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Sukkot: Israele e Touring Club celebrano assieme la festa

La festa ebraica di Sukkot cade, secondo il calendario ebraico, il 15 di Tischri, fra settembre ed ottobre, proprio all’inizio dell’autunno. Secondo la tradizione riportata dalla Torah, la permanenza dei figli d’Israele nel deserto durò ben quarant’anni, durante i quali Mosè spiegò loro il contenuto ed il significato dell’insegnamento impartito dalla Torah, affinché, alla loro entrata nella Terra Promessa, fossero in grado di metterlo in pratica. La permanenza nel deserto fu così lunga perchè il popolo, nonostante i prodigi ed i miracoli a cui aveva assistito, aveva talvolta dimostrato debolezza. In ricordo delle abitazioni instabili e precarie in cui il popolo dimorò nel deserto per quarant’anni, gli ebrei a Sukkhot costruiscono delle capanne seguendo ben precise disposizioni tra cui quella significativa di ricoprire il tetto di fronde e di foglie per lasciarne una parte scoperta affinché vi si possa scorgere il cielo: un monito perché si tenga sempre presente, ovunque le vicissitudini della vita conducano, di lasciare simbolicamente uno spazio da cui entri la luce di Dio. Le capanne ricordano che il cammino degli ebrei, come in fondo quello di tutta l’umanità, deve ispirarsi alla volontà divina.

La festa di Sukkot già nella Torah è considerata la festa per eccellenza. Una festa dal carattere profondamente religioso durante la quale tutti si recavano a Gerusalemme ad ascoltare la lettura della Torah stessa. Insieme a Shavuot ed a Pesah anche Sukkot viene classificata come una delle cosiddette “feste del Pellegrinaggio”. Alle feste di pellegrinaggio si unisce il significato religioso con quello agricolo, ma Sukkot assume un significato davvero particolare: quello della gioia. La gioia della fine del lungo peregrinare, l’acquisita comprensione ed accettazione della Torah, il raggiungimento di quella Terra in cui finalmente il pensiero si sarebbe trasformato in azione lieta e consapevole sulla Terra stessa, dono di Dio all’uomo e sulla quale l’uomo è responsabile.

Se la capanna - Sukkah appunto -simboleggia la precarietà delle abitazioni in cui il popolo d’Israele si trovò per quarant’anni, la Sukkah della festa deve essere costruita rispettando regole e dettami ben precisi. Tutti luoghi d’Israele durante la festività di Sukkot riempiono strade, giradini e terrazzi con queste caratteristiche capannine. Le capanne possono essere costruite di legno e di stoffa ed in esse devono essere inseriti i simboli della festa stessa.

Per Sukkot si prepara il Lulav, ovvero una composizione costituita da un ramo di palma, tre di mirto, due di salice che vengo legati fra loro con solo elementi vegetali ed a parte viene poi aggiunto un cedro del tutto intatto. Molte sono le interpretazioni ed il significato che viene dato al Lulav. Per alcuni la palma simboleggia l acolonna vertebrale, il mirto gli occhi, il salice le labbra, il cedro il cuore. In questo modo tutte le membra del corpo umano si associano nel lodare il Signore, secondo quanto scritto nel salmo 35.10: “Tutte le mie membra diranno: «“Signore, chi è come Te?”» Per altri le quattro specie rappresentano i vari caratteri degli esseri umani. La palma dà frutti dolci e nutrienti, ma non ha alcun profumo, così come ci sono uomini che compiono buone azioni, ma più per senso di dovere che per altruismo. Il mirto ha il profumo, ma non produce frutti, come quegli uomini che parlano molto, ma all’atto pratico non fanno nulla. Il salice non dà né profumo né frutti, come quegli uomini privi d’interesse per gli altri. Tuttavia tra le quattro specie spicca il cedro: perfino i suoi rami effondono un delizioso profumo, ed i suoi frutti sono buoni e nutrienti. Esso simboleggia quegli uomini che aiutano il prossimo sia con il cuore sia con le buone azioni.

Ancora una volta un evento nasce dalla sinergia e dalla collaborazione. Ancora una volta l’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo trova nel Touring Club Italiano un partner straordinario per far conoscere gli aspetti differenti ed affascinanti della Terra d’Israele e delle tradizioni del popolo ebraico. Presso la sede storica sede del Touring Club di Corso Italia 10, I’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo presenterà a stampa ed operatori il nuovo delegato dell’Ente, dottor Tzvi Lotan. Questa non è la prima esperienza in Italia di Tzvi Lotan: già dal 2000 al 2004 è stato infatti direttore dell’Ente ed ora ritorna con l’energia e la vitalità di sempre. La Festa di Sukkot, festa gioiosa per eccellenza, sembra davvero lo scenario migliore per presentare i programmi di Tzvi Lotan e del Ministero del Turismo d’Israele. La serata sarà introdotta da Marco Berchi, direttore di Qui Touring, straordinario padrone di casa e RAV RODAL della Sinagoga Beth Shlomo di Via Foscolo 1 racconterà l’origine ed il significato della Festa di Sukkot.

Fonte: Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo
Ufficio Stampa cohn&wolfe
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 Pubblicato da il 15/10/2009 - 2.980 letture - ® Riproduzione vietata

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