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Vacanza in barca a vela alle Isole Eolie, itinerario e consigli

L’arcipelago delle Eolie è composto da sette isole principali, tutte di origine vulcanica, e qualche isolotto; nel complesso chi le visita le pone in cima alla lista dei luoghi più affascinanti del mondo. E’ infatti oggettivamente molto difficile godere contemporaneamente dei piaceri forniti da una veleggiata notturna, da un piatto di involtini di spada e da una eruzione vulcanica ‘live’ sul mare, ovvero il programma tipo di una serata a Stromboli.

Vero, da Milano è più semplice raggiungere Barbados che Panarea, non ci sono porti degni di questo nome, gli ancoraggi sono solamente da bel tempo e non sempre la popolazione locale apprezza gli intrusi, ma una buona organizzazione, una barca e un po’ di fortuna con la meteo faranno delle Eolie la crociera preferita di ogni viaggiatore. Serve soprattutto un po’ di fortuna, visto che la conformazione stessa di un vulcano, conico e ripido per definizione, non facilita geologicamente la creazione di baie e ancoraggi, quindi è bene non lasciare mai la barca incustodita e soprattutto non aspettarsi mai come un dato di fatto di godersi sia il tramonto che l’alba dallo stesso posto.

Per chi ha solo una settimana di tempo il consiglio è di concentrarsi su Stromboli, Panarea, Salina e Filicudi, lasciando Lipari, Vulcano e Alicudi ha chi ha almeno due settimane di crociera. Le basi di imbarco possibili sono Tropea e Milazzo, la prima più vicina a un aeroporto (Lamezia), la seconda più vicina alle isole. Il vostro preferisce la partenza da Tropea con l’arrivo su Stromboli, magari di notte, seguendo i lampi del ‘Faro del Mediterraneo’.

Stromboli


Stromboli è pura magia, fascino selvaggio, quasi istintivo. Quando il nostro corpo percepisce il tremolio del vulcano, così silente ma chiaramente percepibile non solo dai piedi ma da ogni senso del corpo, si sente la vita della terra, magari mentre si sorseggia un negroni per l’aperitivo in piazzetta, o per il cannolo mattutino, tutto per mantenere alta la glicemia della sera precedente. Si’ perché Stromboli è un’isola dove ci si diverte, isola di passioni, di balli senza musiche troppo forti, magari sulla spiaggia nera. Non per nulla qui Rossellini conquistò Ingrid Bergman e ci fece il film, Stromboli appunto, proiettato ogni settimana nel teatrino all’aperto. Da non perdere anche Ginostra, un borgo in miniatura dove l’elettricità è giunta nel 2006… Prima di allora tutta la serata, dal calamaro ripieno, al ballo sul sagrato della chiesa, al bacio della buonanotte, era a lume di candela. Stromboli è l’isola da non perdere, perché entra nel cuore, per restarci per sempre.

Panarea


Panarea è l’Ibiza dell’arcipelago, ma al posto di inglesi e tedeschi troviamo napoletani e romani, che hanno colonizzato le lussuose ville della meravigliosa isola. Si conoscono più o meno tutti, e di inverno si incontrano a Cortina. Spettacolari le scogliere e l’acqua di Cala Nave e di Basiluzzo, ai tempi che furono templio del cappero. Meno appariscenti ma forse più affascinanti i dintorni di Cala Giunco, dove ancorare però è vietato, o forse anche no (chiedete a Compamare Lipari per comprendere le bizze del momento). Ristoranti e vita notturna sono eleganti e, come si suol, dire, ‘esclusivi’, appannaggio dei locali e ospiti dei due alberghi. Il foresto non si sente particolarmente benvenuto. Ma Panarea va vista e ammirata soprattutto di giorno, e specialmente per la sua incredibile acqua trasparente, la più ammaliante dell’arcipelago.

Salina


Salina è l’isola dove investire nell’immobiliare, senza necessariamente acquistare la casa dove Troisi e Noiret hanno girato ‘Il Postino’. Non ha il fascino passionale di Stromboli ma i suoi due vulcani sono spenti, ha una splendida varietà di territorio che va dalla spiaggia, al vigneto alla falesia al campo coltivato, ha 4 splendidi paesi uno diverso dall’altro, una splendida pescheria e le granite più famose dell’arcipelago. Il navigatore troverà sollievo, fuori stagione, nel piccolo porticciolo di Santa Marina, mentre in alta stagione dovrà presumibilmente ancorarsi poco a sud dello stesso, salvo i soliti santi in paradiso, ma la discesa a terra sarà premiata da ottimi ristoranti, deliziose passeggiate, gite in motoretta non necessariamente corredate di casco, e un ottimo vino locale, prodotto per lo più da una famiglia tedesca, che sembra però avere trovato una produttività da nozze di Canaan viste le bottiglie che produce in quel minuscolo lembo di terra a nord di Santa Marina, vicino al faro. Salina è da non perdere, sia per i miracoli che per la poesia.

Filicudi


Filicudi è l’isola che meno di tutte somiglia a un vulcano, una collina verde e ripida stiracchiata leggermente verso est, a creare un ‘porto’ sui generis, in mezzo a un mare di cristallo blu. Anche Filicudi ha i suoi aficionados, che rifuggono la mondanità di Panarea e l’alternatività di Stromboli. Filicudi è silenzio, cene dall’’avvocato’ a Pecorini, tramonti sullo stupendo scoglio ‘La Canna’ intorno al quale val la pena ormeggiarsi nelle giornate tranquille, per scoprire i fondali ed avere la sensazione di essere ancorati in mezzo al Mediterraneo.

Lipari


Lipari, l’isola più grande, ha un delizioso centro urbano vicino al porto, un paio di ormeggi spettacolari sulla costa, ahimè ovest quindi meno protetta, e una famosa miniera di talco da cui rotolarsi. Sarebbe una destinazione da sogno in quasi ogni mare del mondo, ma alle Eolie, Ubi Maior…

Vulcano


Vulcano è il secondo cratere attivo dell’arcipelago, e richiede solo una camminata di un’oretta per la vetta, mentre Stromboli esige 3 ore di scalata. Certo il premio per la fatica è proporzionato. Due antichi crateri secondari hanno formato due baie molto protette, il porto di Levante e quello di Ponente. Purtroppo la situazione a terra, unito all’aroma dei fanghi sulfurei che molti amano, non ne fa una destinazione ideale.
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 Pubblicato da il 23/10/2018 - - ® Riproduzione vietata