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Viaggio nella Giordania biblica

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Paese moderato e fortemente sensibile alla promozione della Pace nel mondo, la Giordania il prossimo maggio (dall’8 all’11) ospiterà Papa Benedetto XVI, che da qui inizierà il suo viaggio storico in Terra Santa. Dopo la visita di Giovanni Paolo II, che vi si recò in pellegrinaggio nel 2000, Benedetto XVI vuole dare forza al proprio messaggio di tolleranza e Pace diffondendolo da luoghi estremamente simbolici e significativi non solo per il mondo Cristiano.

Betania oltre il Giordano
Il luogo in cui visse Giovanni Battista e dove Gesù venne battezzato: Betania oltre il Giordano è da tempo noto grazie alla Bibbia (Giovanni 1:28 e 10:40) e a numerosi testi bizantini e medievali. Il sito è localizzato sulla sponda orientale del Giordano, nel Regno hashemita di Giordania, ed è stato sistematicamente esaminato, scavato, restaurato e preparato a ricevere turisti e pellegrini. Betania oltre il Giordano si trova a mezzora di auto dalla capitale Amman. Un tempo era tappa obbligata dell'antico pellegrinaggio cristiano che si snodava tra Gerusalemme, il fiume Giordano e il Monte Nebo. L'area è associata anche al racconto biblico del profeta Elia (Mar Elias in arabo) che sarebbe asceso al cielo in un turbinoso carro di fuoco.

Monte Nebo
Dalla cima battuta dal vento del Monte Nebo si gode un panorama che abbraccia il Mar Morto, la Valle del Giordano, Gerico e le lontane colline di Gerusalemme. Da qui Mosè vide la Terra Santa di Canaan in cui non sarebbe mai entrato. Morì e fu sepolto a Moab, "nella valle di fronte a Beth-peor", anche se la posizione esatta della sua tomba è tuttora sconosciuta. Si dice che Geremia, dopo aver consultato l'Oracolo, nascose sul Monte Nebo l'Arca dell'Alleanza, la Tenda del Signore e l'Altare dell'Incenso. Il Monte Nebo divenne luogo di pellegrinaggio per i primi cristiani provenienti da Gerusalemme. Qui nel IV secolo fu costruita una piccola chiesa per commemorare la morte di Mosè. Alcune pietre di questa chiesa si trovano ancora nella loro collocazione originale, in corrispondenza dell'abside. Nel V e VI secolo, la chiesa venne ampliata nella grande basilica che si può ammirare tutt'oggi, insieme alla collezione di sorprendenti mosaici bizantini. La croce con il serpente, appena fuori dal santuario, simboleggia il serpente di rame (o di ottone) innalzato da Mosè nel deserto e la croce su cui fu crocifisso Gesù. Insieme a Betania oltre il Giordano e al Monte Nebo, altri tre luoghi sacri furono scelti dal Vaticano come luoghi di pellegrinaggio per il Giubileo del 2000.

... Pagina 2/2 ...Madaba
Madaba e dintorni vengono citati più volte nell'Antico Testamento. Allora conosciuta con il nome di Medeba, se ne parla a proposito di Mosè nell'Esodo, della guerra di Davide contro i Moabiti, della profezia di Isaia contro il Moab e della ribellione di Mesha, re del Moab, contro Israele.
Tra il IV e il VII secolo d.C., il prospero centro religioso di Madaba produsse una delle collezioni di mosaici bizantini più importanti al mondo, e molti esempi di quest'arte sono ancora ben conservati. Le pavimentazioni a mosaico di molte chiese sono ancora visibili nei siti originali, mentre altre sono state rimosse e si trovano ora al Parco Archeologico di Madaba.
Ma il vero capolavoro di Madaba si trova nella chiesa ortodossa di San Giorgio: una mappa-mosaico di Gerusalemme e della Terra Santa che risale al VI secolo, la più antica mappa religiosa della Terra Santa giunta fino a noi.

Fonte: Ente Turismo della Giordania (Tel 011 8146050)
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 Pubblicato da il 20/03/2009 - 4.264 letture - ® Riproduzione vietata

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