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Itinerari nel Mendrisiotto: vino, natura e arte nella Svizzera meridionale

Lo chiamano la Toscana della Svizzera, sarà per via di quei filari di vigneti che modellano dolcemente le colline o di quel colore rosseggiante che ne accarezza i profili verso il tramonto; di fatto il Mendrisiotto è il più piccolo dei cantoni del Ticino, quello più a sud, e si estende a davvero pochi passi dall’Italia. È lambito dalle acque del Ceresio, il lago di Lugano, e sorvegliato da un gigante buono, il Monte Generoso, che con i suoi 1704 metri regala un colpo d’occhio davvero suggestivo sul bacino del Basso Ceresio. A fargli da contraltare, Monte San Giorgio, una montagnola meno imponente certo, ammantata di verde, ma custode di un tesoro unico fatto di reperti fossili e rettili marini, che gli hanno valso l’inserimento nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco.

Il Mendrisiotto è una vera sorpresa, un territorio dolce e accogliente, da scoprire senza fretta, in sella a una bicicletta o armati di scarponcini da trekking e di sicuro non vi deluderà. Se poi siete palati esigenti, nessuna paura, che sia un ristorante o un grotto, i prodotti tipici sono i protagonisti assoluti, dai salumi ai prodotti slow food – in Ticino si contano ben 4 presidi –, tra cui lo zincarlin, il formaggio della Valle di Muggio, che esiste anche nella variante al gin, il gincarlin!
Per scoprire questa ricchezza potete mettere in conto lo spazio di un weekend e scegliere come base di partenza la cittadina di Mendrisio, ben collegata con le linee ferroviarie in arrivo dall’Italia grazie a treni anche diretti da Milano.

Tra i vigneti in sella alle due ruote: il Bike’ n’ wine tour


Patria per eccellenza del Merlot, nel Mendrisiotto si produce più del 40% del vino ticinese, e non si stenta a crederlo guardando il panorama vitivinicolo che caratterizza il territorio. A farlo vivere in un modo insolito ci ha pensato Carlo Crivelli, ideatore e promotore del progetto Mendrisiotto Terroir, che un paio di anni fa ha supportato l’idea nata in seno al lavoro di tesi della giovane Giada Genini presso la SSAT (Scuola Superiore del Turismo). Dalla progettazione si è passati allo sviluppo e oggi l’idea è diventata una vera e propria offerta turistica promossa da Ticino Turismo: il Bike’ n’ Wine - Pedalando nel Mendrisiotto alla scoperta del vino.
L’itinerario segue un bel percorso ad anello tra vigneti e piccole frazioni, con partenza e arrivo all’enoteca Borgovecchio Vini SA, sede di Mendrisiotto Terroir a Balerna. L’escursione è alla portata di tutti, si snoda lungo circa 5 km di strada quasi tutta asfaltata, in compagnia di una guida esperta che accompagna il tour, tra panorami unici. Le uniche soste “consentite” sono le degustazione programmate nelle cantine locali, all’ombra di un affascinante pergolato e alla scoperta di produttori e vere eccellenze locali come la Piccola Vigna e il loro Merlot Barrique Doc con un palmares di tutto rispetto (medaglia d’oro, miglior Merlot in purezza della Svizzera al Mundial du Merlot del 2017).
Il tour si conclude con un aperitivo a base di prodotti tipici del territorio negli spazi dell’enoteca di Borgovecchio.
Per info e prenotazioni: Mendrisiotto Terroir, tel. +41 (0)91 6976341, info@mendrisiottoterroir.ch

In vetta al Monte Generoso: il Fiore di pietra


Si può affrontare la salita al Monte Generoso anche a piedi, da uno dei tanti sentieri che partono da valle, oppure si può optare per una salita alternativa e altrettanto suggestiva con la storica ferrovia a cremagliera – risale al 1890 –, che si arrampica per una mezz’ora abbondante sulle pendici del Generoso dalla stazione di Capolago. Il punto di arrivo lascia senza fiato, una terrazza panoramica che spazia dal Monviso al Pizzo Bernina e nelle giornate più fortunate consente di vedere fino le guglie del duomo di Milano.
La cima del Monte Generoso ospita l’osservatorio astronomico, aperto al pubblico con visite guidate, e il Fiore di pietra, opera monumentale firmata da Mario Botta che dialoga perfettamente con il paesaggio circostante. Il rivestimento realizzato in travertino di gneiss si alterna strato dopo strato per sottolineare la fatica dell’ascesa. Il complesso ospita uno spazio per esposizioni d’arte, una sala convegni, un ristorante con vetrate che aggettano sul paesaggio circostante e una terrazza panoramica dalla vista unica. All’entrata è possibile ammirare alcuni affreschi che decoravano le sale dell’antico hotel Bellavista, poi demolito.
Crocevia per la migrazione di uccelli, il Monte Generoso è un ecosistema davvero vario con oltre 800 specie vegetali; si può scoprire in molti modi, attraverso 51 chilometri di sentieri e 27 di itinerari in mountain bike, in parapendio o percorrendo la via ferrata. Il consiglio è scegliere uno dei tanti sentieri tematici come il sentiero delle nevère, un percorso suggestivo nel cuore del museo etnografico della Valle di Muggio.
Per info e prenotazioni: Monte Generoso Ferrovia Monte Generoso, Capolago, tel. +41 (0)91 6305111; struttura turistica Fiore di pietra, tel. +41 (0)91 649 77 22

