indigenti impossibilitati a sostenere la spesa dell’imposta governativa. L’esposizione museale ancora sussiste e gli ultimi arrivi sono due infanti dipartiti nel 1984, aggiunti ai già presenti 111 corpi conservati su appositi cuscini in velluto.

Si abbandoni il macabro per giungere alla casa museo che rende omaggio a Diego Rivera, nativo del luogo e famoso muralista che deve buona parte della propria celebrità al suo matrimonio infelice con l’apprezzata pittrice Frida Kahlo. Il fervore culturale, come detto, ribolle veemente in città, tanto che le iniziative si susseguono indefesse: durante l’ultima settimana di luglio va in scena l'Expresión en Corto International Film Festival, la più grande e rinomata kermesse messicana focalizzata sul cinema, ad accesso gratuito e conosciuta per dare adito a 400 proiezioni di film ogni giorno dalle 10 del mattino alle 16 del pomeriggio, sfruttando ben 16 diverse location nell’arco della durata dell’evento. Più a misura di turista si rivela il Festival medievale, proposto a marzo e a dicembre, connubio di fiere a tema e camminate notturne atte a cogliere lo spirito di una città che serba molte leggende e misteri e dà sfoggio di sé anche attraverso la tradizione culinaria, di cui fanno parte gustosi piatti tipici come le enchiladas mineras (ovvero tortillas farcite con carne, fagioli o formaggio e guarnite con salsa di peperoncino guajillo e ancho) e le pacholas guanajuatenses (bocconcini di carne tritata e spezie), che possono essere accompagnate da ottimo vino locale. Il turismo satollo trova qui un clima ideale e squisita accoglienza, con grande capacità ricettiva espressa in particolar modo da strutture specializzate come il Castillo Santa Cecilia, un meraviglioso hotel 5 stelle di lusso che, nonostante il prestigio, è abbastanza abbordabile anche per le tasche del forestiero appartenente alla middle class (come si dice in Gran Bretagna).

Come arrivare
In aereo si atterra a Città del Messico, il cui Aeroporto Internazionale Benito Juárez è collegato alle principali città e cittadine del territorio. Si può prendere anche un bus dall’autostazione Terminal Norte e in quattro ore si arriverà a destinazione. Il pullman fa scendere i passeggeri poco fuori il centro urbano, buona parte del quale accessibile soltanto a piedi. Esistono comunque delle navette che possono entrare senza problemi, a disposizione per tutti.
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