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Slow rafting: escursioni in barca sul fiume Ticino da Vigevano a Pavia

Chi l’avrebbe mai detto. Basta percorrere 30 km dal centro di Milano, lasciandosi alle spalle traffico e palazzi, per ritrovarsi in un contesto paesaggistico meraviglioso, incontaminato, ricco di verde e di acqua, praticamente in Amazzonia. L’oasi ambientale a cui ci riferiamo è il Parco naturale lombardo della Valle del Ticino, il più antico parco regionale d’Italia, essendo stato istituito nel lontano 1974.

Le sue dimensioni, con una superficie di oltre 90.000 ettari divisa in tre province (Varese, Milano e Pavia), e la sua biodiversità lo rendono un punto di riferimento per amanti della natura, birdwatcher e soprattutto per appassionati di sport acquatici, che possono diverstirsi lungo decine di chilometri di fiume quasi del tutto prive di forme di antropizzazione.

Tra le poche costruzioni che si affacciano su questo tratto di Ticino, che dal Lago Maggiore scende fino al Po attraversando la Pianura Padana tra Piemonte e Lombardia, c’è la centrale idroelettrica di Vigevano, mirabile esempio di architettura industriale di inizio Novecento tutt’ora in funzione. Dal 2003, grazie alle concessioni di Eni, accanto alla centrale si sono stabilite alcune associazioni per loro natura indissolubilmente legate all’acqua: Canoa Club Vigevano, Studio Emys, La Città Ideale e AqQua. Quest’ultima, in particolare, si è spesa nel trasformare gli edifici attigui al polo di produzione energetica in luoghi adatti ad ospitare turisti e scolaresche, dando vita a un movimento in continua espansione imperniato sull’amore per l’acqua e la canoa.

A lavorarci è un gruppo eterogeneo di persone, gentili, disponibili e col sorriso sulle labbra. Presidente e coordinatore tecnico è il simpatico Antonio Vincenzi, grande appassionato di canoa temprato da discese lungo i fiumi più impetuosi del mondo dal Canada alla Nuova Zelanda. Tuttavia, a dispetto dei trascorsi spericolati, è stato lo stesso Vincenzi il principale fautore della svolta “slow” impressa al mondo del rafting locale, trasformandolo da attività estrema adatta solo a impavidi marcantoni a sport praticabile da tutti. Bambini, anziani, famiglie: nessuno è escluso dalle iniziative promosse da AqQua sul corso del Ticino, un fiume per sua stessa natura relativamente “dolce”, adatto ad escursioni tranquille, che possono culminare in abbondanti grigliate all’aria aperta.

Slow rafting”: questa la denominazione scelta da Vincenzi per riassumere la sua attività. In sostanza la discesa lungo il fiume, praticabile indifferentemente in canoa, kayak o in ampi gommoni da 12 persone, predilige la contemplazione del paesaggio, della fauna e della flora che si affacciano sulle sue ampie sponde ghiaiose, a discapito delle emozioni e delle scariche di adrenalina che siamo soliti associare al termine rafting. In realtà, per uno come il sottoscritto che fino a ieri al fiume era andato al massimo a pescare, certi passaggi sono apparsi tutt’altro che privi di brivido, con tanto di scarpe e vestiti inzuppati da qualche sporadica onda scivolata oltre le sponde del natante.

Partendo dalla centrale idroelettrica di Vigevano la prima parte del percorso è particolarmente selvaggia, con il fragore delle onde ad alternarsi al cinguettio degli uccelli come unico rumore di sottofondo. Nel secondo tratto, dopo aver superato la seconda base nautica di AqQua presso il Lido di Pavia, è possibile spingersi fino al centro storico del capoluogo, con la possibilità unica di ammirararne il Duomo ed altri monumenti simbolo da un punto di vista privilegiato.

Per coloro che volessero prolungare la propria esperienza c’è la possibilità di prenotare un intero weekend sul fiume, da trascorrere alla scoperta delle lanche e con tutto il tempo per un bel bagno. L’offerta di AqQua prevede infatti l’opportunità di suddividere l’itinerario in due giorni, con tanto di pernottamento in tenda su un’isola deserta immersa nel silenzio e circondata dalla natura incontaminata del parco naturale. Malgrado il contesto assolutamente “wild”, con l’arrivo del tramonto non crediate di dover procacciare il cibo per la cena improvvisando trappole o dedicandosi alla pesca. Lo staff di AqQua, che rimarrà al vostro fianco per tutta la durata dell’esperienza sul fiume, provvederà infatti ad imbandire una lauta grigliata sotto le stelle, allietandovi il pasto con suggestivi racconti e curiosità riguardanti le caratteristiche di questo piccolo angolo di paradiso.

Per maggiori informazioni relative ai diversi pacchetti e al loro costo potete consultare il sito www.raftingsulticino.it, scrivere all’indirizzo di posta info@raftingsulticino.it o chiamare il numero 349/5560078. Per vivere l’esperienza in tutta sicurezza non occorre dotarsi di alcun tipo di abbigliamento particolare, purchè sia comodo, in quanto sarà lo staff di AqQua a fornire caschetto e giubbotto salvagente previa breve lezione sulle basilari presrizioni da osservare una volta in navigazione.
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 Pubblicato da il 14/05/2015 - 1.913 letture - ® Riproduzione vietata

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