Il sentiero delle nevère


Una camminata di circa due ore, anche tre se si vuole andare piano, porta lungo il sentiero di queste antiche costruzioni, un circuito circolare che parte dalla vetta del Monte Generoso fino all’Alpe di Nadigh e Génor, da fare con guide preparatissime come Paolo e Silvia Crivelli. Sì perché le nevère sono edifici a secco dalla forma circolare che si ritrovano qui perché sul Monte Generoso l’acqua scarseggia e i pastori un tempo avevano davvero molte difficoltà a conservare il latte. Le nevère – letteralmente casette della neve –, servivano proprio a questo; dal tetto conico e con una scala a chioccola che permetteva di controllare il livello della neve raccolta all’interno, venivano usate per raccoglierne così tanta da costituire una vera e propria cella frigorifera. Una volta riempita la nevèra, il latte veniva conservato prima di fare il burro, in marmitte di rame poste sopra uno strato di foglie che le separano dalla neve.
Le nevère che si vedono lungo il sentiero sono circa una decina tra cui la nevèra di Génor Caseret restaurata dal Museo Etnografico della valle di Muggio, museo diffuso che promuove la conservazione del patrimonio storico, artistico, etnografico e paesaggistico della regione compresa tra il Ceresio e il Lario.
Il Museo etnografico preserva molte altre strutture oltre alle nevère, dagli edifici religiosi ai mulini di cui il mulino Bruzella resta una testimonianza interessante; ancora fuzionante, può arrivare a macinare fino a 800 chili di mais nella varietà gialla e rossa, e ospita un piccolo museo con antichi oggetti usati nella molinatura.
Per info e contatti: Museo etnografico della valle di Muggio, Cabbio, tel. +41 (0)91 6902038; Mulino di Bruzella, visite dal 3 aprile - 31 ottobre 2019, tutti i mercoledì e giovedì e tre domeniche al mese dalle 14 alle 16.30.

Assaggi d’Arte al Museo Vela di Ligornetto


Il Mendrisiotto propone anche molti spunti d’arte, per esserne certi basta mettere piede negli spazi del Museo Vela di Ligornetto, poco lontano da Mendrisio.
Casa museo dello scultore ticinese Vincenzo Vela (1820-91), la villa dell’Ottocento è interamente immersa in uno splendido parco, frutto della commistione tra il giardino italiano e all’inglese con una vasta collezione di piante ornamentali, specie botaniche e di agrumi, tra i quali spicca la mano di Buddha.
Progettata dallo scultore di Ligornetto Vincenzo Vela e costruita su progetto di Cipriano Ajmetti, architetto della Corte Sabauda, fu trasformata in museo pubblico dopo la donazione allo Stato; la gipsoteca monumentale contiene i calchi originali di molte delle opere fuse in bronzo che si ammirano ancora oggi in giro per il mondo. Oltre alle opere di Vicenzo Vela, si possono vedere i lasciti dello scultore Lorenzo Vela (1812-97) e del pittore Spartaco Vela (1854-95), una notevole quadreria ottocentesca di pittura lombarda e piemontese, centinaia di disegni autografi e una delle più antiche collezioni fotografiche private svizzere.
La casa museo è stata ristruttura da Mario Botta, e l’attuale allestimento ruota tutto intorno al scenografico salone centrale che ricrea una sorta di pantheon degli eroi risorgimentali e dove il bianco candore delle statue si esalta nel contrasto con le pareti scure.
Per info e contatti: Museo Vincenzo Vela, Ligornetto, tel. +41 58 4813044/40.

Uffici Turistici e consigli utili

Per informazioni turistiche sulla destinazione, oltre al sito di Svizzera Turismo, potete consultare TicinoTurismo (Bellinzona, tel. +41 (0)91 8257056) e l’Organizzazione Turistica Regionale Mendrisiotto e Basso Ceresio (Mendrisio, tel. +41 (0)91 6413050).
Per viaggiare in Ticino un’ottima soluzione è rappresentata da Ticino Ticket grazie al quale chi pernotta in uno dei 500 tra hotel, ostelli della gioventù o campeggi, può muoversi liberamente sui mezzi pubblici di tutto il Canton Ticino. È inoltre possibile usufruire di agevolazioni su impianti di risalita e crociere nel bacino lacustre.
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 Pubblicato da il 01/10/2019 - - ® Riproduzione vietata

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