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Polesine cosa vedere? Itinerario tra Rovigo e il Delta del Po

Con un neanche troppa fantasia potremmo forse dire che il Polesine è la “Mesopotamia d'Italia” visto che corre, rigoglioso e geometricamente solcato da canali, tra due importanti fiumi: il Po e l’Adige.
Questa sua natura "acquatica"’gli conferisce un'atmosfera un po’ fiabesca, dove il caos cittadino non trova spazio e i rumori che accompagnano i passi dei visitatori sono scanditi dai cinguettii degli uccelli che qui vivono tranquilli.

Dove si trova il Polesine?

Lì, dove il Veneto si stende nella Pianura Padana, dopo essersi lasciato alle spalle le Dolomiti Bellunesi e le dolci Colline del Prosecco. Siamo in provincia di Rovigo, zona umida di rilevanza internazionale che, con il Parco Regionale Veneto del Delta del Po, propone al turista scenari suggestivi forse ancora poco conosciuti ma incantevoli, da esplorare con lo zaino in spalla e un binocolo nello zaino, perché qui si danno appuntamento specie ornitologiche rare e preziose, vero tesoro per gli appassionati di birdwatching.

Ho quindi raccolto in questa guida informazioni, consigli e suggerimenti su cosa fare e cosa vedere nel Polesine, meta ideale per le vostre vacanze a stretto contatto con la natura o, più semplicemente, se siete alla ricerca di una gita domenicale fuori porta nel Veneto adatta a tutta la famiglia.

Il Polesine e il suo territorio


A guardarlo dall’alto il Polesine sembra una sorta di grande puzzle disegnato dall’acqua. In questo territorio, infatti, si racconta di come l’uomo sia riuscito, nel corso dei secoli e attraverso bonifiche e opere ingegneristiche incredibili, a sottrarre dall’impeto dell’acqua una lingua di terra, compresa tra Rovigo e il Mar Adriatico e solcata da canali e paleoalvei di antichi fiumi, sui quali, spesso, corrono in sopraelevazione le strade più storiche. Tutto intorno campi coltivati con cura, golene fluviali, gorghi d’acqua risorgente, zone lagunari, ombreggiate pinete e canneti che danno riparo ad aironi, gazze, falchi e altri esemplari di uccelli migratori e non.

Nella sezione più orientale del Parco i canali sono circoscritti dagli scanni, lunghe lingue di sabbia che proteggono la laguna dal mare e ospitano alcune tra le più belle spiagge del Veneto, come Rosolina e Barricata.
Nella parte più interna la terra fertile domata dall’uomo regala prodotti della terra preziosi - come l’Aglio Bianco Polesano DOP, il Riso del Delta del Po, il Radicchio di Chioggia IGP, l’Insalata di Lusia IGP e la Zucca di Melara - che contribuiscono a rendere superba la tradizione enogastronomica locale. A Tal proposito merita sottolineare che da queste parti l’attività di pesca è intensa. Particolarmente rinomati risultano essere gli allevamenti della Cozza di Scardovari DOP e della Vongola Verace del Polesine, prelibatezze che vi farò sicuramente assaggiare durante il nostro viaggio.

Polesine e gusto


Sono certa che un paragrafo di approfondimento sui prodotti e i piatti tipici del Polesine vi permetterà di affrontare con maggior consapevolezza la parte del nostro viaggio in cui gli unici muscoli che dovremo muovere sono quelli masticatori.
Il nostro itinerario tra gli assaggi rodigini comincia con gli antipasti più caratteristici, come la Bruschetta con Aglio Polesano o il Misto di Cozze e Vongole alla Polesana, e prosegue con i primi piatti più gustosi, come i Maneghi, i tipici gnocchi polesani conditi con zucchero e cannella, e la grande varietà di Risotti, con Insalata di Lusia, al Profumo di Melone del Delta del Po e con la zucca di Melara.

