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Festa di San Fermin (San Firmino) e la corsa dei tori di Pamplona

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Nella Spagna settentrionale, per la precisione nella Comunità Autonoma della Navarra, la città di Pamplona (Iruña, in basco) è internazionalmente nota per la Fiesta de San Fermín, ovvero la Festa di San Firmino.

Per l'occasione migliaia di persone si ritrovano per vivere il rischio e l’emozione dei suoi famosi encierros, raccontati magistralmente da Ernest Hemingway nel suo romanzo Fiesta (The Sun Also Rises) del 1926.
Ogni anno per nove giorni, dal 6 al 14 luglio, rigorosamente vestiti con il tipico costume bianco e rosso, gli abitanti di Pamplona e i turisti si lasciano andare allo spirito della festa nelle strade.

L'appuntamento di San Fermín inizia il 6 luglio alle 12 in punto, quando dal balcone del Municipio viene sparato il chupinazo, ovvero il razzo che indica l’inizio ufficiale della festa.
Per il 2019 sarà la banda La Pamplonesa a lanciarlo, grazie alla votazione popolare indetta dal Comune.
Tre minuti prima delle 12, con la piazza gremita, tutti aspettano solo che i clarineros diano l'avviso all'incaricato, il quale si rivolge al pubblico con l'abituale saluto bilingue, in basco e in castigliano, "Viva San Fermín, Gora San Fermín", prima di accendere la miccia che dà il via alla festa.

Il primo encierro, la famosa corsa dei tori, si tiene il giorno dopo (7 luglio): alle 8 del mattino si aprono le porte del cortile di Santo Domingo e centinaia di persone iniziano a correre davanti ai tori lungo un percorso di 848,6 metri che, attraversando il centro storico, si conclude nell’arena.

L'encierro dura solo tre minuti e i momenti sono scanditi dallo scoppio dei razzi che indicano ai partecipanti i vari momenti dell’encierro: il primo sparo annuncia l’apertura delle porte del cortile, il secondo avvisa dell’uscita di tutti i tori, il terzo segnala l’ingresso degli animali nell'arena e il quarto avverte che i tori si trovano già nel loro recinto e che l’encierro si è concluso.
Va da sé che la corsa sia particolarmente pericolosa e che ogni anno siano numerosi i feriti, così come in qualche occasione ci scappi anche il morto. Non a caso, infatti, pochi minuti prima dell’inizio dell’encierro è tradizione per i partecipanti raccomandarsi a San Fermín cantando tre volte una litania davanti a un'immagine religiosa situata nella Cuesta de Santo Domingo.

Anche se nei pochi minuti della corsa l'adrenalina è alle stelle e la tensione è forte, ci sono comunque diverse regole da rispettare per la sicurezza propria e degli altri, che le autorità locali possono spiegare nei dettagli. In ogni caso, chiunque partecipi deve essere maggiorenne e conscio del fatto che si assume tutti i rischi annessi.

L'encierro si ripete tutti i giorni, dal 7 al 14 luglio; l'ultimo giorno la festa di San Fermín si conclude a mezzanotte con il ritrovo nella Piazza del Municipio (Plaza del Ayuntamiento) dove, illuminati dalle candele, tutti cantano il “Pobre de mí”, salutando la festa che ritornerà l’anno successivo.

La festa prevede una serie di appuntamenti rituali come processioni, sfilate musicali della banda al mattino presto e ritrovi serali con i tamburi, ma anche eventi collaterali come concerti, spettacoli di danza e, come da triste tradizione in Spagna, anche corride di tori con gli stessi animali protagonisti della corsa.

Informazioni utili per partecipare all'evento

Nome: Fiesta de San Fermín
Dove: Pamplona (Spagna).
Date: dal 6 al 14 luglio 2019.
Orari e programma: il 6 luglio il chupinazo dà il via alla festa alle ore 12.
L'encierro si svolge tutti i giorni dal 7 al 14 luglio.
Maggiori informazioni e programma completo sulla pagina ufficiale.

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 Pubblicato da il 19/06/2019 - - ® Riproduzione vietata