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Le foto di cosa vedere e visitare a Oahu

Oahu (O'ahu), alle Hawaii nell'isola di Honolulu

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Finché non si fa un viaggio alle isole Hawaii si potrebbe avere il dubbio che queste isole, citate così spesso da chi ha voglia di sole e di mare, siano un paradiso di fantasia inventato da qualche esploratore con il gusto dell’avventura. Ma l’arcipelago, simbolo indiscusso dei luoghi selvaggi, esiste davvero e si fa assaporare con ogni senso: colori accesi da guardare, profumi con cui inebriarsi e gusti esotici da scoprire. L’isola principale (terza per dimensioni), che ospita la capitale e altre importanti città, si chiama Oahu: è qui che risiede oltre la metà della popolazione statale, ed è qui che ogni anno si recano numerosi visitatori, attratti dall’unione di selvaggio e moderno.

I 900 mila abitanti si distribuiscono su una superficie di 1600 km², occupata da montagne di origine vulcanica e pianure lussureggianti, che a loro volta ospitano villaggi e sconfinate distese di campi di ananas. Tutta l’isola ha origine vulcanica: inizialmente era formata da due camini, il Wai’anae e il Ko’olau, i cui resti hanno generato le attuali catene montuose. Questo scenario magnifico è diventato, negli ultimi anni, il set della famosa serie televisiva Lost e di un videogioco, conquistando una fama ancora maggiore.

Ad accarezzare Oahu, come succede anche nelle altre isole hawaiane, non mancano mai gli alisei provenienti da nord-est: quando sfiorano i monti salgono verso il cielo e si raffreddano, portando abbondanti piogge che rendono estremamente fertile la parte nord-orientale dell’isola. Il clima della costa occidentale è più secco, così come quello del litorale meridionale, ma qui si riesce comunque ad ammirare qualche arcobaleno la mattina presto o nel tardo pomeriggio. Il clima è quasi sempre soleggiato, senza picchi rilevanti di gelo o di caldo torrido, e le temperature medie diurne di Honolulu variano tra una minima di 20°C e una massima di 29°C.

Non esiste, insomma, una versione inospitale di Oahu: ogni momento dell’anno è buono per scoprire questo paradiso. La stagione più affollata, comunque, corrisponde all’inverno dell’emisfero boreale, quando qui è estate e la natura si mostra nel suo massimo splendore. Le onde che fragorose si gettano sulla battigia si fanno cavalcare dai surfisti, mentre gli amanti del relax e della vita di mare possono sempre sdraiarsi al sole o passeggiare coi piedi nell’acqua cristallina delle spiagge locali.

Sono famose, ad esempio, le acque turchesi di Hanauma Bay, incastonata lungo la parte sud-orientale di Oahu, sotto la mole imponente della catena vulcanica Koolau. La cosiddetta “Baia Curva” fa parte del Koko Head Regional Park, è tagliata a metà dalla barriera corallina e vi si possono osservare innumerevoli specie di pesci variopinti. A un paio di chilometri da questo regno dei sub c’è la spiaggia Sandy Beach, ideale per il body surf ma potenzialmente pericolosa per i nuotatori inesperti, a causa delle correnti e delle onde molto forti.

