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La cittą storica di Campeche, Yucatan, costa occidentale

Campeche, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Quella di Campeche, conosciuta anche come San Francisco de Campeche, è una città di 211.000 abitanti situata nella parte centro-settentrionale dell’omonimo stato del Campeche, di cui è capitale. Dal punto di vista geografico, la città si caratterizza principalmente come porto marittimo, essendo sorta sulla costa orientale del Golfo del Messico. A Campeche il tempo trascorre lento, tranquillo; i ritmi della giornata sono scanditi dai movimenti delle ombre delle palme che il sole proietta sulla sabbia candida in riva al mare, che tuttavia, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è l’unica attrazione, dato che il centro vanta anche una storia ricca ed importante, testimoniata dai diversi siti archeologici che non si possono assolutamente perdere. Anche se è una città di mare infatti, gli abitanti si augurano che il visitatore possa gustare la cucina, ammirare gli ampi viali e godere la vita culturale intensa e rispettosa delle tradizioni.

La città di Campeche, costruita nello stesso luogo dove si trovava il territorio sotto il controllo di Ah Kim Pech, il cosiddetto Señor Garrapata, fu il primo insediamento spagnolo nella penisola dello Yucatan. Fondata il 4 ottobre 1540, fu chiamata San Lázaro, e successivamente Villa de San Francisco de Campeche. Pochi anni dopo la città fu convertita in uno dei porti più importanti d’America, dove venivano imbarcate le immense ricchezze prodotte dalle selve dell’interno alla volta dell’Europa. E proprio a causa di questo immenso traffico di beni preziosi nacque la leggenda dei bucanieri: Morgan, Lorencillo, El mulato, sono solo alcuni dei nomi mitici di coloro che assediarono e saccheggiarono la città di San Francisco per appropriarsi dell’enorme ricchezza trasportata dalle navi della Corona spagnola. Per cercare di difendersi da questa piaga che gravava pesantemente sulle casse del governo di Madrid, le autorità coloniali procedettero alla fortificazione della città, e per questo, nel 1686, iniziarono ad innalzare l’enorme muraglia difensiva che è ancora oggi ammirabile e che rappresenta uno dei tratti distintivi della città.

Il silenzio che permea la città di Campeche è magico, incredibile se si considera che comunque la città conta più di 200.000 abitanti. Questa città, conservata come una preziosissima reliquia dai suoi abitanti, celebra con orgoglio più di 400 anni di vita, contraddistinti da epoche storiche di straordinaria importanza, e possiede uno dei centri storici meglio conservati del Messico, che le è valso il privilegio di essere nominata Patrimonio Culturale dell’Umanità dall’UNESCO nel 1999. L’ex-piazza forte della corona spagnola nel Golfo del Messico è oggi una città incantevole, che pare disegnata da un pennello divino.

Il centro storico comprende tre zone: la cintura muraria, nelle cui grandi abitazioni risiedettero gli spagnoli durante l’occupazione coloniale; la zona di San Francisco, a nord della fortificazione, dove ha vissuto per millenni la popolazione Maya; e quella di San Román, la più meridionale, dove si insediarono gli indigeni messicani ed i mulatti portati dalle isole dei carabi. I siti e gli edifici da vedere sono tantissimi. Innanzitutto la Catedral, le cui torri slanciate sormontano il corpo di fabbrica centrale, all’interno del quale sono contenute le sculture religiose Entierro Santo, Cristo, protette da una struttura di vetro e argento. Altre due importanti realizzazioni di carattere religioso sono: la chiesa di San Romàn, ultimata nel XVI secolo ed arricchita dalla presenza di un meraviglioso crocifisso di ebano nero; e quella di San Francisquito, in cui risaltano l’intradosso della copertura, strutturato con travi di legno a vista, ed i cinque altari intarsiati. Di tutt’altro genere sono la Casa de Teniente de Rey, dove sono conservate esposizioni permanenti di arte pre-ispanica e coloniale, l’Instituto Campechano, strettamente connesso all’Ex Templo de San Josè, splendido esempio di architettura barocca, la Casa de las Artesanìas, dove sono esposte diverse opere d’arte, e la También la Alameda.

L’elemento caratterizzante restano comunque le mura. Per cominciare a visitare le fortificazioni si può partire da Puerta de Tierra, una delle porte artisticamente più belle. Da non perdere il Fuerte de San Miguel, oggi un museo, ma anticamente connesso alla cinta muraria come baluardo difensivo. Della medesima natura originaria sono anche il Fuerte de San Josè, che si staglia contro il cielo sulle pendici della collina di Bellavista, ed il Baluarte de la Soledad, mentre veri e propri bastioni sono quelli di San Carlos, Santa Rosa e San Pedro.

Un occhio di riguardo va posto alla natura, l’elemento che, insieme alla storia, descrive e rappresenta meglio Campeche. Intorno alla città e fino al lungomare si estendono ampie foreste di mangrovie attraversate da sentieri, scorrono fiumi a carattere torrentizio da percorrere a bordo delle canoe, e si ergono floride collinette ricoperte dal verde. Questi ecosistemi incontaminati possono essere studiati facendo birdwatching, o semplicemente ascoltando le spiegazioni degli esperti che organizzano visite guidate. Il valore aggiunto è rappresentato dalla bellezza degli scenari marittimi, con decine di chilometri di litorale balneabile sui quali è possibile praticare diversi sport acquatici. Tra questi, la pesca sportiva è quello maggiormente apprezzato, tanto che ogni anno si tengono svariati tornei aperti al pubblico.

Le tradizioni e le antiche credenze sono rigorosamente rispettate e tramandate ai posteri, così come alcune specialità culinarie che rendono il soggiorno ancora più piacevole. La maggior parte dei piatti locali sono preparati con l’utilizzo di pesce fresco e di frutti di mare, spesso pescati appena qualche minuto prima di essere cotti e messi nel piatto. Tra i piatti di pesce sono da provare il pámpano e l’huachinango, mentre per coloro i quali non amassero il pesce, le alternative non mancano, dato che sono molte le pietanze a base di carne, le zuppe e le minestre servite con ricchi contorni di verdure locali.

Il clima è caldo ed umido, con una media annua delle temperature di 23,6 gradi e precipitazioni abbondanti, che tendono ad intensificarsi tra i mesi di maggio e ottobre.

Uno dei maggiori pregi di Campeche rispetto a molte altre città dello stato è l’accessibilità, garantita dalla presenza dell’Aeropuerto Internacional de Campeche Alberto Acuña Ongay (CAMP) e di una delle maggiori arterie carrabili della zona: la MEX 180.

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 Pubblicato da - 25 Marzo 2009 - © Riproduzione vietata

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