Tra i secondi piatti impossibile non soffermarsi sull’Anguilla con Radicchio di Chioggia, sulla Faraona “in tecia”, ossia cotta nel tegame di coccio, sul Filetto di Cefalo Lotregano, con asparagi e zafferano, sulle Sarde Fritte “in Saor”, con uvetta e pinoli, sul Filetti di Sgombro in Umido e sui “Bisatei” - anguille - Fritti, accompagnati da Radicchio in Teglia o Fagioli all’Olio.
Un capitolo a parte va dedicato ai prodotti da forno, tra il Pan Biscotto, i più celebri sono quelli di Loreo e Villadose, che viene lasciato ad asciugare finché non perde tutta l’umidità, la Pizza Onta, deliziosa con i Ciccioli di Maiale, e i Coari, tocchi di pane fritto, senza dimenticarsi di citare lei, la vera regina delle tavole venete. la Polenta, da servirsi morbida, fritta o ripassata in forno con i formaggi.

Per restare su preparazioni ipocaloriche e adatte per chi è a dieta, passiamo ai dolci: Frittelle di Zucca, Sugoli, deliziosi budini a base di mosto, le Esse Adriesi, i biscotti di pasta frolla a forma, per l’appunto di esse, i Perseghi all’Alchermes e la Miassa, la torta bassa a base di zucca, farina di mais e frutta secca. Un trionfo per le papille gustative!

Per riempire i calici dobbiamo invece chiedere qualche prestito ai vicini, poiché non ci sono né DOC né DOCG polesane. Non è, però, un grossissimo problema, visto che basta fare qualche decina di chilometri per trovare la Strada del Vino dei Colli Euganei, che propone etichette in grado di accompagnare tutti i piatti tipici della tradizione polesana, e la Strada del Prosecco, le bollicine più buone di tutto lo Stivale, perfette per accompagnare gli antipasti e i dessert.
Come va la salivazione?
Su, forza, partiamo per il nostro viaggio: i ristoranti del Polesine ci stanno aspettando.

Delta del Po: cosa vedere ed escursioni


Una delle prime cose da fare quando ci si ritrova da queste parti è, senza ombra di dubbio, visitare il Delta del Po in barca. Numerose sono le escursioni organizzate su chiatte, canoe e batane, le tradizionali barche a fondo piatto istriane, grazie alle quali potrete andare alla scoperta delle zone meno antropizzate del Polesine, dove il lento navigare lungo il dedalo di canali vi porterà piano piano là dove il fiume si bacia con il mare.

Altro mezzo ideale per visitare il Polesine è la bicicletta con la quale si può andare davvero ovunque, barca compresa. I percorsi ciclabili sono numerosi e di diversa difficoltà, in modo da soddisfare le esigenze non solo di chi riesce a macinare chilometri ogni giorno, ma anche di chi, meno allenato, si avventura con allegria e leggerezza alla scoperta di questo curioso territorio.
Da segnalare senza dubbio la Via delle Valli del Polesine, che definire pista ciclabile è un po’ riduttivo; si tratta, infatti, di un insieme di percorsi per velocipedi che formano, in tutto, quattro itinerari diversi tra Rosolina, Porto Levante e Porto Tolle.
I cicloturisti più stoici, infine, possono anche valutare di percorrere gli oltre 50 chilometri che dividono Rovigo dal Delta del Po ed esplorare l'intera zona, fino negli anfratti più nascosti.

Ovviamente le escursioni nel Polesine si possono fare anche a piedi, armati di un buon paio di scarpe da trekking e di una buona cartina su cui sono segnalati i percorsi più suggestivi. Affascinati le architetture e i reperti che si trovano camminando, dalle antiche palafitte dei pescatori ai ruderi di vecchie cascine, dalle rovine di ville signorili alle torrette per il birdwatching dentro le quali è possibile rifugiarsi per spiare uno stormo di Fenicotteri Rosa che atterra silenzioso in tutta la sua spettacolarità.

Benvenuti, infine, i turisti pleinair che potranno trovare per i loro camper numerosi campeggi, soprattutto in zona Rosolina Mare, e frequenti aree sosta attrezzate.

Tra le compagnie che organizzano escursioni meritano sicuramente una menzione la Marino Cacciatori e la Delta Tour Navigazione Turistica, presenti sul Delta del Po da generazioni.
Segnalo, infine, il sito ufficiale del Parco Regionale Veneto del Delta del Po.

