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Sodoma: in Giordania forse scoperti i resti dell'antica cittą citata nella Bibbia

La conferma non è ancora arrivata, ma dopo anni ed anni di ricerche e scavi, gli archeologi pensano sia davvero molto probabile che all'interno del sito di Tall el-Hamaam, in Giordania, siano stati scoperti i resti dell'antica Sodoma. La peccaminosa città descritta nella Bibbia, libro della Genesi, come luogo di perdizione e nefandezze e per questo distrutta da Dio, corrisponderebbe infatti per età, reperti e posizione geografica. Il team di scavo artefice di questa scoperta fa parte della Trinity Southwestern University del New Mexico, ed è guidato dall'archeologo Steven Collins.

La città distrutta da Dio con "zolfo e fuoco"

Il sito (di circa 40 ettari di ampiezza) secondo gli studiosi può essere datato tra il 3500 e il 1540 a.c., piena Età del Bronzo. È inoltre posizionato ad est del fiume Giordano, in corrispondenza con quanto affermato nel Vecchio Testamento, che ne parla come di un posto geograficamente bellissimo, in una zona fertile e ricca di verde, nei pressi del Mar Morto: un vero e proprio "Giardino dell'Eden". A causa delle azioni empie ed ignobili commesse dai suoi abitanti la città, insieme con quelle di Adama, Gomorra, Zoam e Zeboim (la cosiddetta "pentapoli") venne distrutta da Dio stesso con zolfo e fuoco (Genesi 19). Scientificamente l'incendio potrebbe essere avvalorato da tracce di zolfo ritrovate sul territorio, e la distruzione potrebbe essere compatibile come esito di un forte terremoto.

Scavi che durano dal 2005 per una città "mostruosa"
Sempre secondo le scoperte degli archeologi l'antica Sodoma dopo la distruzione rimase per 700 anni disabitata, dopodiché fu ricostruita nell'Età del Ferro (in un'epoca che verosimilmente si aggira tra il 1200 ed il 332 a.C). E sono proprio gli esiti di questa probabile ricostruzione che hanno fatto pensare, insieme ad altri importanti indizi, ad una città dai sistemi di difesa molto sofisticati e con una società all'avanguardia per quei tempi. Le scoperte di questo scavo nel sito giordano di Tal el-Hamaam (che dura ormai dal 2005), appaiono insomma molto significative e si prestano a convincenti interpretazioni.

Il direttore di questi scavi, l'archeologo Steven Collins della Trinity Southwestern University del New Mexico, ha recentemente dichiarato al portale Popular Archaeology (come riporta il quotidiano Daily Mail) che la città può essere definita come "mostruosa" paragonata alle altre che si trovavano all'epoca nei dintorni. Il termine viene giustificato pensando non alla bellezza ma all'enormità delle strutture difensive, costituite da mura alte dieci metri e larghi cinque, ponti, torri di controllo e, in epoca successiva, cancelli di ferro. C'erano poi case, piazze e luoghi di incontro in città che gli altri piccoli centri non arrivavano neppure a concepire.

La precedente scoperta
Già nel 1989 si parlò del ritrovamento delle rovine dell'antica Sodoma: in quella circostanza lo scavo fu condotto dall'archeologo Ron Wyatt nei pressi del Mar Morto e furono rinvenuti moltissimi oggetti di uso comune che potessero risalire all'era dell'esistenza della città. Tuttavia è con gli studi dell'equipe di Collins che l'ipotesi prende una piega sempre più certa: le epoche, la grandezza del sito, e la posizione geografica lasciano dunque pensare che siamo di fronte al luogo di cui si narra nella Bibbia.
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 Pubblicato da il 18/10/2015 - - ® Riproduzione vietata

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