Ma sull’isola di Oahu le meraviglie naturali, così selvagge e indomabili, si fondono con città moderne e vivaci, i cui grattacieli fendono il cielo a breve distanza dai rilievi vulcanici. La capitale dell’arcipelago è Honolulu, la sola città dello stato di dimensioni considerevoli, fondata all’inizio dell’Ottocento e popolata da circa 400 mila abitanti. Alle spalle ha 150 anni di storia, che ne hanno fatto un mix affascinante di culture e di etnie, e il centro è un agglomerato singolare di edifici antichi e nuovi palazzi. Da vedere lo Iolani Palace, edificato nel 1882 come residenza del re Kalakaua e della regina Kapiolani, divenuto campidoglio hawaiano dopo la caduta della dinastia nel 1893. A breve distanza dall’edificio c’è la splendida chiesa di Kawaiahao, la più antica dell’isola, realizzata con lastre di corallo ricavate dalla barriera corallina sommersa. Infine non si possono non ammirare i colori vivaci delle bancarelle lungo l’Oahu Market, e non si possono perdere i profumi del Foster Botanical Garden, istituito da un botanico tedesco a metà Ottocento.
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Un’altra celebre località isolana è Pearl Harbor, che in passato era nota per le colture di ostriche perlifere ma in seguito, dal dicembre del 1941, divenne tristemente famosa per l’attacco subito dagli Stati Uniti da parte dei giapponesi durante il secondo conflitto mondiale. L’USS Arizona Memorial è un museo che vuole ricordare proprio la prima delle 21 navi americane colpite durante il bombardamento, durato ben due ore e attuato da 350 aerei da guerra. L’imbarcazione in questione, l’Arizona, affondò in soli 9 minuti con oltre mille membri dell’equipaggio, e in suo onore è stato eretto un monumento proprio sul mare, in corrispondenza del relitto. Procedendo fuori da Pearl Harbor, in direzione nord, gli echi della guerra sono cancellati dalle atmosfere idilliache della pacifica Keaiwa Heiau State Recreation Area, un’oasi verde di 134 ettari dominata da un tempio hawaiano seicentesco dedicato alla medicina, attraversata dall’Aiea Loop Trail, un percorso di 7 km che regala splendide vedute sul porto e il cratere vulcanico Diamond Head.

A ovest di Pearl Harbor, in località Waipahu, si può visitare l’Hawaii's Plantation Village, una fedele ricostruzione dei campi in cui si lavorava la canna da zucchero all’inizio del Novecento. Il sito dà informazioni interessanti su come si fosse instaurata una buona convivenza tra indigeni, giapponesi, cinesi, coreani, portoghesi, filippini e portoricani, capaci di stare in stretto contatto aldilà delle differenze etniche, in quanto persone, per poter lavorare e guadagnarsi da vivere onestamente. Non mancano le case arredate col mobilio dell’epoca e gli utensili utilizzati dai coltivatori. A una decina di chilometri in direzione sud-ovest ci si imbatte nel tracciato della Hawaian Railway, che rappresenta il simbolo dell’età delle piantagioni, quando la Oahu Railway & Land trasportava la canna da zucchero da Honolulu a Kahuku. Oggi si può vedere soltanto la porzione tra Ewa e Nanakuli, tuttora servita da una locomotiva diesel usata a scopi turistici.

Infine non si può visitare l’isola senza scoprire la bellezza di Waikiki, una delle mete più famose delle Hawaii. Acque limpidissime, spiaggia fine e candida, tramonti stupefacenti ma anche alberghi lussuosi e stabilimenti balneari moderni: a Waikiki c’è proprio tutto per una vacanza all’insegna dei bagni, delle passeggiate sotto il sole e del puro relax. I 3 km della spiaggia si dividono in calette più piccole, dove ci si può cimentare nel surf o nel windsurf, si possono noleggiare dei catamarani o si può sperimentare lo snorkeling.

Ad animare la vita isolana ci sono tanti eventi che si susseguono nell’arco dell’anno. In marzo si celebra l’annuale Honolulu Festival, in onore delle diversità tra le culture che popolano la zona, mentre in aprile si svolge l’Hawaii International Film Festival. In maggio è la volta del Na Hoku Hanohano Music Festival, con laboratori musicali, lezioni e concerti, e in giugno c’è la Pan Pacific Parade che vede sfilare ballerini e musicisti folcloristici.

Oahu è servita dall’aeroporto internazionale di Honolulu, utilizzato dalla maggior parte dei turisti che si recano alle Hawaii. Una volta giunti sul luogo ci si può spostare con un’auto a noleggio, in taxi o coi mezzi pubblici.
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