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Il Bacio delle Croci a Zuglio: la tradizione friulana dell'Ascensione

La domenica dell’Ascensione a Zuglio si rivive il rito sacro del “Bacio delle Croci”, una tradizione religiosa antichissima che ricorda quando la località, nota come Iulium Carnicum, era l’unico nucleo urbano lungo una delle arterie stradali principali che collegavano Aquileia al Norico meridionale (attuale Austria).

Il rito trae le sue origini nell’alto Medioevo quando la chiesa principale di Zuglio era la Pieve Matrice di San Pietro, situata su un’altura sovrastante il paese: è proprio di questa preminenza sulle altre chiese che resta traccia nella ricorrenza del “Bacio delle Croci”. Ogni anno centinaia di fedeli si radunano nel “Plan da Vincule”, pianoro sottostante alla Pieve, e alla chiamata del parroco salgono alla chiesa portando in processione fino al colle di San Pietro le croci argentee provenienti dalle chiese di tutte le valli della Carnia: le croci sono issate su lunghi bastoni e ornate con nastri colorati che vengono donati, come vuole la tradizione, dalle spose dell’anno. Secondo il rituale celebrato in lingua friulana, le croci, disposte in cerchio su un prato, vengono chiamate una a una dal preposto di San Pietro e inclinate fino a sfiorare quella della pieve “madre” in un simbolico bacio di fratellanza e sottomissione alla chiesa che fu centro del primo Cristianesimo in Carnia e cattedra vescovile fino all’ottavo secolo. Quando tutte le croci sono giunte alla Pieve, queste vengono benedette dal sacerdote che poi conclude il rito celebrando la messa solenne. La giornata prosegue, infine, con una festa popolare tra i prati della zona dove si possono degustare le specialità gastronomiche più tipiche della Carnia.

Dopo aver partecipato a questo rito suggestivo, il turista potrà proseguire nella visita di Zuglio che ospita anche un sito archeologico di particolare rilevanza. Gli scavi che hanno riportato alla luce edifici pubblici e privati, nonché diversi reperti storici, hanno fatto sorgere la necessità di realizzare anche un museo archeologico (ospitato all’interno del seicentesco Palazzo Tommasi Leschiutta) che ad oggi propone una ricostruzione della ricerca archeologica in Carnia dalla preistoria all’epoca rinascimentale e con un particolare riferimento all’insediamento romano. A breve distanza dal museo, inoltre, si possono raggiungere facilmente a piedi i resti del foro che testimoniano l’antica importanza del centro politico, religioso e commerciale della città.

Fonte: Agenzia Turismofvg
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