I più bei borghi in provincia di Rovigo


Il Polesine, però, non è solo la zona umida più bella e importante d’Europa, ma anche il custode di un patrimonio artistico e culturale di rara, e quasi sconosciuta, bellezza. Città murate, imponenti castelli, eleganti ville gentilizie ed incantevoli borghi si propongono silenziosi al turista appassionato d’arte e di storia. Diamo un'occhiata?

Nell’Alto Polesine il punto di riferimento è Badia Polesine, deliziosa cittadina che sorge sulla riva destra dell’Adige ed è tagliata in due dal Canale Adigetto. L’antica Abbazia di Vangadizza, convento benedettino risalente a prima dell’anno Mille, è il monumento simbolo di Badia; il duecentesco Chiostro trapezoidale è ancor oggi perfettamente conservato, mentre dei muri della Chiesa resta solo qualche rudere dopo lo smantellamento portato a termine durante la dominazione francese.
Interessante anche una visita al Museo Civico Baruffaldi, piccolo gioiello semisconosciuto che conserva una copia cinquecentesca de "L’Ultima Cena" leonardesca realizzata da Girolamo Bonsignori, oltre che reperti archeologici locali. Da vedere!

Altro gioiello tra i borghi veneti della provincia di Rovigo è Fratta Polesine.
Cosa vedere? Indubbiamente Villa Badoer, affettuosamente conosciuta con l’appellativo “La Badoera”, sito UNESCO e capolavoro palladiano edificato nel 1556 e ancora perfettamente conservato, coi suoi marmi bianchi portati con fierezza, la scenografica scalinata e le sue linee rotonde e seducenti.
Basterebbe questo per rendere obbligatoria la tappa a Fratta, ma noi non ci accontentiamo, perché andiamo a visitare anche la più grande Necropoli europea risalente all’Età del Bronzo e il Museo Archeologico Nazionale, ubicato nella barchessa dell'edificio palladiano, che ne ospita i più importanti ritrovamenti.
Finiamo con la Casa-Museo Matteotti, dove quello che è stato uno dei padri della democrazia visse con la sua famiglia, prima di dedicare un po’ d’attenzione alle nostre papille gustative, che sono stanche di seguirci in tutto questo girovagare e sono desiderose di assaggiare qualcuna delle specialità raccontate nel paragrafo del gusto.

Si riparte alla volta di un altro piccolo capolavoro architettonico del Polesine: Adria.
Pensate che più di due millenni fa qui abitavano gli Etruschi e Hatria - questo l’antico nome - era uno dei porti più importanti della regione. Ciò significa che a quei tempi la cittadina si trovava sul mare, mentre oggi dista da esso ben 25 km….com’è possibile? Semplicemente perché, lentamente ma inesorabilmente, il “Polesine cammina verso Oriente”, accumulando i depositi del Po intorno al suo delta.
Cosa vedere ad Adria? Il Museo Archeologico cittadino custodisce i preziosi reperti archeologici, risalenti agli Etruschi, ai Greci e ai Romani, trovati durante gli appassionati scavi portati avanti dalla famiglia Bocchi alla fine del XIX secolo. Bella anche la Cattedrale dei S.S. Apostoli Pietro e Paolo che si presenta con la monumentale sacrestia e un antichissimo bassorilievo copto-egiziano del VI secolo.

Concludiamo il nostro viaggio con il particolarissimo borgo sparso di Porto Tolle.
Cosa vedere? A dire la verità non ci sono grandi edifici da ammirare od opere architettoniche di particolare pregio, perché il nucleo abitato è ubicato in disordine sulla punta più estrema della foce del Po, affacciato sul fiume e sul mare. Si tratta di un paesino disseminato sulle diverse isolette delimitate dai numerosi canali e si propone al visitatore con quella sua anima un po’ confusa, da paese di confine, a cavallo com’è tra la campagna che si allunga alle sue spalle e il mare che si fa sentire verso est.

Ma se le cose stanno così, perché vi accompagno a Porto Tolle? Perché qui ci sono belle spiagge sabbiose, scorci panoramici che spesso lasciano senza fiato e, soprattutto, i migliori ristoranti per degustare le cozze e le vongole di Scardovari, i cui orti marini si trovano proprio su questa stessa lingua di sabbia.

Ti piace viaggiare? Visita il nostro canale dedicato agli itinerari in Veneto.
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 Pubblicato da il 01/07/2020 - - ® Riproduzione vietata

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