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Canyonlands Park (Utah): Island in the Sky, i Needles ed il Maze

Canyonlands, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Canyonlands National Park è un pittoresco parco nazionale americano situato nella parte orientale dello Utah, poco lontano dal confine con il Colorado e dalla città di Grand Junction. Il parco è molto esteso (1360 km²) e, nonostante la varietà degli scenari che lo contraddistinguono, è particolarmente famoso per le dimensioni e la bellezza dei numerosi canyon che lo attraversano. La straordinaria ricchezza del territorio è dovuta in prima istanza ai due grandi fiumi che solcano la regione: il Colorado River ed il Green River, irrorati a loro volta da svariati affluenti. Proprio l’andamento dei corsi d’acqua ha fatto si che il Canyonlands National Park venisse suddiviso in tre macroaree, accomunate da conformazione geografica, flora e fauna: l’Island in the Sky, i Needles ed il Maze.

Il territorio, che anticamente ospitava diversi accampamenti degli indiani Ancestrali, è oggi una faconda riserva naturale, facilmente accessibile e collocata in uno stato tra i più belli degli Stati Uniti in quanto a meraviglie naturalistiche. Il punto di partenza ideale dal quale cominciare la visita è la piccola cittadina di Moab, sorta a pochi chilometri dagli ingressi del parco. Il centro, oltre ad essere un ottimo luogo dove pernottare, rappresenta anche la tappa di partenza di escursioni e di visite guidate tra le bellezze della zona.

La zona scenograficamente più particolare è senza dubbio quella dell’Island in the Sky, un altopiano di grandi dimensioni che si staglia nel cielo nella parte settentrionale del parco tra i fiumi Green e Colorado. Nei pressi del massiccio sono indicati numerosi punti panoramici, meravigliosi sguardi sulle sterminate pianure che si estendono tutt’intorno. Molti di questi si affacciano sul White Rim, un banco di arenaria alto 360 metri e contornato da spettacolari ammassi rocciosi bianchi, altri ci mostrano i profili più reconditi del Mesa Arch, del Washer Woman Arch, del Buck Canyon, di Upheaval Dome e del Candlestick Tower, mentre altri ancora consentono di ammirare l’intricato corso dei fiumi immersi tra gli alti crinali rocciosi. Tra gli scorci più significativi ricordiamo il Grand View Point e lo Shafer Canyon Overlook. Uno splendido panorama lo si può ammirare da un punto esterno al parco: si tratta del Dead Horse Point Overllok, da cui si dominano le prime anse del Colorado che si incassano nelle rosse rocce arenacee.

Il distretto dei Needles prende invece il nome dagli stupefacenti pinnacoli rocciosi bianchi e rossi che lo dominano. Ciò nonostante sono molte altre le attrattive che contraddistinguono quest’area, individuabile all’estremità meridionale del parco, dove si rincorrono canyon, speroni rocciosi e crateri, per uno skyline territoriale che ricorda molto da vicino quello dell’Arches National Park. A differenza del parco nazionale sopracitato, la zona del Needles presenta però dimensioni tali da imporre l’utilizzo di automobili o fuoristrada per visitare il maggior numero possibile di siti. In ogni caso è possibile anche una lunga e stupenda passeggiata dal centro visitatori, nel caso considerate un tempo minimo di mezza giornata, ed è importante ricordarsi di portare abbondanti scorte d'acqua, specie in estate.
Tra gli anfratti ed i crateri rocciosi si intravedono ancora i resti di alcuni antichi villaggi costruiti più di sei secoli fa dagli indiani Ancestrali. Questi accampamenti, depredati negli anni della maggior parte dei cimeli di valore, sono essenzialmente piccoli assembramenti di modeste abitazioni realizzate in pietra e fango, occasionalmente arricchite da incisioni e petroglifi, come ad esempio il Newspaper Rock, eletto a Monumento Nazionale, e facilmente rintracciabile in quanto nelle vicinanze dell'ingresso del parco, prossimo al Visitor Centre (Centro Visitatori).

La zona meno accessibile del parco è quella del Maze, nella parte ovest del Canyonlands National Park. Qui la conformazione morfologica del territorio fa si che i mezzi si muovano con più difficoltà, costringendo in molti casi i visitatori a percorrere diversi tragitti a piedi, tra scenari meravigliosi ma di inquietante solitudine.

A queste prime tre macroaree possiamo aggiungere quella dell’Horseshoe Canyon, particolarmente ricca di petroglifi. Questa porzione di terreno, dalla forma riconducibile ad un ferro di cavallo, era infatti la zona prediletta dai cacciatori-raccoglitori del tardo Periodo Arcaico (2000/1000 a.C.) che, ben prima dei nativi Ancestrali, rappresentavano le loro volontà incidendo o decorando le pareti rocciose.

Il clima è arido, caratterizzato da precipitazioni molto scarse per tutto l’anno e da temperature mediamente gradevoli nelle ore diurne, che però tendono a scendere bruscamente in quelle notturne. Durante i pomeriggi estivi i valori massimi possono superare i 37/38 gradi, rendendo le passeggiate tra le bollenti rocce del parco particolarmente faticose. Da prediligere le cosiddette “mezze stagioni”, primavera e autunno, quando la luce del tramonto proiettata sulle pareti dei canyon evoca sensazioni uniche.

L’aeroporto più vicino è il piccolo scalo di Moab, servito esclusivamente da voli nazionali, situato lungo la statale US-191. Una volta a terra si potrà noleggiare il mezzo di trasporto con il quale proseguire all’interno del parco.

Foto, cortesia: sito ufficiale
Chesler Park, Mesa Arch e Fiume Colorado - Neal Herbert
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