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Le foto di cosa vedere e visitare a Death Valley

Death Valley (Valle della Morte): visita al parco americano tra California e Nevada

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La Death Valley, la “Valle della Morte”, è un Parco nazionale americano di oltre 13.000 km² situato nella California del sud, fatta eccezione per una piccola porzione appartenente allo stato del Nevada. La valle è contenuta all’interno del deserto Mojave, l’anima segreta della California, troppo spesso dimenticato dai turisti attratti solo ed esclusivamente dal litorale.

Questo torrido deserto ha costituito per quasi l’intero XIX secolo il principale accesso via terra alla California, con cacciatori di pelli, commercianti e coloni che vi peregrinavano per chilometri ad ogni stagione, senza contare la grande ricchezza mineraria del sottosuolo, che richiamò decine di migliaia di cercatori d’oro nel corso di buona parte della seconda metà dell’Ottocento. Una volta esauritesi le miniere d’oro e d’argento della zona, buona parte degli insediamenti sorti appositamente furono abbandonati, causando un generale spopolamento del territorio. Alle soglie del XX secolo emerse però una nuova generazione di amanti del deserto: Jack Mitchell si stabilì sulle lande incolte dell’East Mojave Desert, tramutando le Mitchell Caverns in una rinomata destinazione turistica; Walter Edward Scott, conosciuto come “Death Valley Scott”, trascorse buona parte della sua vita in un castello costruito negli anni ’20 dall’amico Albert Johnson ed attiguo al punto più caldo e basso dell’emisfero occidentale, per l’appunto la Death Valley.

Ogni anno il Death Valley National Park accoglie migliaia di visitatori da tutto il mondo, venuti ad ammirare la qualità di luoghi storici e suggestivi panorami naturalistici. Regione di sconvolgimenti estremi, questa depressione incavata nella crosta terrestre raggiunge il punto più basso dell’emisfero occidentale, e presenta su entrambi i lati un perimetro caratterizzato da altissime catene montuose, che raggiungono anche i 3350 metri nella parte ovest, generando picchi affilati come rasoi. Inospitale e dura per tutto l’anno, la Death Valley sfoggia colori tenui e canyon levigati, torride piane salmastre e delicate formazioni rocciose.

Addentrandoci ad ispezionare più da vicino la valle ci si imbatte in Furnace Creek, il principale centro abitato, situato proprio nel cuore della vallata. Oltre ad offrire tutti i servizi, negozi di alimentari, alloggi, mezzi di trasporto ecc., il centro è praticamente equidistante da quasi tutti i punti di maggior interesse del parco, che distano relativamente poco dall’abitato. Un tempo le fonti di acqua che circondano la cittadina attiravano gli indiani Shoshone tutti gli inverni, ora invece le stesse copiose sorgenti fanno di Furnace Creek un’oasi, con numerosi edifici ombreggiati da palme secolari. Anche il campo di golf più basso del mondo si trova qui, 65 metri al di sotto del livello del mare.

... Pagina 2/2 ... I siti scenograficamente più interessanti del parco sono: Salt Creek, un lago abitato dal coriaceo pupfish, un pesce nativo della Death Valley che sopravvive in acque quasi quattro volta più salate del mare ed a 44 gradi di temperatura, e circondato dai meravigliosi aironi azzurri, che i visitatori potranno ammirare percorrendo le apposite passerelle; Golden Canyon, cinque chilometri a sud di Furnace Creek, e contraddistinto dalle pareti giallo senape e cui il canale deve il proprio nome; Devil’s Golf Course, una distesa di dossi salini situata neanche venti chilometri a sud di Furnace Creek, generatisi in seguito all’evaporazione dei numerosi laghi che una volta bagnavano tutta la zona; Badwater, abitato da diverse varietà di animali, insetti e lumache nonostante la temperatura arrivi a toccare i 50 gradi; Le Dune, un’estensione di 36 chilometri quadrati di dune in cui affondare i piedi in compagnia di piccoli marsupiali, lucertole, serpenti a sonagli e coyote; Dante’s View, un punto di osservazione panoramico posto a 1650 metri sulle altura perimetrali della vallata, il cui nome fa riferimento all’Inferno di Dante; Zabriskie Point, la cui fama è consolidata dall’omonimo film girato negli anni ‘60 da Michelangelo Antonioni, che offre vedute dalle variopinte colline del Golden Canyon; e Artist’s Palette, dei colli multicolore di ghiaia consolidata, depositi minerali e ceneri vulcaniche.

Per chi proprio non vuole farsi mancare nulla, è possibile passare in rassegna anche due musei: il Borax Museum ed il Furnace Creek Museum and Visitor Center. Il primo custodisce attrezzi da miniera e congegni di trasporto utilizzati nelle raffinerie di borace a metà dell’Ottocento, ed è situato nei pressi della Harmony Borax Works, l’antico stabilimento di lavorazione mineraria oggi ridotto ad un rudere fatiscente. Il secondo offre reperti interessanti ed una proiezione di diapositive ogni mezz’ora riguardanti la storia naturale ed umana della Death Valley, oltre ad essere, quantomeno in inverno, il punto di partenza delle belle passeggiate organizzate dalla guardia forestale.

Come già detto il clima è torrido ed inospitale, con temperature medie che in luglio raggiungono i 46 gradi nei valori massimi, ed i 30 in quelli minimi, sconsigliando di stare a capo scoperto nelle ore centrali della giornata. L’escursione termica invernale è molto alta, visto che comunque in gennaio si arrivano a toccare i 4 gradi di media minime. Le precipitazioni sono scarsissime, assenti in estate, per un totale medio annuo di poco più di 50 mm di pioggia.

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